Le quotazioni di Borsa Italiana e spread del 7 maggio 2019

Milano chiude a -0,89%. L'indice è crollato dopo le stime Ue sul Pil italiano. Il differenziale Btp Bund a 266 punti. Mercati europei in rosso. Crolla anche Wall Street sui dazi. I listini in diretta.

07 Maggio 2019 04.07
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Altra seduta all'insegna dei ribassi per la Borsa di Milano quella di martedì 7 maggio. L'indice Ftse Mib ha chiuso ancora in rosso a -0,89%, trascinato dalle previsioni negative dell'Ue sulla crescita Italiana.

I principali listini europei hanno chiuso in profondo rosso: la peggiore è Londra (-1,63%), seguita da Parigi (-1,60%) e da Francoforte (-1,58%). A Wall Street intanto si è chiusa la peggiore seduta dal 3 gennaio. Il Dow Jones perde l'1,79% a 25.965,90 punti, il Nasdaq cede l'1,96% a 7.963,76 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,65% a 2.884,10 punti.

LO SPREAD BTP BUND IN NETTO RIALZO

Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni ha chiuso in netto rialzo a 266 punti, dopo le stime della Commissione europea sulla crescita e i conti pubblici italiani. Il rendimento è al 2,62%. Nella seduta precedente aveva chiuso a 257 punti.

BORSE ASIATICHE CONTRASTATE

Le Borse cinesi hanno un rimbalzo contenuto, contro le pesanti perdite della vigilia, che è maturato nel finale grazie alla conferma del vicepremier Liu He alla guida della delegazione di Pechino in partenza per gli Usa in vista dei colloqui sul commercio del 9-10 maggio: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,69%, a 2.926,39 punti, mentre quello di Shenzhen guadagna l'1,62%, a 1.540,31. La Borsa di Tokyo termina la prima seduta in netto ribasso, dopo il lungo periodo di vacanza coinciso con gli eventi imperiali e la Golden Week, seguendo la correzione globale degli indici azionari alla luce dei previsti nuovi dazi da parte dell'amministrazione Usa sulle merci cinesi. Il Nikkei perde l'1,55% a quota 22.923,72, lasciando sul terreno 335 punti. Sul mercato valutario lo yen si è rafforzato sul dollaro a 110,60 e sull'euro poco sopra a 124.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE

22.18 – WALL STREET CHIUDE LA PEGGIORE SEDUTA DAL 3 GENNAIO

Wall Street chiude in forte calo affondando, in quella che è la sua peggiore seduta dal 3 gennaio, con l'intensificarsi delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina. Il Dow Jones perde l'1,79% a 25.965,90 punti, il Nasdaq cede l'1,96% a 7.963,76 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,65% a 2.884,10 punti.

19.15 – DOW JONES IN ROSSO A -1,84%, IL NASDAQ CROLLA A -2,03%

Wall Street peggiora con le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina e sperimenta la sua seduta peggiore dal 22 marzo. Il Dow Jones perde l'1,84% a 25.953,19 punti, il Nasdaq cede il 2,03% a 7.963,16 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,74% a 2.881,30 punti

18.30 – LO SPREAD BTP BUND HA CHIUSO A 266 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni ha chiuso in netto rialzo a 266 punti base da 257 di ieri, in un mercato più teso dopo le nuove stime della Commissione europea sulla crescita e i conti pubblici italiani. Il rendimento del Btp decennale è al 2,62%.

18.02 – CHIUSURA DELLE BORSE EUROPEE IN DECISO CALO

Le Borse europee hanno chiuso in deciso calo, sulla scia di Wall Street, che ha patito il nuovo rialzo dei dazi verso l'import dalla Cina ventilato da Trump. L'indice d'area Stoxx 600 ha perso l'1,37%. La peggiore è stata Londra (-1,63%), seguita da Parigi (-1,60%) e da Francoforte (-1,58%).

17.31 – CHIUSURA DELLA BORSA DI MILANO IN NEGATIVO

La Borsa di Milano chiude in calo (-0,89%) sulla scia dell'andamento negativo di Wall Street. L'indice Ftse Mib è a quota 21.219,14 punti.

17.15 – A NEW YORK IN FORTE RIBASSO I TITOLI TECNOLOGICI

Wall Street procede in territorio fortemente negativo e i tecnologici soffrono. I titoli della Faang sono in forte calo. Amazon perde l'1,49%, Apple il 2,02%, Netflix il 2,44%, Google l'1,33% e Fac3book l'1,99%.

17.04 – WALL STREET ACCENTUA IL CALO

Wall Street accentua le perdite con l'escalation delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina. Il Dow Jones perde l'1,32% a 26.088,44 punti, il Nasdaq cede l'1,68% a 7.987,45 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,42% a 2.890,74 punti.

16.44 – I MERCATI EUROPEI PEGGIORANO I RIBASSI

Le principali Piazze europee peggiorano insieme a quelle degli Stati Uniti, dove pesano le nuove ipotesi di rialzo dei dazi verso le importazioni cinesi. Nemmeno il Ftse Mib (-0,9%) resta immune, nonostante trainato dalle buone performance dei titoli spinti dalle trimestrali. La maglia nera in Europa resta a Londra (-1,5%), seguita da Parigi (-1,4%) e Francoforte (-1,3%), con lo spread Btp-Bund che resta sopra i 260 punti base, a 263,1 punti. A Piazza Affari tengono Amplifon (+8,9%), Ferrari (+3,9%), Campari (+3,1%) e Piaggio (+1,2%). Positivi anche Diasorin (+2,2%) e Juventus (+1,9%). Proseguono con le vendite i finanziari: Fineco (-7,5%), Unipol (-2,7%), Unicredit e Banco Bpm (-2,9%), Intesa (-2,4%) e Ubi (-2,3%). Vanno male anche Saipem (-4,4%), Buzzi (-2,8%), Cnh (-3,1%), Eni (-2,3%) e Telecom (-2,2%).

15.58 – IL LISTINO DI NEW YORK PERDE ULTERIORE QUOTA

Wall Street peggiora sui timori di una guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il Dow Jones perde l'1,09% a 26.156,73 punti, il Nasdaq cede l'1,14% a 8.029,47 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,01% a 2.902,64 punti.

15.57 – L'EUROPA PROCEDE IN NEGATIVO, IN RIBASSO PIAZZA AFFARI

Dopo l'apertura in negativo di Wall Street, continuano a vendere le principali Borse europee, sotto la scure di nuovi rialzi dei dazi sulle importazioni cinesi e per l'indebolimento dei petroliferi, col calo del greggio: Londra (-1,1%), Parigi (-0,9%), Francoforte (-0,7%) e Milano (-0,4%). Sul Ftse Mib prosegue la corsa dei titoli spinti dalle trimestrali, con Amplifon che moltiplica le vendite (+9,1%), variazioni sempre positive per Ferrari (+4%), Campari (+2,8%) e Piaggio (+2,2%). Bene anche Diasorin (+3,3%) e Juventus (+2,6%). In negativo i finanziari, con Fineco (-6,7%) per la prospettiva di un collocamento da parte di Unicredit (-2,6%), Unipol (-2,5%), Banco Bpm (-2,1%) e Intesa (-1,9%) dopo i conti del trimestre. Male anche Saipem (-3,8%) e Eni (-2,1%).

15.30 – APERTURA WALL STREET NEGATIVA

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,91% a 26.199,94 punti, il Nasdaq cede lo 0,93% a 8.047,09 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,77% a 2.909,85 punti.

14.41 – MILANO RIDUCE I RIALZI DOPO LE STIME UE

La Borsa italiana ha girato in calo dopo le nuove stime sul Pil arrivate dalla Ue che ha fatto allargare lo spread. Il listino però è tornato in breve a riprendere un minimo vantaggio (+0,2%), trainato dalle buone performance di alcuni titoli dopo le buone trimestrali. Rimangono in negativo invece tutti gli altri mercati europei per la guerra dei dazi Usa-Cina e l'indebolimento dei petroliferi col calo del greggio. Il peggiore è Londra (-1,1%), seguito da Parigi (-0,8%) e Francoforte (-0,7%). A Piazza Affari resta comunque il migliore listino in Europa: bene Amplifon (+6,2%), Ferrari (+4,6%), Campari (+2,9%) e Piaggio (+2,5%). In negativo, oltre a Eni (-1,34%), i titoli finanziari: Fineco (-4,6%) per la prospettiva di un collocamento da parte di Unicredit (-1,6%), Unipol (-1,7%), Intesa (-1,2%) dopo i conti del trimestre, Banco Bpm (-1,4%) e Ubi (-1,2%).

13.54 – FINECO CROLLA IN ATTESA DELLA QUOTA UNICREDIT

Fineco perde in Borsa (-4,15%) in attesa della ricollocazione in Unicredit, dopo che i rispettivi cda stamattina "hanno approvato una serie di azioni e procedure" che pongono le basi per la piena indipendenza di FinecoBank e che consentono a "UniCredit di cogliere qualsiasi opportunità di mercato, anche nel breve termine, in relazione alla sua quota". Il titolo, a fine mattina, ha la maglia nera del listino italiano. Dal punto di vista del capitale regolamentare, l'attuale esposizione di Fineco nei confronti di UniCredit è pari a zero, essendo parte dello stesso gruppo. Il Consiglio di UniCredit si è inoltre impegnato, in caso di eventuale futura uscita di Fineco dal gruppo, a rinunciare a qualsiasi diritto amministrativo – relativo all'eventuale quota residua detenuta in Fineco – a nominare o revocare il board. Fineco ha chiuso intanto il primo trimestre con un utile netto pari a 62,6 milioni (+6,1% anno su anno, -4,6% su quarto trimestre 2018 chiuso 65,6 milioni).

13.06 – LA BORSA DI MILANO SVETTA IN EUROPA

Piazza Affari svetta in Europa, in controtendenza rispetto a un mercato borsistico preoccupato dalla piega che sta prendendo la guerra commerciale tra Usa e Cina. Il Ftse Mib avanza dello 0,5%. Piazza Affari spinta dalle trimestrali di Ferrari (+5,2%), Amplifon (+4,9%), Piaggio (+3,2%) e Campari (+2,6%). Bene anche la Juve (+3,7%) e Diasorin (+2,75%) mentre torna a scendere Fineco (-4%) in attesa del collocamento di una quota da parte di Unicredit (-0,7%). In affanno anche Unipol (-1,3%), Eni (-1,2%) e Saipem (-1%). Intesa sale (+0,7%). Deboli Generali (-0,2%) e Tim (-0,2%).

12.49 – IL TITOLO DI FERRARI CORRE IN BORSA

Ferrari strappa a Piazza Affari dopo i risultati del primo trimestre, superiori al consensus degli analisti. Il titolo, sospeso per eccesso di rialzo, segna un rialzo teorico del 5,15% a 124,5 euro. Sia i ricavi, pari a 940 milioni di euro, che l'ebitda rettificato, pari a 311 milioni di euro, sono superiori al consensus di Bloomberg, che si aspettava 866 milioni di ricavi e un ebitda di 279,2 milioni di euro. Anche l'utile rettificato batte le attese: 180 milioni contro una stima di 156,7 milioni.

11.46 – EUROPA PERDE QUOTA, TIENE MILANO

Le Borse europee falliscono il rimbalzo e si dirigono in territorio negativo a metà mattina, con Londra che cede lo 0,6%, Parigi lo 0,4% e Francoforte lo 0,3% mentre resistono Milano (+0,3%) e Madrid (+0,2%). I listini faticano a riprendersi dallo shock per il tweet con cui il presidente Usa Donald Trump ha annunciato dazi più alti su 200 miliardi di dollari di import cinese. Restano negativi di mezzo punto percentuale anche i future su Wall Street mentre le Borse asiatiche hanno chiuso in ordine sparso. L'euro ha annullato i suoi guadagni dopo il dato inferiore alle attese sugli ordini di fabbrica in Germania mentre lo spread Btp-Bund si allarga di 2 punti base a quota 259. Male la Borsa di Istanbul (-2,2%) e la Lira, a 6,16 sul dollaro, dopo l'annullamento delle elezioni amministrative nella capitale. A Piazza Affari corre Campari (+2%) dopo i conti, davanti a Brembo (+1,9%) e Recordati (+1,7%). Giù Fineco con l'avvio del disimpegno di Unicredit (-0,7%), deboli anche Eni (-1,1%) e Saipem (-1%). Corre Ferrari dopo i conti (+5%), titolo sospeso per eccesso di rialzo.

10.24 – PIAZZA AFFARI RISALE CON RECORDATI E CAMPARI

Piazza Affari cerca di riprendersi dallo scivolone di ieri provocato dall'inasprimento della guerra commerciale tra Usa e Cina. Il Ftse Mib sale dello 0,56%, in testa alle Borse europee, tutte in rialzo frazionale con l'eccezione di Londra (-0,26%). A Piazza Affari in luce Campari (+1,6%) e Mediolanum, che oggi diffonderanno i conti del primo trimestre, bene anche Recordati (+1,8%), Stm (+1,3%) e, sempre nel risparmio gestito, Azimut (+1,3%). Le indiscrezioni su un'alleanza internazionale non scaldano Mediaset (+0,3%), che oggi riunirà un cda straordinario. Poco mossa anche Generali (+0,2%), mentre a Trieste è in programma l'assemblea, così come Tim (+0,06%). FinecoBank gira al rialzo (+0,3%) dopo un avvio difficile in scia alla decisione di Unicredit (-0,22%) di prepararsi a cederne una quota. Positivi i bancari con Mediobanca (+1,1%) e Intesa (+1%), con Ca' de Sass che oggi darà la trimestrale.

09.31 – APERTURA BORSE EUROPEE: LISTINI FIACCHI

Borse Europee fiacche in avvio di seduta. A Parigi l'indice Cac 40 cede lo 0,09% a 5.478 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,1% a 12.298 punti mentre a Londra il Ftse 100 arretra dello 0,32% a 7.357 punti.

09.06 – APERTURA BORSA DI MILANO IN LIEVE RIALZO

Avvio di seduta in lieve rialzo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in progresso dello 0,16% a 21.444 punti.

8.40 – CHIUSURA DI TOKYO IN NETTO CALO

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta in netto ribasso, dopo il lungo periodo di vacanza coinciso con gli eventi imperiali e la Golden Week, seguendo la correzione globale degli indici azionari alla luce dei previsti nuovi dazi da parte dell'amministrazione Usa sulle merci cinesi. Il Nikkei perde l'1,55% a quota 22.923,72, lasciando sul terreno 335 punti. Sul mercato valutario lo yen si è rafforzato sul dollaro a 110,60 e sull'euro poco sopra a 124.

07.07 – LE BORSE CINESI ALLUNGANO IL PASSO

Le Borse cinesi allungano il passo consolidando i guadagni: alle 10:30 locali (le 4:30 in Italia), l'indice Composite di Shanghai sale dell'1,03%, a 2.936,41 punti, mentre quello di Shenzhen segna un progresso del 2,23%, a quota 1.549,64.

7.00 – APERTURA POSITIVA PER LE BORSE CINESI

Le Borse cinesi provano il difficile rimbalzo all'indomani del tracollo legato alla minaccia del presidente americano Donald Trump di applicare da venerdì dazi al 25% sull'import di 200 miliardi di dollari di beni "made in China": l'indice Composite di Shanghai (il 6 maggio in chiusura a -5,58%) sale nelle primissime battute dello 0,27%, a 2.914,29 punti, mentre quello di Shenzhen (il 6 maggio a -7,38%) segna un progresso dello 0,59%, a quota 1.524,79.

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