Indici di Borsa e spread del 1 febbraio 2019

Indici di Borsa e spread del 1 febbraio 2019

01 Febbraio 2019 06.00
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Nell'ultima seduta della settimana di venerdì 1 febbraio la Borsa di Milano ha subito ancora una volta il clima di sfiducia negli scambi dopo che l'Istat ha certificato l'entrata dell'Italia in recessione tecnica. I timori acuiti anche dai dati negativi del settore manifatturiero italiano fotografati dall'indice rilevato da Ihs Markit. L'indice Ftse Mib ha aperto in positivo (+0,11%) per poi procedere in altalena nel corso della mattinata, poi è crollata nel primo pomeriggio (-1,7%) per limare le perdite nel corso della giornata e chiudere a -0,78%, mentre Ftse All share con un in ribasso dello 0,77% a quota 21.520. Milano è stata la peggiore tra le Borse europee, con vendite diffuse sulle banche, alcune anche brevemente fermate in asta di volatilità: Ubi ha segnato un calo finale del 4%, Banco Bpm del 3,4%, Mediobanca e Banca Generali del 2,8%, con Unicredit scesa del 2,7%, Mps del 2,1% e Intesa dell'1,6%. Al di fuori del settore del credito, la Juventus ha ceduto oltre il 7%, che porta al 15% il calo dell'intera settimana. Male anche Astaldi (-4,9%) dopo il taglio del rating di Fitch, mentre la Ferrari è salita dell'1,8%, Cnh di due punti percentuali e Diasorin del 2,6%. Mercati azionari del Vecchio continente senza particolari spunti: Londra ha chiuso in rialzo dello 0,74%, Parigi dello 0,53% mentre Francoforte ha segnato un aumento finale dello 0,03%. In negativo Madrid, a -0,41%. Wall Street in altalena: Dow Jones +0,30%, Nasdaq -0,38%, S&P 500 sale dello 0,02%.

LO SPREAD BTP-BUND A 258 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund chiude in netto rialzo a 258 punti base dai 244 punti del 31 gennaio. Il tasso sul titolo decennale italiano sale al 2,74%. Nel corso della seduta il differenziale ha toccato i 260 punti base per la prima volta da metà gennaio.

LEGGI ANCHE: Quali sono per Italia le conseguenze di una recessione tecnica

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN DIRETTA

17.46 – LA JUVENTUS SCIVOLA A -7%

Ancora vendite in Piazza Affari sulla Juventus: il titolo, nettamente il peggiore tra quelli a elevata capitalizzazione di Piazza Affari, ha ceduto il 7,4% finale a 1,33 euro. Nell'intera settimana la Juventus, che resta un titolo molto volatile come tutti quelli del calcio anche dopo essere entrato nel listini principale di Milano, ha ceduto il 15% dopo essersi avvicinato la scorsa settimana a quota 1,6 euro, non lontano dal massimo storico di 1,67 toccato in settembre

17.30 CHIUSURA BORSA DI MILANO IN RIBASSO

Seduta negativa per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,78% a 19.576 punti.

15.48 – MILANO RIDUCE LE PERDITE

Mercati azionari del Vecchio continente senza particolari strappi dopo l'avvio di Wall Street, con Milano (Ftse Mib -1%) che si conferma come la Borsa peggiore della giornata ma che riduce le perdite rispetto ai minimi della seduta. Con Madrid che cede lo 0,7% e Londra che sale di mezzo punto percentuale. ma tutti i titoli brevemente 'congelati' sono usciti dall'asta di volatilità: Ubi e Banco Bpm perdono il 4%, Mediobanca e Unicredit oltre due punti. Negli altri settori azionari, la Juventus scivola di oltre il 6%, debole Mediaset (-2,4%) anche su un report negativo di Barclays, mentre Diasorin sale del 2%.

15.37 – APERTURA WALL STREET IN ALTALENA

Apertura in altalena per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,30% a 25.072,90 punti, il Nasdaq perde lo 0,38% a 7.254,33 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,02% a 2.704,65 punti.

14.01 PIAZZA AFFARI PEGGIORA ANCORA

Peggiora la Borsa di Milano dopo il crollo dell'indice Ihs Markit dell'attività manifatturiera in Italia e l'allargamento dello spread a 263 punti base. Il Ftse Mib cede l'1,7%. A Piazza Affari peggiorano le banche, con Banco Bpm e Ubi congelate per eccesso di ribasso e una contrazione teorica rispettivamente del 5,1% e del 4,8%. Unicredit cede intanto il 3,6% e Intesa il 3%. Male anche Juventus e Tim.

13.41 – LA BORSA DI MILANO CROLLA A -1,3%

La Borsa di Milano cede con decisione e perde l'1,3% a 19.532 punti, in linea con una Europa sempre più debole e dove in positivo è rimasta solo Londra (0,2%), mentre Parigi è piatta, e Francoforte perde (-0,2%) come Madrid (-0,8%). Le vendite si concentrano sul Banco Bpm (-4,3%), Ubi (-3,4%), Banca Generali (-2,9%), Mps (-2,2%), Unicredit (-2,8%), Intesa (-2,7%) e Tim (-1,4%). Continua la flessione del titolo della Juventus (-5,8%). Rallenta la corsa Diasorin (+1,8%) che questa mattina che questa mattina ha reso noto di aver ricevuto la certificazione dalla Food and Drug Administation per la vendita nel mercato Usa del test Liaison della Calprotectina. Anche Ferrari (+0,7%) e Moncler (+1,1%) frenano.

12.15 – LO SPREAD TORNA A SALIRE

Lo spread tra Btp e Bund schizza a 260 punti base dai 244 punti segnati in avvio di giornata. Il differenziale è risalito a quota 260 per la prima volta da metà gennaio, scontando il crollo dell'attività manifatturiera italiana ai minimi da cinque anni e mezzo rilevato dall'indice Pmi, all'indomani dei dati Istat sul Pil che hanno certificato la recessione tecnica dell'Italia. Il rendimento del titolo del Tesoro a 10 anni è in rialzo al 2,76%.

12.00 – MILANO GIRA IN NEGATIVO

Piazza Affari gira in negativo (-0,2%) mentre il resto delle piazze europee è contrastato: Londra guadagna lo 0,6%, Parigi è quasi piatta (+0,06%), Francoforte è debole (-0,1%). Solo Madrid fa peggio di Milano (-0,7%). Sul Ftse Mib continua la discesa del titolo della Juventus (-4,8% dopo essere anche stato congelato per eccesso di ribasso). In calo anche Poste (-2%), Banco Bpm (-1,7%), Saipem (-1,6%) e Snam (-1%). Rallenta il passo positivo di Ferrari (+2,2%) assieme a quello di Cnh (+1,8%) e Diasorin (+1,8%).

11.06 – PIAZZA AFFARI SI APPIATTISCE

Piazza Affari si appiattisce (Ftse Mib +0,10%). Il buon tono di Ferrari (+2,6%) e Cnh Industrial (+2,4%) non bastano, gli si contrappone la debolezza di Saipem (-1,11%) e Juventus (-3%). Trascurate Intesa Sanpaolo (-0,04%) e Unicredit (-0,08%), deboli Snam (-1,01%), Enel (-0,76%), Banco Bpm (-0,89%) e Tim (-0,14%).

9.51 – EUROPA POSITIVA CON L'AUTOMOTIVE, CEDE DEUTSCHE BANK

Le Borse europee si confermano positive ma senza particolare slancio: Londra guadagna lo 0,3 e Milano lo 0,4%, mentre Parigi è più debole (+0,2%) e Francoforte è piatta, come l'indice Euro Stoxx. Sulla piazza tedesca cede Deutsche Bank (-2,5%), dopo i conti che, pur segnando un ritorno all'utile hanno deluso le attese degli analisti. A Francoforte salgono Daimler (+1,4%) e Bmw (+0,3%). In linea a tutto il comparto automotive (+0,9% sull'Euro Stoxx), dopo che dalle trattative Cina-Usa sui dazi sono arrivati segnali rassicuranti. A Londra infatti guadagna Rolls-Royce (+2,2%), a Milano Ferrari e Fca (+3,5% e +2%), Peugeot (+0,7%) e Renault (+0,4%) a Parigi. In Francia i progressi nelle trattative sui dazi rafforzano anche i due colossi del lusso Kering (+1,6%) e Lvmh (+1,5%).

9.38 – LE BORSE CINESI CHIUDONO IN POSITIVO

Le Borse cinesi chiudono con forti guadagni per le novità emerse dal round negoziale di Washington sul commercio tra Usa e Cina che, pur se chiuso senza un accordo generale, ha segnato passi in avanti nei colloqui e l'impegno a continuare il confronto con una delegazione americana che sarà a Pechino tra circa due settimane: l'indice Composite di Shanghai sale dell'1,30%, a 2.618,23 punti, mentre quello di Shenzhen termina ai massimi intraday di 1.309,99 (+2,77%).

9.36 – LA BORSA DI MILANO SI PORTA A +0,4%, BENE FCA

Piazza Affari apre l'ultima giornata di contrattazioni della settimana con il segno più, grazie al buon passo di Diasorin (+3,8%) che questa mattina ha reso noto di aver ricevuto la certificazione dalla Food and Drug Administation per la vendita nel mercato Usa del test Liaison della Calprotectina. Continua la corsa di Ferrari (+2,2%) dopo i buoni conti del 2018 e le stime positive per il 2019 annunciate giovedì. Il rialzo di Ferrari giova anche a Fca (+1,34%) e Cnh (+1,3%) e Exor (+1,1%), mentre soffre la Juventus (-0,7%). Acquisti su Bper (+1,7%), mentre secondo notizie di stampa giovedì il cda della società esaminerà una offerta per acquisire Unipol Banca. Cede invece Tim (-1,5%, -1,4% le azioni risparmio) dopo il balzo del 31 gennaio seguito alla salita al 9,4% del capitale di Elliott. Prese di beneficio sui petroliferi: Tenaris (-1%), Saipem (-1,1%), Eni (-0,24%). Giù Astaldi (-2,7%) e Salini (-1,6%). Non riesce a fare prezzo Mps.

9.20 – BORSE EUROPEE IN RIALZO IN AVVIO

Apertura positiva per gli indici a maggior capitalizzazione delle principali piazze di Borsa europee: Parigi (+0,24%), Francoforte (+0,23%) e Londra (+0,19% a pochi minuti dall'avvio degli scambi).

9.10 – APERTURA BORSA DI MILANO POSITIVA

La Borsa di Milano apre in positivo (+0,24%) a 19.752 punti.

8.40 – TOKYO TERMINA LA SEDUTA PIATTA

La Borsa di Tokyo termina l'ultima seduta della settimana praticamente piatta, appesantita dalla nuova fase di apprezzamento dello yen, e malgrado i segnali incoraggianti che arrivavano dai negoziati tra Cina e Usa sul commercio internazionale, con la possibilità concreta di un accordo prima della scadenza di marzo. Il Nikkei (+0,07%) si assesta a quota 20.788,39, mentre la divisa nipponica si rafforza a 108,80 sul dollaro, e a 124,50 sull'euro.

8.30 – BORSE CINESI POSITIVE

Le Borse cinesi viaggiano positive dopo il nuovo round negoziale di Washington sul commercio tra Stati Uniti e Cina che, pur se chiuso senza un accordo generale, ha segnato passi in avanti nelle trattative e l'impegno a continuare il confronto con una delegazione americana che sarà a Pechino tra una decina di giorni: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,50%, a 2.597,54 punti, mentre quello di Shenzhen segna un progresso dell'1,32%, a quota 1.291,60.

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