Indici di Borsa e spread del 10 gennaio 2019

Indici di Borsa e spread del 10 gennaio 2019

10 Gennaio 2019 07.26
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Seduta in altalena sulla parità per la Borsa di Milano quella del 10 gennaio 2019. Piazza Affari ha chiuso in testa alle altre borse europee (Ftse Mib +0,63%), piuttosto disorientate, tra scambi in calo a 1,7 miliardi di euro di controvalore. Il listino dei titoli principali, spaccato in due per gran parte della giornata, ha visto prevalere il segno positivo nel finale, con Juventus (+4,59%) in evidenza, seguita da Terna (+2,25%), Cnh (+1,84%) ed Enel (+1,67%), mentre A2a (-3,41%) ha segnatoil passo. Lo spread in lieve rialzo a 263 punti base non ha impedito gli acquisti sui bancari Unicredit (+1,21%) e Intesa (+0,72%), mentre la multa da 0,8 miliardi di euro negli Usa per le emissioni dei motori diesel non ha fermato Fca (+0,79%), partita piuttosto debole, che aveva accantonato l'importo già nel terzo trimestre dell'anno. L'interesse della giapponese Ihi per Astaldi (-0,56%) non ha mosso più di tanto il titolo, ha corso invece Salini Impregilo (+4,2%), interessata alla partita. Sotto pressione Tod's (-4,32%) e Amplifon (-2,42%), entrambe declassate dagli analisti finanziari. Chiusura contrastata per le principali Borse europee. Parigi ha ceduto lo 0,16% a 4.805 punti, Londra ha guadagnato lo 0,54% a 6.943 punti e Francoforte lo 0,26% a 10.921 punti. Wall Street procede debole. Il Dow Jones sale dello 0,07% a 23.897,73 punti, il Nasdaq avanza dello 0,02% a 6.958,50 punti mentre lo S&P 500 è invariato a 2.585,50 punti.

SPREAD BTP BUND CHIUDE A 263 PUNTI

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 263 punti base dai 260 punti della chiusura del 9 gennaio. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 2,88%.

IL TESORO HA VENDUTO 7 MILIARDI DI BOT

Il Tesoro ha venduto tutti i sette miliardi di euro del Bot a un anno oggi in asta, a fronte di una domanda degli investitori pari a oltre 10,7 miliardi. Il rendimento medio è risultato pari allo 0,285%, in calo di nove centesimi rispetto all'asta del 12 dicembre scorso.

FINISCE IL RALLY DELLE ASIATICHE

Le Borse asiatiche chiudono in ribasso e interrompono la serie di rialzi di inizio anno, scatenata dalla disponibilità dalla Fed a rallentare la stretta sui tassi e dalle schiarite sulla guerra commerciale tra Cina e Usa. Tokyo ha ceduto l'1,29% mentre Shanghai (-0,36%), Shenzhen (-0,27%) e Seul (-0,07%) hanno segnato cali frazionali e Sydney ha chiuso in lieve rialzo (+0,29%). Poco mossa Hong Kong sul finale di seduta (-0,02%). Negativi anche i future sull'Europa e su Wall Street. A raffreddare gli entusiasmi i dati sull'inflazione in Cina, che conferma i segnali di rallentamento di Pechino mentre sui mercati continua a pesare lo stallo sullo shutdown negli Usa e l'ottimismo sui negoziati tra Cina e Usa – Pechino parla di «estesi, profondi e dettagliati dialoghi» – deve fare i conti con l'assenza di dettagli. In giornata sono attesi i verbali della Bce, il discordo del presidente della Fed Jerome Powell e i dati su occupazione e mercato immobiliare Usa.

GLI AGGIORNAMENTI DI BORSA IN DIRETTA

17.45 – CHIUSURA BORSA DI MILANO

Chiusura in rialzo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,63% a 19.300 punti.

16.47 – EUROPA CONTRASTATA, MILANO A +0,2%

Si muovono a due velocità le Borse europee con gli indici Usa in territorio negativo, nonostante il calo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Parigi cede lo 0,5%, Francoforte lo 0,1% mentre Milano (+0,2%), Londra (+0,15%) e Madrid (+0,1%) si muovono in territorio positivo. In Piazza Affari soffre A2a (-4%), oggetto di un declassamento a 'neutral' da parte degli analisti di Intermonte, mentre la Juventus (+3,77%) è in testa al paniere di riferimento dopo un congelamento per eccesso di rialzo, per effetto del riposizionamento dei grandi fondi dopo il recente ingresso tra le blue chips insieme ad Amplifon (-2,49%). Prese di beneficio sugli automobilistici Ferrari (-0,64%), Bmw (-0,6%) e Renault (-0,55%), mentre Fca (+0,41%) gira in positivo dopo aver chiuso il contenzioso negli Usa sulle emissioni di alcuni motori diesel pagando una sanzione ridotta a 305 milioni.

15.36 – APERTURA IN NEGATIVO PER WALL STREET

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,40% a 23.764,96 punti, il Nasdaq cede lo 0,74% a 6.906,30 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,58% a 2.569,52 punti.

14.25 – LISTINI EUROPEI SEMPRE DEBOLI

Borse europee deboli dopo i verbali dell'ultimo direttivo della Bce di dicembre. In calo i futures su Wall Street in calo in vista delle richieste dei sussidi di disoccupazione e delle scorte nei magazzini dei grossisti negli Usa. Cedono Londra (-0,1%), Francoforte (-0,24%) e Parigi (-0,63%), a differenza di Madrid (+0,15%) e Milano, che viaggia in parità.

13.07 – BORSA DI MILANO POCO MOSSA

Piazza Affari appare poco mossa al traguardo di metà seduta, con l'indice Ftse Mib a cavallo della parità. Prevale comunque il segno meno nel paniere dei principali titoli per capitalizzazione di Piazza Affari, anche se i pochi rialzi riescono a riequilibrare la situazione. Corre in particolare la Juventus (+4,26%), congelata anche per eccesso di volatilità, seguita a distanza da Unipol (+1,37%), Italgas (+1,21%) ed Enel (+1,05%). Tengono Intesa (+0,32%) e Unicredit (+0,37%) con lo spread tra Btp e Bund in rialzo a 265 punti, mentre scivolano A2a (-2,74%), Azimut (-2,53%). Sotto pressione Tod's (-4,6%), oggetto di una raccomandazione di vendita da parte degli analisti di Berenberg, mentre Fca (-0,58%), che ha chiuso il contenzioso Usa sulle emissioni Diesel, è oggetto insieme a Ferrari (-0,91%) di prese di beneficio dopo la corsa della vigilia.

10.49 – BORSE EUROPEE FIACCHE

Borse europee in calo a metà mattina, con gli investitori che prendono una pausa dopo il rally di inizio anno, spinto dall'atteggiamento accomodante della Fed e dai progressi sui dazi tra Cina e Usa. Parigi cede lo 0,8%, Francoforte lo 0,6% e Londra lo 0,5% mentre Milano contiene il ribasso allo 0,3% con lo spread Btp-Bund che sale a 263 punti. I mercati, in attesa di risultati concreti dai negoziati commerciali, scontano lo stallo sullo shutdown Usa e i dati deboli sull'inflazione in Cina, che alimentano i timori sull'economia di Pechino. Ne fa le spese anche il petrolio, con il Wti che perde l'1,6% poco sopra i 51 dollari al barile mentre in Borsa soffrono i titoli minerari (-2,2% l'indice Stoxx), della difesa (-1,8%) e le auto (-1,1%), con la componentistica che accusa il profit warning di Halfords (-27% a Londra). Gli investitori attendono di leggere i verbali della Bce e di ascoltare il discorso che ha in programma il presidente della Fed, Jerome Powell, nel terdo pomeriggio.

9.44 – MILANO IN CALO CON AZIMUT E FCA, CORRE LA JUVENTUS

Piazza Affari debole dopo i primi scambi, in linea con le altre Borse europee, con il Ftse Mib che arretra dello 0,1%. Fca, che sconta le indiscrezioni di stampa secondo cui la casa automobilistica pagherà oltre 650 milioni di dollari per chiudere il contenzioso negli Usa sulle emissioni diesel, cede il 2,3% a 13,44 euro. Sul listino milanese scivolano anche Azimut (-2,5%), A2A (-1,9%) e Leonardo (-1,5%). Fuori dal Ftse Mib soffre Tod's (-4,6%), tagliato da Berenberg a 'vendere'. Sostengono il listino la Juventus (+2,2%), Bper (+1,3%), Italgas (+1%) e Mediobanca (+0,8%). Poco mosse Tim (-0,06%), Intesa (+0,22%) e Unicredit (-0,16%).

9.16 – FCA SCIVOLA IN BORSA (-2,3%) CON LA MULTA USA SUL DIESEL

Avvio di seduta pesante a Piazza Affari per Fca, che sconta le indiscrezioni di stampa secondo cui la casa automobilistica pagherà oltre 650 milioni di dollari per chiudere il contenzioso negli Usa sulle emissioni diesel. Il titolo cede il 2,3% a 13,44 euro.

9.15 – L'EUROPA APRE IN CALO

Avvio di seduta in calo per le principali Borse europee. A Francoforte l'indice Dax cede lo 0,45% a 10.843 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,52% a 4.788 punti mentre a Londra il Ftse 100 segna un ribasso dello 0,62% a 6.863 punti.

9.14 – PIAZZA AFFARI PARTE IN RIBASSO: -0,41%

Avvio di seduta in calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,41% a 19.100 punti.

8.48 – SPREAD BTP-BUND APRE IN RIALZO A 263 PUNTI

Apertura in lieve aumento per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 263 punti contro i 260 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 2,89%.

8.34 – SHANGHAI CHIUDE A -0,36%

Le Borse cinesi chiudono negative una seduta segnata dai comunicati di Cina e Usa sul round di colloqui sul commercio tenuti a Pechino, privi di indicazioni più precise sull'avanzamento delle trattative: l'indice Composite di Shanghai scivola a 2.535,10 punti (-0,36%), mentre quello di Shenzhen cede lo 0,27%, a 1.303,48. I prezzi al consumo hanno avuto a dicembre un rialzo annuo dell'1,9%, il più lento degli ultimi 6 mesi, in calo sul 2,2% di novembre e sul 2,1% atteso dai mercati: nel 2018, l'inflazione si è attestata al 2,1%. Su base mensile, a dicembre l'inflazione è risultata invariata, dal +0,3% di novembre e dal +0,3% stimato alla vigilia. I prezzi alla produzione sono calati ai minimi da settembre 2016 salendo dello 0,9% annuo, più che dimezzando il +2,7% di novembre e mancando il +1,6% atteso dai mercati. Lo yuan si rafforza di 366 punti base sul dollaro ai massimi da fine agosto dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità a 6,8160: il renminbi, a ridosso della chiusura dei mercati, segna uno spot rate di 6,7886 (-0,34%).

7.44 – TOKYO CHIUDE IN CALO: -1,29%.

La Borsa di Tokyo termina la seduta in calo, con gli investitori che appaiono meno fiduciosi circa l'esito dei negoziati sul commercio tra Cina e Stati Uniti, mentre la rivalutazione dello valuta nipponica ridimensiona le aspettative sugli utili societari nelle prossime trimestrali. L'indice Nikkei cede l'1,29% a quota 20.163,80, lasciando sul terreno 263 punti. Sul fronte valutario lo yen tratta a 107,90 sul dollaro, e 124,70 sull'euro.

6.57 – SHANGHAI A +0,08% DOPO I COMUNICATI DEI COLLOQUI CINA-USA

Le Borse cinesi viaggiano sopra la parità, malgrado i comunicati diffusi da Cina e Usa sul round di colloqui di Pechino relativi al dossier commerciale non abbiano dato indicazioni più precise sull'avanzamento delle trattative: l'indice Composite di Shanghai sale a 2.546,46 punti (+0,08%), mentre quello di Shenzhen guadagna lo 0,26%, a 1.310,38.

1.24 – TOKYO, APERTURA IN RIBASSO (-0,75%)

La Borsa di Tokyo avvia gli scambi in negativo, mentre si ridimensiona l'ottimismo degli investitori sui negoziati del commercio tra le delegazioni di Cina e Stati Uniti, andati avanti per tre giorni e in attesa che maggiori dettagli vengano rivelati. L'indice Nikkei cede lo 0,75% a quota 20.272,93, perdendo 154 punti. Sul fronte valutario lo yen si mantiene poco variato sul dollaro a 108, e sulla moneta unica a un livello di 124,90.

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