Lo spread si impenna dopo la crisi di governo

Il differenziale Btp-Bund a 238 punti dai 209 della chiusura dell'8 agosto. Piazza Affari in profondo rosso: -2,48%. Così lo strappo di Salvini ha agitato le Borse.

09 Agosto 2019 06.12
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Il governo in crisi e lo spread che si impenna. Storia già vista, che si ripete in questo agosto 2019 di rottura gialloverde. Lo strappo determinato dal leader della Lega Matteo Salvini ha agitato i mercati, con il differenziale tra Btp e Bund tedesco in forte rialzo. Sin dai primi scambi ha segnato 232 punti base, a metà mattina è salito fino a quota 239 punti, per poi chiudere a 239 punti con rendimento del decennale italiano all’1,80%. L’8 agosto lo spread si era fermato a quota 209.

La fiammata odierna del differenziale peserà per oltre 1 miliardo di euro aggiuntivi sugli interessi che l’Italia pagherà sui propri titoli di stato. Il calcolo dei maggiori interessi si basa sul debito pubblico a 2.364 miliardi ed una scadenza media dei titoli di stato a 6 anni e 8 anni. Se lo spread restasse invariato al livello odierno e per la durata di un anno, gli interessi maggiori da pagare sarebbero pari a circa 1,2 miliardi.

PIAZZA AFFARI CHIUDE IN ROSSO

La Borsa di Milano è sprofondata in rosso con il Ftse Mib che ha chiuso a -2,49 a 20.324 punti, bruciando circa 15 miliardi di capitalizzazione. Scambi fiume per 2,8 miliardi di euro, insoliti per il mese di agosto. Le vendite si sono concentrate sui titoli bancari, da banco Bpm (-9,12%) a Mps (-8,54%), da Ubi (-8,42%) a Bper (-7%), Unicredit (-5,13%), il cui presidente Fabrizio Saccomanni si è spento improvvisamente nella vigilia e Intesa. Unico titolo in controtendenza Bim (+14,29%). Pesanti Telecom (-5,85%), Pirelli (-4,37%) e Leonardo (-4,31%), insieme a Italgas (-4,05%), oggetto insieme a Terna (-3,53%) di raccomandazione di vendita da parte di Goldman Sachs. Pochi i titoli in controtendenza, tra cui Atlantia (+2,94%), che beneficia proprio della crisi di un esecutivo orientato a levarle la concessione dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova. Giù Moncler (+2,29%) e Amplifon (+0,55%), meno pesanti dell’indice Fca (-2,06%) e Ferrari (-2,1%).

GLI ANALISTI GUARDANO A FITCH: ATTESO IL DOWNGRADE

Come se non bastasse, l’Italia rimane in cima all’agenda degli analisti perché nella giornata del 9 agosto si attendono i risultati di Fitch sulla revisione del rating del nostro Paese, dopo la chiusura dei mercati. Secondo gli esperti di Unicredit, «poiché vediamo la possibilità che un downgrade sia vicino e con la forte probabilità di nuove elezioni, si prevede che i Btp rimarranno vulnerabili» .

La valutazione di Fitch si concentrerà sull’elevato livello del debito pubblico, sulla bassa tendenza alla crescita e sull’elevata incertezza politica


Gli analisti

Gli analisti vedono «il maggior rischio di aumento dei rendimenti nello spazio da 5 a 10 anni. Fitch dovrebbe rivedere il rating italiano, che attualmente è Bbb (due tacche al di sopra del “non investment grade“) con prospettive negative. La valutazione di Fitch sulle vulnerabilità del Paese si concentrerà probabilmente sull’elevato livello del debito pubblico, sulla bassa tendenza alla crescita e sull’elevata incertezza politica. Tuttavia, l’agenzia di rating probabilmente riconoscerà i progressi compiuti dalle banche italiane in termini di qualità delle attività e di miglioramento della posizione esterna dell’Italia, quest’ultima nonostante il debito estero netto sia rimasto relativamente elevato». Fitch potrebbe però confermare la sua valutazione attuale e attendere di vedere i risultati del budget 2020 prima di formulare una visione più chiara.

ASIA MISTA CON LE TENSIONI COMMERCIALI USA-CINA

Intanto sul fronte di Asia e Pacifico Borse miste, mentre sullo sfondo restano le tensioni della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. In rialzo Tokyo con il Nikkei a +0,44% con l’economia giapponese che continua a crescere. Il Pil nel periodo aprile-giugno ha segnato un progresso dello 0,4%, per il terzo trimestre consecutivo, rispetto alle stime di un +0,1%. Tra le altre Piazze flessioni invece per Hong Kong (-0,21%), Shanghai (-0,50%) e Shenzhen (-0,99%). Positive anche Seul (+1,11%) e Sydney (+0,25%). Il petrolio è in rialzo negli scambi sul mercato after hours. L’euro è invece stabile.

I MERCATI IN DIRETTA

22.00 – WALL STREET CHIUDE IN CALO

Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,34% a 26.288,16 punti, il Nasdaq cede l’1,00% a 7.959,14 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,66% a 2.918,82 punti.

18.14 – EUROPA IN CALO SULLA SCIA DELLA TRATTATIVA USA-CINA

Le Borse europee chiudono in calo con gli investitori che guardano alle trattative tra Usa e Cina sul fronte del commercio internazionale. I listini del Vecchio continente, dopo un timido tentativo di ridurre le perdite, sono peggiorati con le parole di Donald Trump sui dazi e sulla Fed. Si guarda anche alle vicende politiche in Italia con lo spettro delle elezioni anticipate. L’euro sul dollaro è in rialzo a 1,1218 a Londra. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,84%. In rosso Francoforte (-1,28%), Madrid (-1,25%), Parigi (-1,11%) e Londra (-0,44%).

17.56 – WALL STREET ANCORA IN NEGATIVO

Wall Street procede in territorio negativo. Il Dow Jones perde lo 0,88% a 26.144,94 punti, il Nasdaq cede l’1,41% a 7.925,09 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,18% a 2.903,55 punti.

17.39 – CHIUSURA BORSA MILANO IN CALO

La Borsa di Milano chiude in profondo rosso con la crisi di governo e l’incertezza politica. L’indice Ftse Mib cede il 2,48% a 20.324 punti mentre il Ftse All-Share ha perso il 2,55%. Piazza Affari ha bruciato oltre 15 miliardi di capitalizzazione.

16.57 – WALL STREET IN RIBASSO CON TRUMP

Wall Street peggiora con Donald Trump che allontana la speranza di un accordo commerciale con la Cina a breve. Il Dow Jones perde lo 0,86% a 26.154,55 punti, il Nasdaq cede l’1,22% a 7.940,14 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,78% a 2.916,27 punti.

16.55 – LO SPREAD A QUOTA 236 PUNTI

La Borsa di Milano scivola ancora con il Ftse Mib che cede il 2,6% a 20.298 punti. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 236 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,77%.

15.51 – LE BORSE EUROPEE PROSEGUONO IN CALO

Le Borse europee proseguono in calo dopo l’avvio di Wall Street. Milano (-2,2%) riduce lievemente le perdite ma resta pesante con la crisi di governo e lo spettro di elezioni anticipate. Scende a 231 punti base lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il rendimento del decennale italiano all’1,73%. L’euro sul dollaro si attesta a 1,1193 a Londra.

15.47 – UBER PERDE IL 9,03% ALLA BORSA DI NEW YORK

Uber affonda a Wall Street dopo la trimestrale deludente. I titoli dell’app per auto con conducente perdono il 9,03%

15.41 – APERTURA IN NEGATIVO PER WALL STREET

Apertura in territorio negativo per Wall Street. IlDow Jones perde lo 0,27% a 26.312,68 punti, il Nasdaq cede lo 0,47% a 8.001,31 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,29% a 2.929,46 punti.

14.30 – L’EUROPA PROSEGUE IN ROSSO CON MILANO MAGLIA NERA

Le Borse europee proseguono in calo tra le tensioni commerciali che tornano alla ribalta e lo spettro delle elezioni anticipate in Italia. Piazza Affari (-2,4%) indossa la maglia nera mentre nei palazzi della politica si consuma la crisi di governo. Si riaccende l’attenzione sullo spread tra Btp e Bund che si attesta a 237 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,79%. Sul versante valutario l’euro sale a 1,1205 sul dollaro a Londra. Nel Vecchio continente l’indice stoxx 600 cede lo 0,5%. In calo Madrid (-1,1%), Francoforte (-1%) e Parigi (-0,8%). Piatta Londra. Sotto pressione i titoli tecnologici (-1,3%) e le banche (-1,1%). Milano è zavorrata dalla banche con Banco Bpm (-9%), Mps (-7,7%), Ubi (-7,1%), Bper (-6,8%) e Unicredit (-6,2%). In forte calo anche Tim (-5,4%) e Leonardo (-3,6%). Proseguono in rialzo Atlantia (+2,3%), Stm (+1,1%), Moncler (+1,5%) e Amplifon (+1,1%).

12.59 – PIAZZA AFFARI A -2,4%

La Borsa di Milano peggiora ancora con il Ftse Mib che cede il 2,4% a 20.342 punti. Su Piazza Affari pesa l’incertezza politica dovuta alla crisi di governo e lo spettro di nuove elezioni. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 233 punti con il rendimento del decennale italiano all’1,75%. In forte rialzo lo spread dei titoli di Stato a due anni che sfiora i 110 punti, tornando ai livelli di giugno 2019. In Borsa colano a picco le banche con Banco Bpm (-8%), Ubi (-6%), Bper (-5,7%) e Unicredit (-5,5%). Giornata in profondo rosso anche Poste (-6,5%).

11.33 – IN RIALZO I TASSI DEI BOT A UN ANNO

Tassi in deciso rialzo nell’asta dei Bot a un anno. Il rendimento medio è tornato in territorio positivo salendo a 0,107% da -0,061% dell’asta di luglio. Il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di titoli in offerta a fronte di una domanda che ha raggiunto i 9,338 miliardi. Il rapporto di copertura è calato a 1,44 da 1,47 precedente.

11.08 – PIAZZA AFFARI SPROFONDA

Piazza Affari peggiora ulteriormente con il Ftse Mib che lascia sul terreno il 2,3% a 20.360 punti. Mentre la spread tra btp e bund sale a 239 punti base con il rendimento del decennale all’1,8%. Le tensioni nel governo con la crisi e lo spettro di elezioni in autunno pesano indistintamente su tutto il listino. Male soprattutto le banche: Ubi perde il 5,84%, Bper il 5,7%, Mps il il 5,69%, Unicredit il 5,71%.

10.05 – EUROPA IN CALO TRA FIBRILLAZIONI COMMERCIALI E POLITICHE

Le tensioni commerciali tornano alla ribalta e pesano sulle Borse del Vecchio Continente ma l’Italia scivola più rapidamente degli altri listini sulla prospettiva di nuove elezioni. Lo Stoxx600 cede lo 0,2% mentre Milano cede l’1,8%. Più contenuto il calo di Francoforte (-0,57%), Parigi (-0,5%) e Londra (-0,2%). «Il presidente Mattarella autorizzerà questa nuova elezione in autunno? In caso affermativo, ciò ritarderebbe il progetto di bilancio italiano alla Ue», commentano gli analisti. Lo spread tra Btp e Bund torna sotto la soglia dei 230 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,70%. Tra i dati macro da segnalare l’export tedesco che a giugno segna la flessione più forte da tre anni su base annua con un -8%. I dati confermano il peggioramento del manifatturiero per l’impatto delle tensioni commerciali. In Francia invece la produzione industriale segna a giugno un netto calo, ben peggiore delle attese. L’indice registra una flessione del 2,3% su base annua.

9.44 – MILANO CEDE L’1,61%, BANCHE SOTTO PRESSIONE

Piazza Affari sotto la morsa della crisi di governo. Il Ftse Mib lascia sul terreno l’1,61% a 20.502 punti con le le banche in affanno mentre lo spread tra Btp e bund, dopo un’apertura a 232 punti, lima a 229. Nel credito Ubi perde il 4,14%, Banco Bpm il 4,7%, Mps il 4,77%, Bper il 3,6%, Unicredit il 3,53%, Intesa il 3,49%, Fineco il 2,57%. In un listino per buona parte in rosso, Telecom lascia il 2,1%, Italgas il 4,7%, Fca l’1,99%, Generali l’1,64. Tra i big si salvano in pochi Stm guadagna lo 0,99% e Atlantia l’1,58% con Kepler Cheuvreux che alza la raccomandazione a “buy” e vede il prezzo obiettivo a 28 euro (l’attuale è di 23,8). Il mercato guarda poi al giudizio di Fitch sul rating italiano con gli analisti che si attendono un downgrade.

9.20 – L’EUROPA APRE IN FLESSIONE, PARIGI -0,35%

Le Borse europee aprono in calo. Parigi segna un -0,35% con il Cac 40 a quota 5.368 punti. Francoforte registra invece un -0,33% a quota 11.806 punti. Londra è a -0,24% con il Ftse 100 a 7.266 punti.

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