Borsa italiana e spread di oggi 23 maggio 2019 in tempo reale

Milano chiude a -2,21%. Il differenziale Btp-Bund a 275 punti. Male i titoli tecnologici e gli energetici. Deboli i mercati europei, i listini asiatici chiudono in negativo. In rosso Wall Street.

23 Maggio 2019 04.02
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Dopo un mercoledì contrastato, la Borsa italiana segna una caduta pesante nella giornata di giovedì 23 maggio 2019. L'indice Ftse Mib ha infatti chiuso a -2,12%, peggior listino in Europa dopo una seduta in cui è sempre stato in forte perdita.

A Piazza Affari l'innalzamento dello spread ha pesato soprattutto su Poste (-2,58%) e Intesa (-1,99%). Come altrove, però, le tensioni principali sono state quelle commerciali tra Usa e Cina sui dazi e su Huawei, oltre a quelle sul prezzo del greggio (-5,16%). Una miscela esplosiva che ha colpito Stm (-5,67%), esposta sul fronte dei telefonini. Sotto pressione per il greggio Saipem (-5,17%), Tenaris (-4,23%) ed Eni (-3,45%), mentre Prysmian (-3,57%), ha scontato le posizioni corte di diversi fondi internazionali. Effetto dazi Usa-Cina su Fca (-3,01%) e Pirelli (-2,23%), in ottovolante la Juventus (-0,14%), salita fino ad oltre il 4% con le indiscrezioni su un arrivo dell'allenatore Pep Guardiola, successivamente smentite, sollecitando così la Consob a indagare. Sprint di Landi Renzo (+8,29%) per un accordo in Canada sulle cellule a idrogeno. Chiusura in calo anche per le principali Borse europee: Parigi ha ceduto l'1,81% a 5.281 punti, Francoforte l'1,71% a 11.960 punti, Londra l'1,41% a 7.231 punti e Madrid l'1,28%. Wall Street in calo: Dow Jones -1,11%, Nasdaq -1,58%, S&P 500 -1,19%.

LO SPREAD TRA BTP E BUND IN ALTALENA

Lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco è salito fino a 278, per poi rallentare e chiudere a 275. Il tasso sul titolo italiano è al 2,63%. Nella chiusura precedente si era fermato a quota 272 punti.

BORSE ASIATICHE IN CALO COI TITOLI TECNOLOGICI

Le vendite su tecnologici, telefonici e media continuano a spingere in calo le Borse in Asia, per la terza seduta consecutiva. A Tokyo ha chiuso in calo dello 0,8% con SoftBank (-5,3%) e Sony (-3,73%), Shanghai cede l'1,2% appesantita da Ping An Insurance (-2,94%)e Kweichow Mutai (-1,76%). Hong Kong scivola in calo dell'1,6% sotto il peso di Tencent (-3,4%) e Sunny Optical Technology (-6,8%). Taiwan chiude in ribasso dell'1,4% sui minimi da marzo sempre in scia alle frizioni di Huawei con gli Usa. Taiwan Semiconductor ha perso il 3,3%. Le incertezze sugli sviluppi della guerra commerciale tra Usa e Cina, accentuate dallo stallo sui negoziati, pesano sulle Borse cinesi che terminano gli scambi intorno ai minimi della seduta: l'indice Composite di Shanghai cede l'1,36% e scivola a 2.852,51 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 2,43%, a quota 1.503.37.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE

22.01 – CHIUSURA NEGATIVA PER WALL STREET

Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde l'1,11% a 25.490,20 punti, il Nasdaq cede l'1,58% a 7.628,29 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,19% a 2.822,30 punti.

19.30 – IL PETROLIO AFFONDA A NEW YORK: -6,22%

Il petrolio affonda con la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. A New York le quotazioni perdono il 6,22% a 57,58 dollari al barile. Il Brent cede il 5,44% a 67,13 dollari al barile.

17.31 – SI SGONFIA LA JUVENTUS

Perde terreno la Juve a Piazza Affari dopo che sono state smentite le indiscrezioni su un possibile arrivo dell'allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, sulla panchina bianconera. Il titolo, che era arrivato a guadagnare fino a quasi il 5% in mattinata, è passato in territorio negativo e cede lo 0,24% a 1,43 euro. Sugli 'strappi' in Borsa della Juve ha acceso un faro anche la Consob, che sta analizzando sia l'operatività sul titolo, cioè chi compra e chi vende, sia i flussi di informazioni che lo stanno muovendo.

17.30 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN FORTE RIBASSO

Chiusura in forte calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha ceduto il 2,12% a 20.136 punti

17.15 – EUROPA IN CADUTA A FINE SEDUTA

Borse europee deboli nel finale insieme a Wall Street (-1,2%) e al Nasdaq (-1,5%) dopo l'inatteso calo dell'indice manifatturiero della Fed di Dallas. Milano (Ftse Mib -2%) è la peggiore dietro a Parigi (-1,52%) e Francoforte (-1,45%), più caute invece Londra (-1,3%) e Madrid (-0,8%). Pesano sui listini la guerra sui dazi tra Usa e Cina, le tensioni su Huawei e il voto europeo, al via oggi in Olanda e Gran Bretagna, per terminare domenica in Italia. Il rialzo dello spread sopra quota 275 punti frena i bancari Intesa (-2%) e Banco Bpm (-1,6%) a Milano. Pesante Daimler (-6,59%) a Francoforte all'indomani dell'addio dell'amministratore delegato Dieter Zetsche in assemblea. Giù Deutsche Bank (-2,39%), il cui Ad Christian Sewing ha invocato "cambiamenti di ampia portata" in assemblea, escludendo contatti per possibili fusioni. Il calo del greggio penalizza Bp (-2,98%), Total (-2,95%) e Shell (-2,67%). A Piazza Affari male i bancari Intesa (-2%) e Banco Bpm (-1,6%). Giù anche Saipem (-5%), Eni (-3%) ed Fca (-3,19%).

16.34 – MILANO AMPLIA IL CALO

Amplia il calo Piazza Affari a un'ora dalla chiusura. L'indice Ftse Mib cede il 2% a 20.156 punti. Piazza Affari frenata da Saipem (-5,15%), penalizzata insieme a Eni (-3%) e Tenaris (-4,27%) dal calo del greggio. Giù Stm (-1,81%), per le tensioni su Huawei. Lo spread in rialzo oltre 276 punti pesa su Poste (-2,22%) e Intesa (-1,84%). Segno meno per Tim (-2%), bene Juventus (+2,98%) con il possibile arrivo dell'allenatore Pep Guardiola da Manchester.

16.15 – IL PETROLIO AFFONDA A NEW YORK

Il petrolio affonda a New York, dove le quotazioni perdono il 4,51% a 58,65 dollari al barile. A pesare sono le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina e i deboli dati economici.

16.06 – L'EUROPA PEGGIORA CON WALL STREET

Si mantengono deboli le borse europee dopo l'avvio in calo di Wall Street e del a Nasdaq a New York, in attesa degli indici della fiducia dei manager, delle vendite di case e dell'indice manifatturiero della Fed di Dallas. Milano (Ftse Mib -1,4%) fa un po' meglio di Parigi (-1,62%) e Francoforte (-1,56%), ma peggio di Londra (-1,3%) e Madrid (-1,08%). In rialzo ma al di sotto dei massimi lo spread, che si mantiene sopra quota 275 punti. Le tensioni commerciali pesano sugli automobilistici, con Daimler (-7%), che soffre l'addio dell'amministratore delegato Dieter Zetsche, che ha lasciato ieri in assemblea, mentre Fca perde il 3% a Milano. Giù Deutsche Bank (-2,75%), il cui Ad Christian Sewing ha invocato "cambiamenti di ampia portata" in assemblea.

16.00 – NEW YORK PEGGIORA

Wall Street accentua le perdite. Il Dow Jones perde l'1,51% a 25.387,22 punti, il Nasdaq cede l'1,46% a 7.639,78 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,27% a 2.819,74 punti.

15.30 – APERTURA WALL STREET IN NEGATIVO

Apertura in calo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,99% a 25.526,08 punti, il Nasdaq cede l'1,14% a 7.661,72 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,92% a 2.829,41 punti.

14.28 – MILANO RESTA IN CALO

Pesante Piazza Affari (-1,5%) in linea con le altre piazze europee, che risentono del duplice effetto della guerra dei dazi e delle elezioni europee, mentre si complica la situazione per la premier britannica Theresa May, sul punto di lasciare senza un accordo sulla Brexit. Lo spread è sopra quota 274 punti. A Piazza Affari sotto pressione Stm (-3,88%), che sconta le tensioni su Huawei, di cui è fornitore. Il calo del greggio (-1,58% a 60,46 dollari al barile il Wti) penalizza Tenaris (-3,44%), Saipem (-3,51%) ed Eni (-2,26%). Debole anche Prysmian (-3,36%), oggetto di posizioni corte da parte di diversi fondi internazionali. La guerra dei dazi frena Fca (-2,84%) e Pirelli (-2,16%), mentre tra i pochi rialzi si segnala lo sprint di Juventus (+4,71%), con le indiscrezioni su un arrivo dell'allenatore Pep Guardiola dal Manchester. Sprint di Landi Renzo (+9,9%) per un accordo in Canada sulle cellule combustibili a idrogeno e Inwit (+2,73%), deboli Mediaset (-4,63%) e Stefanel (-5,96%), Ubi (-1,71%) e Intesa (-1,58%).

13.04 – LISTINI EUROPEI PESANTI, SPREAD IN SALITA

Borse pesanti non solo per la guerra commerciale Usa-Cina col caso Huawei ma anche per le elezioni europee, mentre è partito il voto in Gran Bretagna e Olanda, e per i dati macro peggiori delle attese nel Vecchio Continente, a partire dall'indice Ifo in Germania. Francoforte e Parigi guidano i cali (-1,8%), seguite da Milano (-1,6%) e a ruota da Londra (-1,4%) con le dimissioni della premier May più vicine. A Piazza Affari scivola il tecnologico Stm (-4,12%) insieme ai titoli legati al petrolio, penalizzati dal calo del greggio (Tenaris -3,49%, Saipem -3,58%) e da Fca (-2,7%) con gli automobilistici che soffrono al pari dell'high tech per le tensioni fra Stati Uniti e Cina. Controcorrente la Juve (+3,92%), dove nel 'toto' allenatore è entrato Pep Guardiola. Più timidi i rialzi di Italgas (+0,35%) e Fineco (+0,10%).

12.49 – LA JUVENTUS CORRE CON LE VOCI SU GUARDIOLA

La Juventus strappa a Piazza Affari dopo le indiscrezioni di stampa che ipotizzano l'arrivo dell'allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, sulla panchina bianconera, dopo le indiscrezioni di questi giorni che avevano indicato prima Simone Inzaghi e poi insistentemente Maurizio Sarri. Le azioni del club bianconero avanzano del 3,5% a 1,49 euro, miglior titolo in un Ftse Mib che cede quasi il 2%, dopo aver toccato un rialzo massimo del 4,7% a ridosso dell'avvio delle contrattazioni.

11.00 – PIAZZA AFFARI IN PROFONDO ROSSO

La Borsa di Milano peggiora a -1,66%.

09.30 – APERTURA BORSE EUROPEE IN NEGATIVO

In scia alle Borse asiatiche anche gli indici di quelle europee si piegano alle vendite. Londra cede lo 055%, Parigi lo 0,82%, Francoforte lo 0,86%, Madrid lo 0,67 per cento. Alcuni titoli in controtendenza sui listini come Vodafone (+0,8%), Glaxo (+0,4%) mentre scivolano Bmw (-1,1%) e Covestro (spinoff della Bayer nella plastica) che lascia l'1,1 per cento. (ANSA).

09.22 – QUOTAZIONI DEL PETROLIO IN CALO

Il petrolio è in calo a 60,95 dollari per il barile Wti e a 70,37 dollari per il Brent.

09.00 – APERTURA BORSA DI MILANO IN CALO

La Borsa di Milano apre la seduta in terreno negativo. L'indice Ftse Mib cede lo 0,73% a 20.423 punti.

8.26 – CHIUSURA BORSA DI TOKYO IN CALO

La Borsa di Tokyo termina gli scambi nuovamente in calo, con la tecnologia sotto pressione dopo il blocco delle forniture alla cinese Huawei, mentre non si attenuano i timori degli investitori su un allargamento della crisi sul commercio internazionale che vede ancora opposte Cina e Stati Uniti. Il Nikkei perde lo 0,62% a quota 21.151,14, lasciando sul terreno 132 punti. Sul mercato dei cambi lo yen torna ad apprezzarsi sul dollaro a un valore di 110,20 e a 122,90 sull'euro.

3.57 – APERTURA BORSA DI SHANGHAI DEBOLE

Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo: l'indice Composite di Shanghai segna nelle prime battute una flessione dello 0,38%, a 2.880,84 punti, mentre quello di Shenzhen cede lo 0,40%, a quota 1.534,70

2.56 – APERTURA BORSA TOKYO IN CALO

Non si attenuano i timori degli investitori circa l'inasprirsi della crisi tra Cina e Stati Uniti sul commercio internazionale, comprese le ramificazioni del caso Huawei, e la Borsa di Tokyo avvia le contrattazioni nuovamente in calo. Il Nikkei cede lo 0,48% a quota 21.180,24, perdendo 103 punti. L'incertezza sui mercati si ripercuote sulle valute, con lo yen che torna ad apprezzarsi sul dollaro a un valore di 110,50 e a 122,90 sull'euro.

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