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Gli indici di Borsa e lo spread del 2 luglio 2019

Gli indici di Borsa e lo spread del 2 luglio 2019

Per Piazza Affari chiusura in rialzo: Milano migliore d’Europa. Il differenziale Btp-Bund ai minimi da un anno. I mercati in diretta.

02 Luglio 2019 06.05

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Seduta positiva per la Borsa italiana il 2 luglio 2019. A Milano – maglia rosa del continente – l’indice Ftse Mib ha chiuso a +0,65%. Bene anche le altre Borse europee.

Le banche però sono state contrastare: Bper (+2%), Intesa (+0,9%), Mps (+0,3%), Unicredit (-1%), Ubi (-1,9%). Rimbalzo per Atlantia (+3,7%), il giorno dopo essere scivolata con l’ipotesi di revoca delle concessioni autostradali. Bene Terna (+3,5), Snam (+2,6%), Poste (+2,4%), Enel (+2,1%), Juventus (+1,2%), Exor (+0,8%). Volo per Astaldi (+8,4%) in vista della chiusura di Progetto Italia, con Cdp e Salini (+1,2%) e bene Risanamento (+1,3%) in prospettiva dei Giochi invernali 2026. In rialzo l’oro e in calo il petrolio, mentre all’Opec+ di Vienna è stato ratificato di mantenere i tagli alla produzione. Sul Ftse Mib hanno pesato Saipem (-2,7%), Tenaris (-2,3%), Eni e Tim (-0,9%), Leonardo (-0,8%). Debole l’auto in Europa: Fca -0,3% nonostante buoni dati delle vendite a giugno negli Usa, Cnh +0,04%.

LO SPREAD BTP-BUND SCENDE A 221 PUNTI

Forte calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale ha segnato 221 punti – ai minimi da luglio 2018 – in chiusura, contro i 232 di lunedì primo luglio. Rendimento del decennale pari all’1,84%, mai così basso dal giugno 2018 a 1,84%. Il mercato risente del probabile accordo con l’Ue che potrebbe evitare all’Italia una procedura per deficit eccessivo, dopo la correzione ai conti pubblici da oltre sette miliardi di euro cui Roma si è impegnata. Pesano, inoltre, le aspettative rinnovate per un’espansione monetaria della Banca centrale europea (Bce).

TRUMP E LE MINACCE DI DAZI ALL’UE

Borse piuttosto caute in Asia e Pacifico per effetto della minaccia di dazi degli Usa all’Ue contro i presunti aiuti ad Airbus, che ha seguito la tregua con la Cina raggiunta a margine del del G20 di Osaka. In modesto rialzo Tokyo (+0,11%) e Sydney (+0,08%), mentre Taiwan (-0,28%) e Seul (-0,35%) non hanno raggiunto la parità. Discorso analogo per Shanghai (-0,11%) e Mumbai (-0,36%), ancora aperte insieme a Hong Kong (+1,27%), che sale nonostante i disordini a seguito dalle proteste davanti al parlamento dell’ex-colonia britannica. La tregua sui dazi sancita dal presidente Usa Donald Trump e dall’omologo cinese Xi Jinping ha favorito i titoli tecnologici, da Screen Holdings (+4,52%) a Tokyo Electron (+2,97%) e Advantest (+0,79%) sulla piazza nipponica. Acquisti sugli automobilistici Suzuki (+0,77%) e Toyota (+0,37%).

I MERCATI E LO SPREAD IN TEMPO REALE

17.38 – CHIUSURA IN RIALZO PER MILANO (+0,65%)

Chiusura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,65% a quota 21.392 punti.

16.21 – L’EUROPA CALA DOPO L’APERTURA DI WALL STREET

L’apertura in negativo di Wall Street ha coinvolto anche le principali Borse europee. Milano resta la migliore (+0,5%), seguita da Londra (+0,4%) e Parigi (+0,05%). Sotto la parità Francoforte (-0,8%) e Madrid (-0,06%). A guidare il Ftse Mib è Atlantia (+3,4%), dopo lo scivolone del primo luglio sull’ipotesi di revoca delle concessioni autostradali. Bene Terna (+3%), Snam (+2,4%) e Italgas (+2,3%). In ordine sparso le banche, nonostante lo spread a 221 punti: Bper (+1,6%), Mps (+1,2%) dopo una cartolarizzazione, Intesa (+0,7%), Banco Bpm (-0,4%), Unicredit (-1,2%), Ubi (-2%). Non è diversa la situazione sulle altre piazze del Vecchio continente: CaixaBank (-1,6%), Bnp (-0,5%), SocGen (-0,2%), LLoyds (+0,3%), Hsbc (+0,5%). Non brillano le auto: Renault (-1,4%), Fca (-0,4%), Daimler (-0,2%) e Peugeot (+0,2%). Astaldi (+14,6%) vola nella prospettiva che si chiuda Progetto Italia, con Cdp e Salini (+1,4%). In positivo Risanamento (+4,6%), in vista dei Giochi invernali 2026. Giù invece Tenaris Saipem (-2,2%).

15.34 – WALL STREET APRE IN CALO, DOW JONES -0,17, NASDAQ -0,05%

Apertura in calo per Wall Street, con il Dow Jones che perde lo 0,17%, il Nasdaq lo 0,05% e l’indice S&P500 lo 0,03%.

15.10 – GLI OCCHI DELL’EUROPA SULLE NOMINE, MILANO +0,6%

Borse europee in cauto rialzo in vista nel nuovo summit a Bruxelles sulle nomine, il quarto dopo il fallimento del primo luiglio dal voto del 26 maggio. Milano (+0,6%) la migliore seguita da Londra (+0,5%). Poco sopra la parità Parigi (+0,05%), Madrid (+0,03%) e Francoforte (+0,02%). In ordine sparso le banche con rialzi per Lloyds (+0,2%), Intesa (+0,6%) e Hsbc (+0,8%), non per SocGen (-0,4%), Unicredit (-0,6%), Bbva (-0,9%) e Caixabank (-1,5%), mentre lo spread Btp-Bund scende a 222 punti per il taglio delle stime sul deficit da parte del Mef. Segno meno per gli automobilistici Fca (-0,3%), Renault (-0,9%), positiva Peugeot (+0,5%), dopo il dato sulle vendite in Italia e in attesa di quelle negli Usa. Per i tecnologici Stm (-0,4%), Infineon (+0,5%). Contrastati i future su Wall Street. Atlantia (+3%) continua a crescere, il giorno dopo la caduta per l’ipotesi di revoca delle concessioni. Vola Astaldi (+14,6%), in vista della chiusura di Progetto Italia, con Cdp e Salini Impregilo (+1,5%).

12.25 – MILANO TIENE (+0,3%): SALE ATLANTIA, DEBOLE FCA

Piazza Affari conferma il rialzo dell’apertura (Ftse Mib +0,32%), sostenuta da Atlantia (+2%), che rimbalza all’indomani dello scivolone scatenato dalla minaccia del Movimento 5 stelle di revoca totale e senza penali della concessione, a seguito della perizia tecnica sul crollo del ponte Morandi. Il titolo viene spinto da ipotesi di un coinvolgimento nel tentativo del governo di salvataggio di Alitalia, per scongiurare anche un maggiore impegno delle Fs. Va male invece a Fca (-1%), in linea con i rivali in Europa, le vendite di auto in Italia e in attesa di quelle Usa. Lo spread stabile a 225 punti aiuta Mps (+1,24%) dopo una cartolarizzazione, Intesa (+0,21%), Fineco (+0,63%), Bper (+0,35%) e Mediobanca (+0,34%). Giù Banco Bpm (-0,8%), Unicredit (-0,9%) e Ubi (-2,24%). Sprint di Astaldi (+7,6%), in vista della chiusura dell’operazione Progetto Italia, prevista per metà mese, con la partecipazione della Cdp e di Salini Impregilo (+0,28%). In luce Risanamento (+7,24%), coinvolta nelle Olimpiadi invernali del 2026.

10.30 – EUROPA IN CAUTO RIALZO

Borse europee in cauto rialzo in vista nel nuovo summit a Bruxelles sulle nomine, il quarto dopo il fallimento di ieri dal voto dello scorso 26 maggio. Milano (+0,6%) è la migliore seguita da Londra (+0,31%). Poco sopra la parità Francoforte (+0,07%), Parigi (+0,05%) e Madrid (+0,03%). In ordine sparso le banche con rialzi per Intesa (+0,4%), Lloyds (+0,3%) e Hsbc (+0,2%) a differenza di SocGen (-1,24%), Caixabank (-1,18%), Bbva (-0,93%) e Unicredit (-0,84%), mentre lo spread tra Btp e Bund scende ulteriormente a 222 punti per effetto del taglio delle stime sul deficit da parte del Mef. Segno meno per gli automobilistici Daimler (-0,56%), Renault (-0,82%), Fca (-0,24%) e Peugeot (-0,14%) dopo il dato sulle vendite in Italia e in attesa di quelle negli Usa. Prese di beneficio sui tecnologici Stm (-0,3%), Infineon (-0,5%), Contrastati i futures su Wall Street.

9.00 – APERTURA IN RIALZO DELLA BORSA ITALIANA

Apertura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,32% a 21.322 punti

8.32 – CHIUSURA BORSA DI TOKYO POCO MOSSA

La Borsa di Tokyo termina la seduta poco variata, trainata dal record fatto segnare durante la notte dagli indici azionari statunitensi, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo il rialzo di ieri che ha portato l’indice di riferimento giapponese ai massimi in 2 mesi. Il Nikkei termina poco mosso (+0,11%) a quota 21.754,27. Sul fronte valutario lo yen rimane stabile sul dollaro a un livello di 108,40, e 122,30 sull’euro.

4.27 – HONG KONG APRE IN RIALZO NONOSTANTE I DISORDINI

La Borsa di Hong Kong apre la seduta in territorio positivo dopo i disordini e gli scontri tra dimostranti e polizia, fino all’occupazione per alcune ore in tarda serata del parlamento e allo sgombero successivo da parte degli agenti: l’indice Hang Seng sale dell’1,27%, a 28.904,04 punti. Le proteste si sono tenute sempre contro la controversa legge sulle estradizioni in Cina, nel giorno del 22/mo anniversario del ritorno dell’ex colonia sotto la sovranità cinese.

2.30 – APERTURA BORSA TOKYO INVARIATA

La Borsa di Tokyo inizia gli scambi poco variata, malgrado il record fatto segnare dagli indici azionari statunitensi: gli investitori fanno scattare le prese di profitto dopo il rialzo di ieri che ha portato l’indice di riferimento giapponese ai massimi in 2 mesi. Il Nikkei apre piatto (-0,08%) a quota 21.711,63. Sul fronte valutario lo yen rimane stabile sul dollaro a un livello di 108,30 e 122,30 sull’euro.

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