I valori di Borsa italiana e spread oggi 6 novembre 2023

Redazione
06/11/2023

Giornata fiacca per le Borse europee, tutte in discesa alla chiusura, nonostante l'apertura positiva di Wall Street. Milano chiude in calo (-0,29%). Chiusura negativa per Francoforte (-0,35%), Parigi (-0,48%) e Madrid (-0,57%). Londra invariata (+0,01%). Lo spread ha chiuso a 189 punti.

I valori di Borsa italiana e spread oggi 6 novembre 2023

Giornata fiacca per le Borse europee, tutte in discesa alla chiusura, nonostante l’apertura positiva di Wall Street. Milano chiude in calo (-0,29%). Chiusura negativa per Francoforte (-0,35%), Parigi (-0,48%) e Madrid (-0,57%). Londra invariata (+0,01%). Lo Spread tra Btp e Bund decennali tedeschi chiude a 189 punti.

Le quotazioni delle Borse e l’andamento dello spread in tempo reale

18.07 – Spread in rialzo a 189 punti

Seduta in tensione per i titoli di Stato europei con i rendimenti in deciso rialzo. Lo spread tra Btp e Bund chiude in aumento a 189 punti, rispetto ai 186 della vigilia. Il tasso del decennale italiano sale di tredici punti base al 4,63%, rispetto al 4,5% della chiusura di venerdì. In aumento di nove punti base il Bund tedesco al 2,73%. Salgono anche i rendimenti dei titoli a dieci anni della Spagna al 3,79% (+11 punti) e della Grecia al 4,01% (+9 punti).

18.00 – Borse europee in calo, solo Londra invariata

Le Borse europee chiudono fiacche e si assestano dopo il rally delle sedute precedenti. Gli investitori guardano alle prossime mosse delle banche centrali con i rendimenti dei titoli di Stato che registrano in deciso aumento. Sotto i riflettori anche le tensioni geopolitiche con il conflitto in Medio Oriente. Chiusura negativa per Francoforte (-0,35%), Parigi (-0,48%), Londra (+0,01%), Madrid (-0,57%).

17.40 – Milano chiude in calo

La Borsa di Milano chiude in calo. L’ultimo indice Ftse Mib cede lo 0,29% a 28.592 punti.

15.58 – Borse europee fiacche dopo l’apertura di Wall Street

Le Borse europee proseguono fiacche dopo l’avvio di Wall Street. Gli investitori si concentrano sulle dichiarazioni degli esponenti delle banche centrali per capire quali saranno le prossime mosse. Sotto i riflettori anche le tensioni geopolitiche con il conflitto in Medio Oriente. In lieve tensione i titoli di Stato con in rendimenti in rialzo. Poco mosso l’indice stoxx 600 (+0,04%). In terreno negativo Parigi (-0,2%), Francoforte e Madrid (-0,1%), piatta Milano (+0,05%), sale Londra (+0,3%). I principali listini sono sostenuti dall’energia (+1%), con il prezzo del petrolio in aumento. Il Wti sale dell’1,9% a 82 dollari al barile. Il Brent guadagna l’1,6% a 86,2 dollari. Nel Vecchio continente sono in flessione le utility (-04%), con il gas che scende del 4,5% a 45,9 euro al megawattora. Sale il comparto finanziario con le banche che guadagnano lo 0,6% e le assicurazioni poco mosse (-0,3%). Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund sale a 188 punti, con il rendimento del decennale italiano che guadagna 10 punti base al 4,61%. In aumento anche il tasso del Bund tedesco al 2,72%. A Piazza Affari in luce le banche con Bper (+1,3%), Intesa (+0,9%), quest’ultima dopo i solidi conti del trimestre, Banco Bpm (+0,6%) e Unicredit (+0,4%). In controtedenza Mps (-0,6%). In luce anche Tenaris (+1,4%), Eni (+0,5%), fiacca Saipem (-0,2%). Seduta in calo per Tim (-2,5%), dopo un rialzo in apertura all’indomani del via libera alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato una battaglia legale Vivendi (-2,1% a Parigi). Scivola Diasorin (-3,1%).

15.58 – Wall Street apre positiva

Wall Street positiva mentre si guarda alle prossime mosse della Fed ed alle tensioni geopolitiche. Il Dow Jones sale dello 0,07% a 34.085 punti, il Nasdaq avanza dello 0,25% a 13.514 punti mentre lo S&P 500 guadagna lo 0,20% a 4.366 punti

15.10 – Sale il prezzo del petrolio

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell’1,04% a 81,35 dollari al barile.

13.28 – In calo Parigi, Francoforte, Madrid e Londra

Mercati in stallo in Europa, dopo una settimana di rialzi sull’ottimismo che la stretta sui tassi abbia ormai raggiunto il culmine. Dopo la chiusura brillante in Asia e con i future Usa in rialzo gli indici europei non riescono a portarsi in parità a parte Milano che appare invariata a chiusura di una mattinata di modesti rialzi. La peggiore è Parigi (-0,48%), preceduta da Francoforte (-0,29%), Madrid (-0,22%) e Londra (-0,11%). Sale la tensione sui titoli di Stato, con il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 189 punti e il rendimento annuo italiano in crescita di 8,6 punti al 4,58% e quello tedesco di 5,6 punti al 2,69%. Riduce la corsa il greggio (Wti +1,39% a 81,65 dollari al barile), mentre scivola sotto i 46 euro il gas naturale (-4,5% a 45,9 euro al MWh). Debole il dollaro a 0,93 euro, 0,8 sterline e 92,34 rubli. Scivola Tim (-3%) dopo un rialzo in apertura all’indomani del via libera alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato una battaglia legale Vivendi (-1,75% a Parigi). Quest’ultima, secondo il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, “ha i suoi diritti e li eserciterà”, ma “il progetto è quello”. Contrastati i petroliferi Bp (-0,2%), Eni (+0,3%), TotalEnergies (+0,4%) e Shell (+0,55%). Più brillante Tenaris (+135%) sull’onda lunga dei conti trimestrali, dell’acconto di 0,2 euro sul dividendo e del riacquisto di titoli avviato lo scorso 1 novembre. Positivi i bancari Standard Chartered (+2,07%), Bper (+1,43%), Intesa (+1,29%), NatWest (+1,12%) e Banco Bpm (+0,92%). Più cauta Mps e Unicredit (+0,3% entrambe), deboli invece Fineco (-0,88%), Lloyds (-0,66%), Santander (-0,38%) e Credit Agricole (-0,31%).

13.01 – Piazza Affari invariata a metà seduta

Appare invariata Piazza Affari al traguardo di metà seduta, con lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi in rialzo a 189,3 punti. In crescita di 9 punti a 4,59% il rendimento annuo italiano, mentre quello tedesco ne guadagna 5,5 al 2,69%. In luce Tenaris (+1,62%) e Ferrari (+1,43%). La prima sull’onda lunga dei conti trimestrali, dell’acconto di 0,2 euro sul dividendo e dell’avvio del riacquisto di titoli per 1,2 miliardi di euro annunciati lo scorso 1 novembre, mentre Ferrari ha diffuso i conti il giorno successivo, alzando le stime sull’esercizio. Acquisti anche su Bper (+1,33%) e Intesa (+1,21%), più caute invece Banco Bpm (+0,99%), Mps (+0,64%) e Unicredit (+0,15%). Pesa Tim (-2,73%) dopo un avvio brillante all’indomani del via libera del Cda alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato di opporsi Vivendi (-1,66%), che secondo il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato “ha i suoi diritti e li eserciterà”, ma “il progetto è quello”. Deboli Diasorin (-2,28%), sull’onda lunga della trimestrale, Inwit (-1,39%), Iveco (-1,15%), Fineco (-1,09%) e Stellantis (-0,98%). Prese di beneficio su Nexi (-0,78%) dopo la corsa delle ultime 6 sedute su ipotesi di interesse da parte di alcuni fondi, tra cui Silver Lake. Poco mossa Eni (+0,18%), con il greggio in rialzo (Wti +1,59% a 81,78 euro) e il gas in calo (-4,33% a 45,97 euro) sotto la soglia dei 46 euro.

12.24 – Scende il prezzo del gas

Prosegue il calo del gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di dicembre cedono il 3,23% a 46,5 euro al MWh. Un andamento in contrasto con il primo rialzo dei consumi registrato in Europa lo scorso ottobre, pari all’1%. E’ la prima volta che succede dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, secondo un analista dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea).

12.15 – Europa poco mossa, bene Milano

Appaiono poco mosse le principali borse europee nel giorno degli indici indici Pmi di Italia, Francia, Germania e dell’Eurozona. Positivi i future Usa, in assenza di dati, ma con l’idea che la stretta sui tassi sia ormai al culmine. A parte Milano (+0,22%) gli altri listini europei sono in calo, da Parigi (-0,31%) a Francoforte (-0,17%) e da Madrid (-0,16%) a Londra (-0,08%). Sale la tensione sui titoli di stato, con il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 188 punti e il rendimento annuo italiano in crescita di 8,3 punti al 4,58% e quello tedesco di 6,2 punti al 2,7%. Prosegue la corsa del greggio (Wti +1,8% a 81,55 dollari al barile), mentre scivola il gas naturale (-3,64% a 46,3 euro al MWh). Debole il dollaro a 0,93 euro, 0,8 sterline e 92,31 rubli. Scivola Tim (-2%) dopo un rialzo in apertura all’indomani del via libera alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato una battaglia legale Vivendi (-1,39%), che secondo il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti “ha i suoi diritti e li eserciterà”, ma “il progetto è quello”. In ordine sparso i petroliferi Bp (-0,04%), Eni (+0,04%), TotalEnergies (+0,05%) e Shell (+0,37%), mentre corre Tenaris (+1,74%) dopo i conti trimestrali, l’acconto di 0,2 euro sul dividendo e il riacquisto di titoli per 1,2 miliardi di euro annunciati lo scorso1 novembre. Contrastati i bancari: salgono Standard Chartered (+1,6%), Intesa (+1,44%), Bper (+1,36%), Banco Bpm (+1,07%), NatWest (+0,78%), Mps (+0,6%) e Unicredit (+0,36%), cedono invece Lloyds (-0,57%), SocGen (-0,34%) e Santander (-0,24%).

11.37 – Spread in salita a 187,6 punti

Resiste in territorio positivo Piazza Affari dopo oltre 2 ore di scambi, con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,3% a 28.752 punti. Sale a 187,6 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 7,9 punti al 4,57% e quello tedesco di 6 punti al 2,7%. Si conferma in testa all’intero paniere Tenaris (+1,74%), sull’onda lunga dei conti trimestrali, dell’acconto di 0,2 euro sul dividendo e dell’avvio del riacquisto di titoli per 1,2 miliardi di euro annunciati lo scorso 1 novembre. In evidenza anche Intesa (+1,72%), fresca di trimestrale, Bper (+1,7%) che la deve ancora annunciare il giorno successivo a quella di Banco Bpm (+1,27%) attesa per il 7 novembre. Più caute invece Mps (+0,64%) e Unicredit (+0,41%). Si conferma debole invece Tim (-1,62% a 2,56 centesimi) che recupera terreno dopo l’inversione di rotta di metà mattina. Il titolo era partito brillante, con un rialzo del 4% all’indomani del via libera del Cda alla cessione della rete a Kkr. Interpellato sull’argomento, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che «Vivendi ha i suoi diritti e li eserciterà», confermando però che «il progetto è quello». Deboli Diasorin (-2,28%) e Nexi (-1,24%), oggetto di prese di beneficio dopo la corsa di 6 sedute consecutive culminata venerdì scorso su ipotesi di interesse da parte di alcuni fondi, tra cui e delle sedute precedenti sull’interesse da parte di alcuni fondi tra cui Silver Lake. Segno meno anche per Stellantis (-0,79%), Inwit (-0,74%) e Unipol (-0,7%). Fiacca Eni (-0,04%) pur con il greggio in rialzo (Wti +1,74% a 81,9 euro).

10.17 – Europa in ordine sparso, dopo indici Pmi, Milano +0,28%

Si muovono in ordine sparso le principali borse europee dopo gli indici Pmi di Italia, Francia, Germania e dell’Eurozona. La migliore è Milano (+0,28%), seguita da Londra (+0,07%), Parigi (+0,04%), Francoforte (+0,02%) e Madrid (-0,06%). Positivi i future Usa in assenza di dati macro, ma con l’ottimismo degli investitori sui tassi d’interesse, che sono ritenuti ormai al loro apice, escludendo quindi ulteriori aumenti. In rialzo a 187,1 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 5,3 punti al 4,55% e quello tedesco di 3,9 punti al 2,68%. Prosegue la corsa del greggio (Wti +1,4% a 81,65 dollari al barile), mentre scivola il gas naturale (-3,86% a 46,2 euro al MWh) sulla piazza di Amsterdam. Debole il dollaro a 0,93 euro, 0,8 sterline e 92,34 rubli. Scivola Tim (-3,8%) dopo uno speculare rialzo in apertura all’indomani del via libera alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato una battaglia legale Vivendi (-0,23%), che appare poco mossa a Parigi. Debole l’intero settore delle telecomunicazioni , con ribassi per Vodafone (-0,8%) e Telefonica (-0,48%). Poco mossi i petroliferi Eni e TotalEnergies (+0,05% entrambe, Bp (+0,23%) e Shell (+0,47%), mentre brilla Tenaris (+2%) in Piazza Affari sull’onda lunga dei conti trimestrali, con acconto di 0,2 euro sul dividendo e del riacquisto di titoli per 1,2 miliardi di euro. Contrastati i bancari Bper (+1,58%), Intesa (+1,35%), Standard Chartered (+1%) e Banco Bpm (+0,92%) da un lato e Bbva (-0,54%), Santander (-0,43%), Unicredit (-0,35%) e Barclays (-0,15%) dall’altro.

9.53 – Tim scivola in Borsa dopo il via libera a Kkr, pesa l’incertezza

Cede in Borsa Tim dopo un avvio brillante all’indomani del via libera del Cda alla cessione della rete a Kkr. Il titolo lascia sul campo il 3,2% 2,51 centesimi, in coda al resto del listino principale. Tiene invece Vivendi (+0,44% a 8,7 euro a Parigi), che ha annunciato di opporsi «con qualsiasi strumento legale» all’accordo che verrà siglato in settimana. Secondo gli analisti di Bloomberg sul titolo pesano «l’incertezza» e «una più elevata componente di ‘earn-out’ (la maggiorazione di prezzo riconosciuta al raggiungimento di determinati obiettivi, ndr) e l’assenza della vendita della divisione sottomarina (Sparkle)».

9.45 – Milano in rialzo (+0,2%), corre Tenaris, poco mossa Tim

Si conferma in rialzo Piazza Affari nella prima mezz’ora di scambi, con l’indice Ftse Mib in crescita dello 0,22% a 28.735 punti. La migliore è Tenaris (+1,64%), sull’onda lunga dei conti trimestrali dello scorso 1 novembre. Seguono Saipem (+1,63%), Bper (+1,3%), Iveco (+1,12%) e Intesa (+0,92%), anch’essa fresca di conti. Gira in calo Tim (-0,6%), dopo un avvio brillante a seguito del via libera del Cda all’offerta di Kkr sulla rete. Il titolo, che ha segnato un rialzo teorico di oltre il 9% in pre-apertura, è partito in lieve ritardo rispetto agli altri per un prolungamento dell’asta, guadagnando il 4%, fino ad azzerare progressivamente il rialzo e girare in territorio negativo. Segno meno anche per Diasorin (-1,42%), Inwit (-0,65%), Stellantis (-0,57%) Unicredit (-0,43%) e Unipol (-0,31%). Poco mossa Eni (-0,07%) in controtendenza con il greggio (Wti +1,14% a 81,43 euro). Sale a 187,4 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 5,7 punti al 4,55% e quello tedesco di 3,8 punti al 2,68%

9.26 – Tim azzera il rialzo in Piazza Affari e si porta in parità

Azzera il rialzo Tim in Piazza Affari e si porta vicino alla parit+ (+0,04% a 0,26 euro) dopo neanche mezz’ora di scambi all’indomani del via libera del Cd all’offerta di Kkr sulla rete. Poco mossa Vivendi (-0,23% a 8,64 euro a Parigi), che si opporrà all’accordo chiedendo di poterlo votare in assemblea.

9.14 – Europa positiva in apertura, Parigi +0,27%, Londra +0,04%

Apertura in rialzo per le principali borse europee. Parigi guadagna lo 0,27% a 7.066 punti, Londra lo 0,04% a 7.420 punti, Francoforte lo 0,2% a 15.219 punti e Madrid lo 0,11% a 9.304 punti.

9.08 – Tim corre in Borsa dopo il via libera Kkr, +4%

Parte con il botto Tim in Piazza Affari all’indomani del via libera del Cda all’offerta di Kkr sulla rete. Il titolo, dopo un prolungamento dell’asta di preapertura e un rialzo teorico fino a oltre il 9%, guadagna il 4% a 0,27 euro.

9.04 – Tim non fa prezzo in Borsa dopo il via libera Kkr

Non riesce a fare prezzo Tim all’indomani del via libera del Cda all’offerta di Kkr sulla rete. Il titolo segna un rialzo teorico del 5,89% e rimane in asta di pre-apertura.

9.01 – Milano apre in rialzo, +0,45%

Apertura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,45% a 28.805 punti.

8.51 – Ottimismo su tassi in Asia, future positivi, Tokyo +1,64%

Ha prevalso l’ottimismo nella prima seduta della settimana delle principali borse di Asia e Pacifico. Il mercato dà per scontato che i tassi d’interesse abbiano raggiunto ormai il loro livello massimo e in Corea del Sud sono state vietate le vendite allo scoperto fino alla fine del prossimo mese di giugno. Proprio i listini coreani (Kospi +5,66% e Kosdaq +7,34%) hanno segnato i rialzi maggiori, seguiti da Tokyo (+2,37%), chiusa venerdì scorso. Più caute Shanghai (+0,91%), Taiwan (+0,86%) e Sidney (+0,27%), ancora aperte invece Hong Kong (+1,63%), Mumbai (+0,61%) e Singapore (+0,76%). Positivi i future sull’Europa e su Wall Street dopo gli ordini di fabbrica tedeschi, rallentati meno delle stime e in attesa degli indici Pmi dei singoli paesi europei e dell’Eurozona. In rialzo il greggio (Wti +0,93% a 81,25 dollari al barile) a differenza del gas naturale (-2,68% a 46,77 euro al MWh) e dell’oro (-0,23% a 1.983,69 dollari l’oncia). In controtendenza invece l’acciaio (+0,74% a 3.811 dollari la tonnellata). Risale a 186,4 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 4,6 punti al 4,54% e quello tedesco di 4 punti al 2,68%, mentre prosegue il calo del dollaro a 0,93 euro, 0,8 sterline e 92,05 rubli. Sugli scudi a Seul i colossi chimici Kum Yang (+29,97%) e Posco Future (+29,93%), attiva nei materiali per le batterie, insieme a Chong Kun Pharmaceutics (+26,11%) ed Lg Energy Solution (+22,7%). A Tokyo brillanti i produttori di semiconduttori Renesas (+8,86%), Advantest (+8,15%) e Screen Holdings (+3,43%).

8-32 – Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo a 185,8 punti

L’apertura oggi ha visto il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 185,8 punti, rispetto ai 186 della chiusura di venerdì scorso e ai 189,9 dell’apertura. Il rendimento annuo italiano è rimasto invariato al 4,5%, così come quello tedesco al 2,64%.

8.32 – Il gas apre in forte calo a 46 euro al MWh ad Amsterdam

Apertura in forte calo per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di dicembre segnano un calo del 4,28% a 46 euro al MWh.

8.16 – Prezzo dell’oro in calo, scambiato a 1.991 dollari l’oncia

Prezzo dell’oro in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna a dicembre è scambiato a 1.991,00 dollari l’oncia con una riduzione dello 0,41%.

8.12 – Prezzo petrolio in aumento, Wti a 81,09 dollari al barile

Prezzo del petrolio in aumento sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a dicembre è scambiato a 81,09 dollari al barile con una crescita dello 0,72% mentre il Brent con consegna a gennaio passa di mano a 85,42 dollari al barile con un aumento dello 0,62%.

8.01 – Euro poco mosso, scambiato a 1,0735 dollari

Euro poco mosso questa mattina sui mercati valutari: la moneta unica europea è scambiata a 1,0735 dollari con un aumento dello 0,04% e a 160,5500 yen con una crescita dello 0,19%.