Gli indici di Borsa italiana e lo spread del 5 giugno 2019

Piazza Affari limita le perdite e chiude a -0,36%. Il differenziale Btp-Bund schizza oltre i 280 punti e poi cala sotto 270. L'Europa conclude fiacca. Positiva Wall Street.

05 Giugno 2019 06.06
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La Borsa italiana ha aperto invariata la seduta del 5 giugno 2019 e dopo qualche oscillazione è scivolata in territorio negativo sulla scia delle decisioni della Commissione europea sui conti pubblici. Giornata debole, ma senza drammi: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,36% a 20.155 punti. Lievemente positive le altre piazze europee: Londra ha chiuso in aumento dello 0,08%, Francoforte dell’identico 0,08%, Parigi con una crescita dello 0,45%. A Milano Unicredit ha ceduto il 3,4%, Banco Bpm il 2,2%, Bper l’1,8%. Negli altri settori male Tenaris (-3,2%) anche per i primi calcoli degli analisti sugli effetti dei dazi statunitensi verso il Messico, dove il gruppo ha un’importante produzione. Fiacca Fca che ha ceduto lo 0,9% in attesa delle decisioni del cda di Renault. Bene Atlantia (+2,6%), Moncler (+2,2%) e Ferragamo (+3%). Wall Street ha chiuso in crescita: il Dow Jones sale dello 0,83%, il Nasdaq dello 0,64% e lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,82%.

LO SPREAD BTP BUND SOTTO QUOTA 270

Lo spread Btp-Bund il 5 giugno ha segnato un deciso ribasso sotto quota 270 punti base in chiusura, azzerando la fiammata registrata in avvio di seduta. Il differenziale segna 269 punti base, con un rendimento del titolo decennale italiano al 2,47%.

I MERCATI IN DIRETTA

22.30 – WALL STREET CHIUDE POSITIVA

Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,83% a 25.541,20 punti, il Nasdaq avanza dello 0,64% a 7.575,48 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,82% a 2.826,22 punti.

17.30 – MILANO CHIUDE IN PERDITA A -0,36%

Seduta leggermente negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,36% a 20.155 punti.

17.15 – WALL STREET IN FRENATA: DOW JONES A -0,39%, NASDAQ A -0,04%

Wall Street rallenta. Il Dow Jones sale dello 0,39% a 25.429,40 punti, il Nasdaq perde lo 0,04% a 7.524,57 punti mentre lo S&P 500 sale dello 0,20% a 2.809,00 punti.

17.11 – PIAZZA AFFARI RIDUCE LE PERDITE A -0,3%

Avviandosi alla conclusione della seduta Piazza Affari riduce le perdite: l’indice Ftse Mib cede lo 0,3%, con le banche sempre deboli ma in una corrente di vendite progressivamente meno intensa. Unicredit resta il titolo più pesante tra i principali di Milano segnando un calo del 3%. Stessa perdita per Tenaris, con Banco Bpm e Bper che scendono di un punto e mezzo. In calo dell’1% Tim, sempre bene la Juventus (+4,5%), seguita da Ferragamo (+3,6%), Moncler (+2,7%) e Atlantia, che sale di due punti e mezzo.

15.36 – APERTURA POSITIVA PER WALL STREET

Apertura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,51% a 25.466,25 punti, il Nasdaq avanza dello 0,75% a 7.586,14 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,60% a 2.819,95 punti.

15.26 – LO SPREAD BTP BUND RIPIEGA SOTTO QUOTA 280

Inverte la rotta lo spread tra il Btp e il Bund riportandosi sotto quota 280 punti base. Il differenziale scende a 278 punti base da un massimo di 285, col tasso sul decennale del Tesoro al 2,56%

13.52 – LO SPREAD CONTINUA A SALIRE

Continua la corsa al rialzo dello spread tra il btp e il bund dopo che la Commissione Ue ha definito «giustificata» una procedura per debito eccessivo all’Italia. Il differenziale sale ora a 285 punti base, col tasso sul decennale del Tesoro al 2,62%

13.27 – PIAZZA AFFARI MAGLIA NERA D’EUROPA

Piazza Affari è la peggiore Borsa europea dopo i primi passi dell’Unione europea per la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia: l’indice Ftse Mib cede lo 0,8%, con gli altri listini azionari del Vecchio continente che si muovono tra un aumento dello 0,7% di Parigi e dello 0,3% di Madrid. A Milano, dove il clima comunque è abbastanza tranquillo in quanto gli operatori si attendevano la mossa, vendite soprattutto sulle banche anche per la forte pressione sui titoli di Stato: Unicredit perde il 3,3%, Bper il 2,6%, Ubi il 2,5% e Banco Bpm due punti percentuali. Debole anche Generali (-1,5%) mentre tiene Atlantia (+1,8%), con il lusso (Moncler +2%, Ferragamo +3%) e la Juventus che sale del 2,5% in attesa del nuovo allenatore. Ha azzerato il rialzo Tim (-0,04%) e rallentato la corsa Persidera (+2,4%) comunque premiata per la vendita di Persidera. Sempre di corsa Saipem (+4%) dopo il contratto da oltre 5 miliardi in Mozambico.

12.35 – MILANO FRENA (-0,4%) DOPO L’UE, EUROPA POSITIVA

Piazza Affari frena dopo i primi passi sulla procedura di infrazione Ue nei confronti dell’Italia e si è portata in territorio leggermente negativo (Ftse Mib -0,4%), mentre le altre Borse europee confermano il loro rialzo attorno al mezzo punto percentuale. A Milano vendite più consistenti specie sulle banche, con Unicredit che cede il 2,6% e Bper l’1,8% mentre Saipem sale sempre del 5% dopo l’annuncio del contratto da 6 miliardi di dollari in Mozambico.

10.15 – EUROPA POSITIVA DOPO POWELL SUI TASSI, MILANO STABILE

Borse europee moderatamente positive da Parigi e Francoforte (+0,38% entrambe) a Madrid (+0,28%) e Londra (+0,25%), mentre Milano si riporta in parità. I listini risentono dell’apertura del presidente della Fed Jerome Powell a un ribasso dei tassi Usa per sostenere l’economia messa a dura prova della guerra dei dazi con la Cina. Inoltre in serata è previsto il Beige Book della Fed. Il tutto corredato dagli indici Markit della fiducia dei manager di Italia, Francia, Germania, nell’Ue e negli Usa, dove sono attesi anche dati sui mutui, i nuovi occupati e l’indice Ism. Contrastati gli automobilistici, con Peugeot (+0,8%) e Renault (+0,76%) in rialzo, in attesa dell’aggiornamento del cda di quest’ultima per decidere sulla proposta di fusione di Fca (-0,54%). Il calo del greggio penalizza Eni (-1,23%) e Total (-0,5%), mentre in campo bancario soffrono Unicredit (-1,42%), Caixabank (-0,85%) e Barclays (-0,7%). In luce Dassault Aviation (+5,36%), spinta dagli analisti di Goldman.

10 – MILANO CEDE LO 0,3%, MALE UNICREDIT E TENARIS

Piazza Affari imbocca la via del ribasso dopo un avvio stabile. L’indice Ftse Mib cede lo 0,31% a 20.165 punti frenata da Tenaris (-1,67%), che sconta il calo del greggio (Wti -1%) insieme con Eni (-1,13%) e Saipem (-0,97%). Il calo dello spread tra Btp e Bund tedeschi a 273 punti non arresta le vendite sui bancari, a partire da Unicredit (-1,44%). Più caute Banco Bpm (-0,8%), Ubi (-0,76%) e Intesa (-0,54%). Poco mossa Fca (-0,22%) in attesa del nuovo cda di Renault (-0,12% a Parigi), che si deve esprimere sul progetto di fusione. In rialzo Exor (+0,24%), Leonardo (+0,92%) e Atlantia (+1,51%). Bene Tim (+1,3%) e soprattutto Gedi (+4,17%) dopo la cessione di Persidera a F2i e alla controllata di quest’ultima Ei Towers. Rimbalza Autogrill (+2,28%), debole nella vigilia dopo la presentazione del piano strategico al 2021, sospesa Stefanel in attesa di un comunicato.

9.30 – SHANGAI CHIUDE A -0,03%

Le Borse cinesi terminano la seduta intorno alla parità: l’indice Composite di Shanghai segna un frazionale calo dello 0,03%, a 2.861,42 punti, mentre quello di Shenzhen si ferma a quota 1.494,77 (+0,04%). L’indice Pmi servizi sponsorizzato dalla rivista Caixin ha segnato a maggio un calo a 52,7 da 54,5 di aprile, mancando le aspettative dei mercati di 54,3. Il dato, su cui pesa la guerra commerciale in corso con gli Usa, rappresenta la più debole espansione del settore dei servizi da febbraio, a causa del calo di nuovi ordini, vendite all’estero e occupazione.

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