Lo spread e la Borsa italiana del 14 agosto 2019

Milano crolla a -2,53%. Differenziale Btp-Bund poco sotto i 217 punti base. Fiacchi i listini europei. E giù anche Wall Street. I mercati in diretta.

14 Agosto 2019 06.06
Like me!

Giornata sottopressione per la Borsa italiana nella giornata del 14 agosto 2019. L’indice Ftse Mib, dopo aver aperto sotto la parità (-0,07%), è poi scivolato in profondo rosso, chiudendo a -2,53%, ultima in Europa ma solo per un giorno, tra scambi in netta ripresa per 2,19 miliardi di euro. Il 14 agosto hanno chiuso in perdita i mercati azionari di tutto il Vecchio continente: Parigi ha ceduto il 2,08% a 5.251 punti, Francoforte il 2,28% a 11.482 punti e Londra l’1,42% a 7.147 punti. E l’indice Ftse Mib si è mantenuto sopra quota 20mila punti, in rialzo del 9,26% da inizio anno, facendo meglio del tedesco Dax (+8,84%).

A PIAZZA AFFARI PESANTI BANCARI E PETROLIFERI

A Piazza Affari sotto pressione i bancari Bper (-4,92%), Banco Bpm (-3,92%), Unicredit (-3,74%) e Intesa Sanpaolo (-2,2%). In controtendenza Mps (+0,93%), sull’onda lunga della cessione di crediti deteriorati per 340 milioni di euro. Pesanti i petroliferi Saipem (-4,57%), congelata anche al ribasso, ed Eni (-2,37%), con il greggio (Wti -4,8% a 54,36 dollari al barile) sotto la soglia psicologica dei 55 dollari al barile. In forte calo Stm (-4,47%), oggetto di prese di beneficio dopo il rally della vigilia a seguito del rinvio dei dazi Usa sui prodotti tecnologici cinesi. Nessun rialzo tra i grandi titoli, bene invece Mediaset (+4,2%), Pininfarina (+2,83%) e Astaldi (+2,47%), a differenza di Bialetti (-5,56%).

SPREAD BTP-BUND POCO SOTTO QUOTA 217

Lo spread tra Btp e Bund tedesco nel pomeriggio è sceso poco sotto i 217 punti base dopo aver aperto a 218 punti base (aveva chiuso a 222 punti il 14 agosto). Il rendimento del titolo decennale italiano è attorno all’1,57%.

BORSE ASIATICHE IN POSITIVO GRAZIE ALLA TREGUA SUI DAZI

Mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico positivi grazie al congelamento di parte dei dazi Usa, ma i dati macroeconomici cinesi frenano i rialzi. Tokyo ha concluso infatti in aumento di quasi un punto percentuale (indice Nikkei 225 +0,98%) e Hong Kong tiene nonostante le tensioni per le proteste, avviandosi a concludere la seduta in aumento dello 0,4%. Le Borse cinesi in positivo: l’indice Composite di Shanghai sale dello 0,42%, a 2.808,91 punti, mentre quello di Shenzhen segna un rialzo dello 0,69%, a quota 1.509,00. Lo yuan si rafforza di 14 punti base sul dollaro dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità bilaterale a 7,0312: a ridosso della chiusura delle Borse, il renminbi fa registrare uno spot rate di 7,0133 (-0,37%).

I MERCATI IN DIRETTA

18.52 – WALL STREET ANCORA PIÙ GIÙ: DOW JONES A -2,18%

Dopo due ore di contrattazioni Wall Street accentua le perdite con il Dow Jones che ora perde il 2,18%, il Nasdaq il 2,37% e l’indice S&P500 il 2,13%

18.35 – CHIUSURA IN FORTE RIBASSO PER TUTTA EUROPA

Chiusura in forte ribasso per le principali borse europee. Parigi ha ceduto il 2,08% a 5.251 punti, Francoforte il 2,28% a 11.482 punti e Londra l’1,42% a 7.147 punti.

17.45 – CHIUSURA IN NETTO ROSSO PER PIAZZA AFFARI

Chiusura in forte calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,53% a 20.020 punti.

17.01 – PESANTI LE BORSE EUROPEE DOPO L’APERTURA DI WALL STREET

Borse europee pesanti con Wall Street. Fin dalla mattinata i mercati hanno reagito male al calo del Pil trimestrale tedesco (-0,1%), all’indomani del crollo della fiducia degli investitori in Germania (indice Zew -44 punti). Il clima di incertezza sul fronte della guerra commerciale e valutaria tra Usa e Cina, dopo le aperture che hanno spinto ieri i listini, è appesantito dalle tensioni a Hong Kong. In caso di intervento militare cinese, infatti, potrebbero scattare sanzioni Usa, che renderebbero impossibile il dialogo con Pechino. A questo si aggiunge il calo del greggio (Wti -3,85% a 54,92 dollari al barile), sceso sotto la soglia dei 55 dollari.

15.49 – PIAZZA AFFARI ANCORA IN ROSSO

Piazza Affari si mantiene debole (Ftse Mib -2,4%) dopo l’avvio in calo degli scambi Usa. Gli occhi degli investitori, in una giornata i scambi piuttosto fiacchi per 1,11 miliardi di euro di controvalore, sono puntati sulle tensioni a Hong Kong che, in caso di intervento militare cinese, potrebbero inficiare il dialogo sui dazi tra Usa e Cina.

15.43 – APERTURA IN CALO PER WALL STREET

Apertura in netto calo per Wall Street sui timori di un rallentamento dell’economia globale e di una nuova recessione. Il Dow Jones perde l’1,57%, il Nasdaq l’1,70% e l’indice S&P500 l’1,42%

14.07 . EUROPA GIÙ DOPO I DATI SU PRODUZIONE INDUSTRIALE E PIL

Corrente di vendite sulle Borse europee prima dell’avvio di Wall street, i cui futures sono in ampio calo: Francoforte cede oltre il 2%, Parigi l’1,8%, Londra l’1,3%. Scivola ancora Milano, che resta la peggiore e perde il 2,3%, ai minimi della seduta. Nel Vecchio continente i titoli maggiormente sotto pressione sono quelli industriali, hi tech e delle materie prime, mentre in Piazza Affari restano pesanti soprattutto le banche, con Banco Bpm, Unicredit e Bper che perdono il 4%.

13.16 – EUROPA DEBOLE COI DATI DELL’INDUSTRIA

Mercati azionari europei tutti in chiaro ribasso a metà giornata dopo i rialzi della vigilia sulla tregua nella guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina: Francoforte cede l’1,4%, Parigi e Madrid l’1,3% mentre Londra scende di circa un punto percentuale. Piazza Affari resta la peggiore, con un calo dell’1,9% dopo aver toccato un ribasso minimo di due punti. I titoli maggiormente sotto pressione sono quelli industriali, hi tech e delle materie prime, mentre a Milano le vendite si concentrano sempre sulle banche con Unicredit, Banco Bpm, Bper e Fineco in calo di oltre tre punti percentuali. Sulla stessa linea Tenaris e Stm, tiene Mps sulla parità, in controtendenza Mediaset che sale di oltre il 2%.

12.56 – IN USA ALLARME BOND: TASSO DECENNALE SOTTO QUELLO DEI 2 ANNI

I titoli di Stato americani e inglesi lanciano il segnale d’allarme sulla salute dell’economia: per la prima volta dal 2007, il tasso dei treasuries statunitensi a dieci anni scende sotto quello dei titoli a due anni. Inversione della curva dei rendimenti anche per i titoli inglesi, per la prima volta dal 2008. Gli investitori anticipano misure decise delle banche centrali. E nell’incertezza, l’oro è a breve distanza dal record segnato ieri (a 1535 dollari), scambiando a 1.508 dollari.

12.36 – MILANO SCIVOLA A -2% CON LE BANCHE

Piazza Affari peggiora: partita in leggero calo, nel corso della mattinata la Borsa di Milano ha registrato una corrente di vendite sempre più consistente, fino a cedere il 2% in vista di metà seduta. Tutte le Borse europee si stanno indebolendo (Francoforte e Parigi perdono oltre due punti percentuali), ma Milano resta la più pesante con le banche a guidare i ribassi: Banco Bpm, Bper e Unicredit scivolano di oltre tre punti percentuali, Intesa è in calo di oltre il 2%.

11.59 – MERCATI EUROPEI DEBOLI

I mercati azionari cominciano a guardare alla boa di metà giornata in progressivo ribasso: Londra cede un modesto 0,3%, Parigi lo 0,7% e Francoforte lo 0,8%, Madrid poco meno di un punto percentuale, con Milano appesantita sempre dalle banche in ribasso dell’1,4%. Sulle Borse europee appare già finita la spinta della tregua nella guerra dei dazi Usa-Cina e si guarda anche ai dati macroeconomici fiacchi per l’Unione europea e deboli per la Germania.

11.07 – MIANO PEGGIORE BORSA IN EUROPA

Corrente di vendite in Piazza Affari, che cede l’1,2% con l’indice Ftse Mib e amplia il suo divario con le altre Borse europee, anch’esse in negativo ma meno pessimiste (Londra -0,2%, Francoforte e Parigi -0,5%). A Milano infatti si appesantiscono le banche, che pagano più di altri settori l’incertezza politica e l’accenno a qualche tensione sui titoli di Stato. In particolare Banco Bpm cede il 3%, Unicredit e Bper il 2,9%, Ubi il 2,4%. Tra gli industriali pesanti Pirelli e Fca, in ribasso di oltre due punti.

09.25 – PIAZZA AFFARI PEGGIORA CON LE BANCHE

Primi scambi in terreno negativo per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib scende dello 0,5% con qualche vendita sulle banche nonostante l’assenza di tensioni sui titoli di Stato italiani. Banco Bpm e Ubi scendono infatti dell’1,6%, Unicredit dell’1,5%, Bper dell’1,3%, Fineco e Intesa di un punto percentuale. In controtendenza Monte dei Paschi, in rialzo del 2% a 1,3 euro. Con Londra piatta e Parigi e Francoforte (-0,2%) più incerte dopo un avvio marginalmente positivo, negli altri settori in calo dell’1,4% Tenaris e dell’1,3% Leonardo mentre cresce di un punto percentuale la Ferrari.

09.06 – APERTURA BORSA DI MILANO IN CALO

Avvio marginalmente negativo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,07%, l’Ftse It All-Share un calo dello 0,19%.

08.49 – CHIUSURA BORSA DI TOKYO IN RIALZO

La Borsa di Tokyo segna un recupero sul finale di seduta mentre si vanno attenuando i timori degli investitori sulle dispute commerciali tra Cina e Stati Uniti, in seguito alla decisione del presidente Usa, Donald Trump, di posticipare l’applicazione di nuovi dazi alle merci cinesi almeno fino a dicembre. Il Nikkei guadagna lo 0,98% a quota 20.655,13, aggiungendo 199 punti. Sul mercato valutario lo yen si deprezza a un livello di 106,30, e sull’euro a 118,80.

08.34 – IL PIL DELLA GERMANIA TORNA IN NEGATIVO

L’economia tedesca torna sotto zero: il Pil nel secondo trimestre ha segnato un calo dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, risultando invariato su base annua (+0,4% destagionalizzato). Pesa la gelata dei dazi sul commercio internazionale, e i dati di oggi mettono sotto ulteriore pressione il governo della cancelliera Angela Merkel per fornire uno stimolo di bilancio all’economia. Già nell’ultimo trimestre 2018 il Pil aveva segnato -0,2%, per poi tornare positivo.

04.00 – HONG KONG APRE IN FORTE RIALZO NONOSTANTE LE PROTESTE

La Borsa di Hong Kong balza in avvio all’indomani di una nuova giornata di pesanti proteste: l’indice Hang Seng sale dell’1,70%, a 25.711,10 punti. Sulla Cina continentale, l’indice Composite di Shanghai allunga dello 0,97%, a 2.824,49, e quello di Shenzhen dell’1,30%, a quota 1.518,09. I listini beneficiano della decisione di Trump di rinviare al 15 dicembre l’efficacia della nuova tornata di dazi sul ‘made in China’ e di rimuovere alcuni beni alimentando le speranze di una soluzione alla guerra commerciale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *