Indici di Borsa e spread del 7 febbraio 2019

Indici di Borsa e spread del 7 febbraio 2019

07 Febbraio 2019 06.00
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Giornata complessa per i listini di Piazza Affari dopo le parole molto dure del Fmi sulla potenziale crescita dell'Italia. Il 7 febbraio la Borsa di Milano ha aperto le contrattazioni in flessione (-0,28%), per scendere ulteriormente nel corso della mattinata in seguito al taglio delle stime sul Pil dell'Ue, crollando nel tardo pomeriggio (-2%) per chiudere a quota -2,59%. A pesare sul listino milanese Fca (-12,21%), Nella galassia del Lingotto hanno sofferto anche Exor (-4,73%), Ferrari (-2,55%) e Juventus (-2,18%). Bene invece Cnh dopo i conti (+1,21%). In netto terreno negativo Saipem (-6,09%) e Prysmian (-5,78%). Deboli le banche: Intesa (-2,75%); giù Mps (-1,45%) e Mediobanca (-0,34%) dopo l'annuncio dei rispettivi risultati annuali e semestrali. Anche Unicredit partita con sprint dopo con i buoni conti, chiude in calo (-1,92%). In positivo solo Banco Bpm (+0,84%) e Diasorin (+1,37%).Chiusura in rosso anche le principali Borse europee:: Londra (-1,11%), Madrid (-1,79%), Parigi (-1,84%) e Francoforte (-2,67%).. Negativa Wall Street: Dow Jones -1,38%, Nasdaq -1,72%, S&P 500 -1,42%.

LO SPREAD BTP BUND IN FORTE RIALZO

Chiusura in netto rialzo per lo spread Btp-Bund dopo che la Ue ha drasticamente tagliato le stime di crescita dell'Italia per il 2019. Il differenziale schizza a 283 punti base (il 6 febbraio quando aveva chiuso a 269 punti base), segnando i massimi da due mesi. Il tasso sul decennale del Tesoro sale al 2,94%.

I NUOVI BTP A 30 ANNI ACQUISTATI PER IL 70% DA INVESTITORI ESTERI

Circa 450 investitori di oltre 35 Paesi hanno partecipato al collocamento del nuovo Btp a 30 anni del Tesoro, per una domanda complessiva pari a oltre 41 miliardi di euro. Gli investitori esteri si sono aggiudicati il 73,6% dell'emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,4%. Lo rende noto il Mef, sottolineando che tra gli investitori esteri, è stata di "rilievo" la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (il 29,5%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale (il 36,3%), ed in particolare in Germania, Austria e Svizzera (18,9%), nei Paesi Scandinavi (5,6%), in Francia (3,8%), in Spagna (3,8%) e in altri Paesi europei (4,2%). Al di fuori dell'Europa, aggiunge il Mef, è stata "significativa" la partecipazione di investitori statunitensi, che si sono aggiudicati il 6,4% dell'emissione. Quasi metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (45,2%), mentre le banche ne hanno sottoscritto circa un quarto (25,8%)", spiega ancora il Mef. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato circa il 17,6% (in particolare il 7,4% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 10,2% è andato a fondi pensione e assicurazioni). Agli hedge fund è stato allocato il 10,9% dell'ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all'emissione con una quota residuale pari allo 0,5% circa.

LEGGI ANCHE: Dall'Istat all'Ocse: tutte le stime sbagliate sul Pil dell'Italia

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN DIRETTA

18.12 – WALL STREET PESANTE

Un incontro fra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping ''probabilmente'' non avverrà prima della scadenza dell'1 marzo. Lo riporta Cnbc citando alcune fonti dell'amministrazione. L'indiscrezione appesantisce Wall Street, che vede allontanarsi la fine della guerra commerciale fra le due superpotenze. Il Dow Jones perde l'1,38% a 25.043,15 punti, il Nasdaq cede l'1,72% a 7.249,24 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,42% a 2.692,31 punti.

17.40 – FCA CHIUDE CON UN CALO DEL 12,21%

Il titolo di Fca chiude le contrattazioni in Borsa italiana in calo del 12,21% a 13,38 euro. A pesare sono state le previsioni sul 2019 che hanno deluso gli analisti, dopo conti con risultati che il Gruppo definisce "da record".

17.30 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN FORTE RIBASSO

La Borsa di Milano crolla a – 2,59% in chiusura di seduta.

17.20 – WALL STREET IN DISCESA

Wall Street accentua le perdite. Il Dow Jones perde l'1,00% a 25.135,89 punti, il Nasdaq cede l'1,22% a 7.285,04 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,14% a 2.700,49 punti.

17.10 – LA BORSA DI MILANO PEGGIORA

La Borsa di Milano peggiora e tocca un calo del 2%, in linea con le piazze europee tutte negative. A pesare sul Ftse Mib oltre al crollo di Fca (-11,5% dopo aver deluso gli analisti con le stime sul 2019) è il taglio delle stime della commissione Ue sulla crescita italiana.

16.39 – WALL STREET CALA ANCORA

Wall Street procede negativa con il riaccendersi dei timori sulla crescita dopo il taglio delle stime da parte della Commissione Europea. Il Dow Jones perde lo 0,35% a 25.301,52 punti, il Nasdaq cede lo 0,57% a 7.333,98 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,79% a 2.710,15 punti.

16.17 – TUTTI I LISTINI EUROPEI IN ROSSO

La apertura negativa di Wall Street conferma la debolezza di Milano (-1,7%), in linea con le altre Borse europee: Londra (-0,6%), Parigi (-1,3%), Francoforte (-2%). Sul Ftse Mib continua la caduta di Fca (-11,7%) con il mercato deluso dalle stime sul 2019. In ribasso anche la holding del Lingotto, Exor (-3,75%). Le vendite colpiscono Ferrari (-2,1%), mentre guadagna Cnh (+1,6%). Vanno male Stm (-4%), Pirelli (-3,9%), Prysmian (-3,8%) e Tim (-3%). Altalenante Astaldi, che dopo essere passata in negativo è tornata in rialzo (+0,7%), mentre Salini cede (-1,1%). Acquisti su Banco Bpm (+2,2%) e Unicredit (+1,7%) con i buoni risultati del 2018.

15.38 – TWITTER AFFONDA IN BORSA

Twitter affonda in Borsa, dove arriva a perdere l'8,52% nonostante la trimestrale sopra le attese. Gli investitori restano infatti scettici sulle prospettive della societa' che cinguetta', le cui stime per il primo trimestre sono risultate deboli.

15.37 – APERTURA WALL STREET NEGATIVA

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,61% a 25.233,73 punti, il Nasdaq cede lo 0,79% a 7.316,65 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,62% a 2.714,64 punti.

14.21 – CNH INVERTE LA ROTTA (+1,8%)

Inverte la rotta Cnh in Piazza Affari dopo i conti. Il titolo, debole nella mattinata in attesa dei risultati 2018, segna un rialzo dell'1,8% a 9,06 euro. L'utile netto del Gruppo ha segnato un balzo dell'8% a 1,1 miliardi di euro

14.03 – LA BORSA DI MILANO PERDE ANCORA

Piazza Affari soffre (Ftse Mib -1,8%), ultima in Europa, con il rialzo dello spread tra Btp e Bund sopra i 280 punti a seguito del taglio delle stime dell'Ue sull'Italia. Nel listino milanese pesa Fca, (-11,6%) dopo due congelamenti al ribasso a seguito di conti record ma stime sul 2019 deludenti per gli analisti. Non soffre per lo spread Banco Bpm (+2,84%), dopo i conti presentati anche da Unicredit (+0,91%), Mps (+0,6%) e, per il trimestre, da Mediobanca (+0,6%). Il differenziale con i bund tedeschi pesa invece su Ubi Banca (-0,44%), Intesa (-1,45%) e Poste (-2,11%). Rientra dopo un congelamento Exor (-4,3%) a monte della catena di controllo, mentre Cnh gira in positivo (+1,8) . Proseguono le prese di beneficio su Amplifon (-3,26%). Riduce il rialzo Astaldi (+0,8%) e prosegue in calo Salini Impregilo (-1,66%).

13.30 – MEDIOBANCA BENE A PIAZZA AFFARI DOPO LA SEMESTRALE

Accelera in Borsa Mediobanca dopo i risultati semestrali. Il titolo, positivo per gran parte della mattinata, si riprende dopo una lieve incertezza e guadagna l'1,03% a 7,82 euro a fronte di un calo dell'1,5% dell'indice Ftse Mib.

13.24 – FCA RIAMMESSA IN BORSA CEDE IL 9%

Fca è stata riammessa in Piazza Affari dopo un congelamento a seguito della diffusione dei risultati di fine esercizio e del 4/o trimestre del 2018. Il titolo segna un calo del 9,24% a 13,81 euro. Debole anche Cnh (-3,3%), che sta per presentare i conti. Congelata al ribasso Exor ((-3,7% teorico) a monte della catena di controllo.

13.02 – FCA CONGELATA DOPO I CONTI

Fca è stata congelata in Piazza Affari dopo i conti di fine esercizio. Il titolo, già debole nella mattinata, non riesce a fare prezzo, segna un calo teorico del 6,17%. Il Gruppo chiude il 2018 con un utile netto in crescita del 3% a 3,63 miliardi di euro.

12.50 – L'EUROPA IN AFFANNO

Battuta d'arresto per le principali borse europee dopo il taglio delle stime sulla crescita dell'Eurozona, che colpiscono l'Italia, la Germania e l'Olanda. Piazza Affari ne risente più delle altre (-1,5%) e si piazza in coda con lo spread in rialzo fino a 284 punti, preceduta da Francoforte (-1,01%), Madrid (-0,88%), Parigi (-0,48%) e Londra (-0,12%). Negativi i futures su Wall Street in attesa dei sussidi di disoccupazione. Nel pieno della stagione dei risultati economici soffrono il tecnologico tedesco Gea (-14,18%), il colosso pubblicitario francese Publicis (-13,18%), che contagia la rivale britannica Wpp (-7,2%). Non va meglio a SocGen (-1,66%), nonostante il balzo dell'utile (+37%), alle prese con problemi di redditività della divisione 'Trading'. Tiene Zurich (+0,38%), mentre riduce il rialzo Unicredit (+1%). Sotto pressione Tui (-14,7% a Francoforte), bocciata da diversi analisti finanziari dopo la revisione delle stime sul 2019. Fiacca Mediobanca (-0,2%) dopo i conti, giù Fca (-3,5%) e Cnh (-2,97%), che li stanno per presentare.(ANSA).

11.42 – MILANO CROLLA DOPO LE STIME UE

Il rialzo dello spread tra Btp e Bund tedeschi sopra quota 280 punti (piattaforma Bloomberg) a seguito del taglio delle stime della Bce sull'Italia frena Piazza Affari (Ftse Mib 1,2%). Si mantengono in rialzo Unicredit (+1%), Banco Bpm (+3,37%) e Mediobanca (+1%), mentre girano in negativo Ubi Banca (-0,22%), Intesa (-1,27%) e Poste (-1,51%). Sotto pressione Fca che, sospesa per eccesso di ribasso e poi riammessa, segna un calo del 9,24% a 13,81 euro. Debole anche Cnh (-3,3%), che sta per presentare i conti. Congelata al ribasso Exor (-3,7% teorico) a monte della catena di controllo. Proseguono le prese di beneficio su Amplifon (-3,92%). Contrastate Astaldi (+3,39%) e Salini Impregilo (-3,26%).

11.06 – RALLY DI UNICREDIT E BPM A PIAZZA AFFARI

Rally di Unicredit (+5,23%) e Banco Bpm (+5,45%) in Piazza Affari. Entrambi i gruppi hanno presentato conti migliori delle stime degli analisti. Unicredit li ha diffusi prima dell'apertura di Borsa, mentre Banco Bpm lo ha fatto ieri a mercati chiusi.

9.50 – MILANO DEBOLE, MA BRILLA UNICREDIT

Piazza Affari tenta il recupero dopo un avvio in calo, ma non ci riesce (Ftse Mib -0,5%), con gran parte del paniere in rosso ad eccezione di Unicredit (+2,85%) dopo conti migliori delle stime e degli altri bancari, che salgono nonostante il rialzo dello spread. In particolare salgono Banco Bpm (+1,35%) e Ubi Banca (+1,55%), mentre è più cauta Mediobanca (+0,67%), in attesa della semestrale. Prese di beneficio su Amplifon (-2,54%), deboli Fca (-2,06%) ed Cnh (-1,42%) in vista dei conti. Segno meno per Leonardo (-1,18%), Ferrari (-1,61%), Prysmian (-1,6%) e Tim (-0,89%). In luce Astaldi (+3,26%), salita oltre il 6% nella vigilia in attesa di offerte per il salvataggio che coinvolge anche Salini Impregilo (-1,05%).

9.09 – ANCHE L'EUROPA APRE IN CALO, PARIGI -0,06%

Apertura in calo per le principali borse europee. Parigi lascia sul campo lo 0,06% a 5.075 punti, Londra lo 0,11% a 7.165 punti e Francoforte lo 0,55% a 11.262 punti.

9.04 – UNICREDIT APERTURA IN FORTE RIALZO DOPO I CONTI

Apertura sprint per Unicredit malgrado l'avvio debole di Piazza Affari, dopo i conti di fine esercizio. Il titolo segna un rialzo del 2,36% a 10,6 euro.

LEGGI ANCHE: Gli utili di Unicredit a 3,8 miliardi di euro nel 2018

9.02 – MILANO APRE IN CALO A -0,28%

Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede lo 0,28% a 19.938 punti.

8.32 – BORSE ASIATICHE CONTRASTATE: TOKYO A -0,59%, SHANGHAI A +1,3%

Seduta contrastata per le principali borse di Asia e Pacifico, con gli occhi puntati sul settore dei microchip sull'onda delle stime sul trimestre annunciate negli Usa dall'amministratore delegato di Microchip Technology. In calo Tokyo (-0,59%), a differenza di Shanghai (+1,3%) e Sidney (+1,1%). Invariata Seul, chiusa per festività Taiwan, ancora aperte Hong Kong (+0,21%) e Mumbai (+0,13%). Negativi i futures sull'Europa e sugli Usa dopo l'inatteso calo della produzione industriale tedesca in dicembre, in vista della bilancia commerciale della Francia, delle vendite al dettaglio italiane e del bollettino economico della Bce, mentre da Oltreoceano sono in arrivo le richieste di sussidi di disoccupazione ed il dato sul credito al consumo. Sugli scudi i titoli del comparto tecnologico a Tokyo, da Renesas (+2,85%) a Screen Holding (+3,73%) e Tokyo Electron (+1,7%), mentre a Seul si è distinta Hynix (+1,05%).

7.09 – TOKYO CHIUDE IN RIBASSO

La Borsa di Tokyo termina gli scambi in ribasso, in scia all'andamento debole degli indici azionari Usa, e in attesa di maggiori dettagli dalle negoziazioni sul commercio internazionale in corso tra Cina e Stati Uniti. Il Nikkei cede lo 0,59% a quota 20.751,28, con una perdita di 122 punti. La divisa nipponica si mantiene stabile sulle principali valute, poco sotto a quota 110 al cambio col dollaro, e a 124,90 sull'euro.

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