Le quotazioni della Borsa italiana e lo spread del 13 agosto 2019

Milano risale a 1,3% sulla spinta dell'intesa Usa-Cina sui dazi. Il differenziale btp-bund a 222 punti. Rifiatano Wall Street e i listini Ue. I listini in diretta.

13 Agosto 2019 06.04
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Giornata volatile per la Borsa di Milano quella del 13 agosto. L’indice Ftse Mib, dopo una giornata passata in negativo, ha chiuso in rialzo dell’1,36% spinto dalla tregua Usa-Cina sui dazi. Chiusura in positivo anche per le Borse europee: Parigi +0,99%, Francoforte +0,6% e Londra +0,33%. Rifiata anche Wall street: Il Dow Jones sale dell’1,85%, il Nasdaq del 2,42% e lo S&P 500 del 2,03%.

A Piazza Affari in luce i bancari a partire da Mps (+8,8%), che ha ceduto crediti deteriorati per 340 milioni di euro. Seguono Ubi Banca (+4,37%), Unicredit (+3%), Banco Bpm (+3,45%) e Intesa (+2,4%).

SPREAD INTORNO A QUOTA 222

Lieve variazione al ribasso per lo spread tra Btp e Bund tedesco che ha segnato 229 punti base in apertura e a metà seduta oscilla intorno ai 224 punti poi scesi a 222 grazie alla parziale intesa tra Washington e Pechino sui dazi. Il rendimento del titolo decennale italiano è sotto all’1,68%.

A MILANO IN CALO COSTRUZIONI E BANCHE, SU ENERGIA E UTILITY

A Piazza Affari restano sotto pressione il settore cementiero con Buzzi Unicem, la paggiore del listino, che cede il 2,3%. Cementir cede lo 0,67%. Vendute le banche con Bper in ribasso del 1,97%, Ubi Banca dell’1,2%, Banco Bpm dello 0,89% e Unicredit dello 0,69%, più contenuto il calo di Intesa Sanpaolo (-0,35%). In controtendenza l’energia e le utility con Snam in rialzo dello 0,14%, A2A dello 0,23%, Terna dello 0,23 per cento. (ANSA).

SULL’ASIA LE TENSIONI DI HONG KONG E IL TERREMOTO ARGENTINA

Il ‘terremoto’ con epicentro l’Argentina si propaga in Asia e si somma ai tumulti di Hong Kong. Precipitano i listini di tutta la regione con Tokyo in calo dell’1,11% e Hong Kong, dove i manifestanti hanno di nuovo preso di mira l’aeroporto, dell’1,8%. Lo Shanghai cede lo 0,67% e lo Shenzhen lo 0,79%; il Kospi ha lasciato lo 0,85 per cento. Poche indicazioni dai futuri europei su come apriranno le Borse del Vecchio continente. I futures S&P 500 crescono dello 0,2%, quelli su Euro Stoxx 50 sono diminuiti dello 0,2%. Sul fronte delle valute il dollaro si è rafforzato sullo yen, mentre i rendimenti del Tesoro si sono stabilizzati dopo lo scivolone di lunedì. Lo yen è sceso dello 0,1% a 105,37 per dollaro, l’euro è scambiato a 1,1194 dollari. Tra i dati macro attesi oggi come possibili ‘motori’ del mercato c’è l’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, atteso in aumento dell’1,7% a luglio.

I MERCATI IN DIRETTA

17.57 – CHIUSURA IN RIALZO PER TUTTI I LISTINI EUROPEI

Chiusura in rialzo per le principali borse europee. Parigi ha guadagnato lo 0,99% a 5.363 punti, Francoforte lo 0,6% a 11.750 punti e Londra lo 0,33% a 7.250 punti.

17.38 – CHIUSURA BORSA MILANO IN RIALZO

Chiusura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,36% a 20.539 punti.

17.00 – BORSE UE IN RIALZO CON LA TREGUA SUI DAZI

La tregua sui dazi tra Usa e Cina spinge le borse europee sulla scia di Wall Street, da Milano -1,1% a parigi (+1%), da Francopforte e Madrid (+0,65% entrambe) a Londra (+0,3%), che resta indietro. Lo spread stabile a 223 punti, in calo rispetto all’apertura e poco sopra il minimo segnato oggi a 222, favorisce i bancari Mps (+8%), Ubni (+3,7%), Unicredit (+3%) e Intesa (+2,44%). Bene anche Bnp (+2,12%), SocGen (+2,6%) e Bbva (+2,1%), mentre corrono i produttori di semiconduttori, da Stm (+3%) a Infineon (+1,8%) sulla scia del balzo segnato da Apple a New York (+5,41%). Scivolone di Henkel (-5%) che ha ridotto le stime sui ricavi per l’intero esercizio.

16.02 – ANCHE MILANO ACCELERA

Il disgelo tra Usa e Cina sui dazi, con il rinvio a dicembre di alcune tariffe da parte di Washington e Pechino pronta a riprendere a riprendere il dialogo tra due settimane ha spinto Piazza Affari insieme a Wall Street e alle altre Borse europee. L’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,35%.

15.56 – WALL STREET RISALE SU SPINTA DELL’INTESA CINA-USA

Wall Street vola con i colloqui fra Stati Uniti e Cina e lo slittamento dell’entrata in vigore dei dazi americani del 10% su alcuni prodotti Made in China. Il Dow Jones sale dell’1,44% a 26.278,38 punti, il Nasdaq avanza dell’1,96% a 8.017,22 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,28% a 2.922,34 punti.

15.55 – GLI USA RIMANDANO I DAZI CONTRO LA CINE A DICEMBRE

Gli Stati Uniti ritarderanno almeno fino al 15 dicembre gli ulteriori dazi del 10% su alcuni prodotti Made in China. Lo afferma l’ufficio del rappresentate americano per il commercio, sottolineando che saranno posticipati i dazi di «cellulari, laptop, console per videogame, alcuni giocattoli, monitor per computer e alcuni tipi di scarpe e di abbigliamento».

15.35 – LA BORSA DI MILANO TORNA IN PARITÀ

Piazza Affari si porta in parità in concomitanza con l’avvio debole degli scambi Usa. L’indice Ftse Mib limita il calo allo 0,02% a 20.258 punti, con lo spread in ribasso a 224 punti base, al di sotto dei 229 segnati in apertura.

15.34 – APERTURA WALL STREET IN NEGATIVO

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,12% a 25.864,64 punti, il Nasdaq cede lo 0,09% a 7.856,89 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,14% a 2.879,15 punti.

14.01 – MILANO IN CADUTA CON ENEL

Prosegue in calo la seduta a Piazza Affari con il Ftse Mib in ribasso dello 0,5% con Enel (-0,5%) tra i titoli che pesano di più sul listino. Il calo maggiore è però quello di Moncler (-2,4%). Acquistati, in controtendenza, Snam (+1,2%), A2A (+0,9%), Terna (+0,6%). Tra i peggiori invece FinecoBank (-2.2%) e Buzzi Unicem (-2,1%).

12.53 – EUROPA DEBOLE, PIAZZA AFFARI NEGATIVA

Prosegue in calo la seduta sulle Borse in Europa e i futures sugli indici statunitensi sono in calo. Lo spread tra il Bund e Btp resta tra 228 e 229 punti base. Milano intorno a metà seduta cede lo 0,64%, Londra lo 0,5%, Parigi lo 0,54 per cento. Sui mercati, già preoccupati per la guerra commerciale tra Usa e Cina, aumenta la tensione guardando alle proteste di Hong Kong e alle turbolenze in Argentina. L’indice Stoxx Europe 600 scende per il terzo giorno consecutivo (-0,65%), trascinato verso il basso dai titoli del settore industriale e automobilistico. E parte la corsa ai beni rifugio con l’oro in rialzo dell’1,1% a 1.527 dollari l’oncia, l’argento aumentato del 2,1% a 17,43 dollari per oncia. Sul mercato secondario il rendimento decennale della Gran Bretagna è sceso di due punti base allo 0,474%, quello del decennale tedesco è sceso di due punti base a -0,61% e dell’Italia è sceso di tre punti base all’1,677%.

11. 37 – SEDUTA IN ROSSO PER I LISTINI EUROPEI

Sui mercati in Europa sono ancora una volta gli ordini in vendita a prevalere, con banche e retail a guidare il ribasso. Il mercato osserva con preoccupazione le tensioni commerciali irrisolte e non trovano segnali rassicuranti dalle Banche centrali. Lo Stoxx Europe 600 cede lo 0,3%. Londra apre in calo dello 0,15%, Francoforte dello 0,4%, Parigi dello 0,33 per cento.

10.30 – CHIUSURA DI HONG KONG IN NETTA PERDITA: -2,10%

La chiusura in netto ribasso di Hong Kong, dove l’indice Hang Seng termina gli scambi in arretramento del 2,10% a 25.281 punti, conclude la giornata in rosso delle piazze asiatiche. In Cina il Composite di Shanghai ha lasciato sul campo lo 0,63% a 2.797 punti, mentre il Component di Shenzhen cede lo 0,85% a 8.902 punti. Oltre un punto di percentuale di calo per Tokyo, dove il Nikkei segna -1,11% a 20.455 punti.

9.35 – A MILANO TELECOM MAGLIA NERA

Sul parterre del Ftse Mib soffrono anche oggi le banche: -2,19% Banco BPM, -1,81% Bper, -1,92% UBi. Peggio fa Telecom Italia che cede il 2,47% allungando sotto quota 0,45 euro.Informazioni.

9.22 – PIAZZA AFFARI APRE IN NEGATIVO

Ancora vendite a Piazza Affari. L’umore negativo dei mercati in generale sulle crescenti tensioni geopolitiche condiziona anche il nostro listino. Il Ftse Mib si avvicina pericolosamente alla soglia dei 20mila punti. Dopo i primi minuti di contrattazioni si attesta a 20.145 punti, in calo dello 0,59%. Alle tensioni sul fronte dazi, si aggiungono quelle geopolitiche con le proteste a Hong Kong, la crisi di governo in Italia e lo scossone in Argentina con la Borsa di Buenos Aires crollata ieri del 37% a seguito della sconfitta del presidente Macri alle primarie.

8.41 – CHIUSURA IN CALO PER LA BORSA DI TOKYO

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in calo – dopo il giorno di festività di ieri – mentre continuano i timori degli investitori sulle dispute commerciali tra Cina e Stati Uniti, e va avanti l’apprezzamento dello yen che penalizza il comparto dell’export. Il Nikkei cede l’1,11% a quota 20.455,44, lasciando sul terreno 229 punti. Sul mercato valutario la divisa giapponese tratta a un livello di 105,30, e sull’euro a 117,90.

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