I valori di Borsa italiana e spread oggi 14 dicembre 2023

Redazione
14/12/2023

Milano ha chiuso in rialzo con un guadagno dello 0,21% a 30.359 punti. La migliore è Londra (+1,33%), seguita da Madrid (+0,71%) e Parigi (+0,59%), mentre Francoforte cede lo 0,08%. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 167,6 punti.

I valori di Borsa italiana e spread oggi 14 dicembre 2023

Le Borse europee prima rallentano dopo l’annuncio della Bce, che ha escluso un taglio dei tassi d’interesse nei prossimi mesi, e poi tornano a correre. Milano ha chiuso in rialzo con un guadagno dello 0,21% a 30.359 punti. La migliore è Londra (+1,33%), seguita da Madrid (+0,71%) e Parigi (+0,59%), mentre Francoforte cede lo 0,08%. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 167,6 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,78%.

Le quotazioni delle Borse e l’andamento dello spread in tempo reale

18.09 – Lo spread ha chiuso in calo a 167,6 punti

Ha chiuso in calo a 167,6 punti il differenziale tra Btp italiani e Bund decennali tedeschi, rispetto ai 170 punti segnati in apertura e ai 175 della chiusura delle vigilia. In ribasso di 13,9 punti al 3,78% il rendimento annuo italiano contro i 6,4 punti in meno di quello tedesco al 2,1%

17.55 – Bene le Borse europee in chiusura

Chiusura in rialzo per le principali Borse europee. Londra ha guadagnato l’1,33% a 7.648 punti e Parigi lo 0,59% a 7.575 punti. Fiacca Francoforte (-0,08% a 16.752 punti), positiva Madrid (+0,71% a 10.167 punti).

17.45 – Milano chiude in rialzo

Chiusura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,21% a 30.359 punti.

17.33 – Europa positiva nel finale

Borse europee positive nel finale nel giorno dei tassi invariati di Boe e Bce, ma con la presidente Christine Lagarde che promette di «non abbassare la guardia» sull’inflazione. Un discorso, quello di Lagarde, che ha frenato l’entusiasmo della mattinata a seguito dei prossimi tagli annunciati ieri dalla Fed per il 2024. La migliore è Londra (+1,15%), seguita da Madrid (+0,65%), Parigi (+0,57%) e Milano (+0,22%), mentre Francoforte cede lo 0,09%. In rialzo il Dow Jones e il Nasdaq a New York. Contrastati il greggio (+3,63% a 71,98 dollari al barile) e il gas naturale (-2,62% a 34,88 euro al MWh). Bene l’oro (+0,3% a 2.040,16 dollari l’oncia), in calo il dollaro a 0,9 euro, 0,78 sterline e 89,48 rubli, mentre il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi scende a 167,7 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 12 punti al 3,8% e quello tedesco di 4,5 punti al 2,12%. Acquisti sul comparto del lusso con Kering (+4,8%) e Richemont (+4,11%), insieme a Cucinelli (+6,5%), che dal prossimo 18 dicembre entra nell’indice Ftse Mib. In luce gli automobilistici Volvo (+6,14%), Renault (+6,8%), che ha rimodulato l’alleanza con Nissan, e Porsche (+4,19%) a differenza di Ferrari (-2,21%). In ordine sparso le banche, con Barclays (+5,93%) e Bnp (+3,91%) positive, mentre in Piazza Affari soffrono Mps (-5,92%), Bper (-5,89%), Unicredit (-4,6%), Banco Bpm (-4,05%) e Intesa (-2,16%).

17.07 – Milano torna positiva: +0,16%

Piazza Affari torna in territorio positivo a circa mezz’ora dalla chiusura, con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,16% a 30.346 punti. In ulteriore calo il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 167 punti, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 13,1 punti al 3,78% e quello tedesco di 4,9 punti al 2,12%. Brillano Diasorin (+9,27%), in vista del piano strategico al 2025, Cnh (+6,37%) e Tim (+5,54%), con la riduzione del costo per assicurare il debito, in vista di una risposta del Cda a Kkr su Sparkle e in attesa delle mosse di Vivendi. Vento in poppa per Amplifon (+4,05%), spinta dall’acquisizione di Audical e il conseguente ingresso nel mercato uruguayano. Corre anche Cucinelli (+6,5%), che dal prossimo 18 dicembre entra nell’indice Ftse Mib. Soffrono i bancari Bper ed Mps (-6,3% entrambe) insieme a Unicredit (-4,7%), Banco Bpm (-4,61%) e Intesa (-2,37%). Contrastate Stellantis (+1,43%) e Ferrari (-2,36%), mentre riducono il calo Generali (-0,44%) e Unipol (-0,42%). Positive Enel (+1,88%), Saipem (+2,36%) ed Eni (+0,62%), con il rialzo del greggio (+3,6% a 71,98 dollari al barile).

16.41 – Dietrofront Milano, è in calo dello 0,45%

Piazza Affari gira in calo (Ftse Mib -0,45%) insieme ad altre borse europee come Francoforte (-0,5%) dopo le parole della presidente della Bce Christine Lagarde, che ha di fatto escluso un prossimo taglio dei tassi. In calo il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 168,2 punti, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 11,2 punti al 3,81% e quello tedesco di 4,1 punti al 2,12%. In luce Diasorin (+8,86%), in vista del piano strategico al 2025, Cnh (+5,77%) e Tim (+4,86%), con la riduzione del costo per assicurare il debito, in vista di una risposta del Cda a Kkr su Sparkle e in attesa delle mosse di Vivendi. Forti acquisti su Amplifon (+4,07%), spinta dall’acquisizione di Audical e il conseguente ingresso nel mercato uruguayano. Bene anche Cucinelli (+6,07%), che dal prossimo 18 dicembre entra nell’indice Ftse Mib. Soffrono i bancari Bper ed Mps (-6,7% entrambe) insieme a Unicredit (-5,66%), Banco Bpm (-4,55%) e Intesa (-2,63%). Contrastate Stellantis (+1,03%) e Ferrari (-2,86%), deboli Generali (-1,81%) e Unipol (-0,77%).

14.42 – Milano a +0,32%, l’Europa in crescita

Indici in rialzo per le principali borse europee dopo le decisioni della Boe e della Bce di lasciare invariati i tassi d’interesse, così come la Fed nella vigilia, in concomitanza con l’annuncio di 3 tagli nel corso del 2024. Positivi i future Usa in linea con il nuovo record registrato ieri a Wall Street. La migliore in Europa è Londra (+1,82%), seguita da Parigi e Madrid (+1,2% entrambe), Francoforte (+0,57%), che nella mattinata ha registrato un nuovo record sopra i 17mila punti, e Milano (+0,32%). Contrastati il greggio (+1,57% a 70,55 dollari al barile) e il gas naturale (-1,36% a 35,33 euro al MWh), così come l’oro (+0,1% a2.036,36 dollari l’oncia) e l’acciaio (-1,08% a 3,947 dollari la tonnellata).

14.42 – Spread a 172,2 punti

In calo il dollaro a 0,91 euro, 0,78 sterline e 89,63 rubli. Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi si riduce a 172,2 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 12,3 punti al 3,79% e quello tedesco di 9,4 punti al 2,07%. Sui vari listini prevale l’ottimismo, con rialzi per il lusso con Kering (+4,45%) e Richemont (+3,94%), insieme a Cucinelli (+5,59%), che dal prossimo 18 dicembre entra nell’indice Ftse Mib. In luce gli automobilistici Volvo (+7%), Renault (+5,59%), che ha rimodulato l’alleanza con Nissan, e Porsche (+4,24%) a differenza di Ferrari (-1,15%).

In ordine sparso le banche, con Barclays (+5,43%) su di giri a Londra e Bper (-6,46%), Banco Bpm (-5,49%), Mps (-5,24%), Unicredit (-3,64%) e Intesa (-1,44%) sotto pressione in Piazza Affari, dove volano Diasorin (+8,86%), in vista del piano strategico al 2025 e Tim (+5,02%), con la riduzione del costo per assicurare il debito e il Cda che darà una risposta a Kkr su Sparkle ed in attesa delle mosse di Vivendi. In luce anche Amplifon (+3,68%), spinta dall’acquisizione di Audical e l’ingresso nel mercato dell’Uruguay.

13.18 – In calo il prezzo del gas

Gira in calo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di gennaio cedono l’1,86% a 35,15 euro al MWh. In apertura il prezzo è salito dello 0,5% a 36 euro al MWh.

12.35 – Continua il rialzo delle Borse europee

Le Borse europee proseguono in rialzo a metà seduta. Dopo le prospettive di un allentamento della stretta monetaria da parte della Fed, i mercati scommettono su posizioni analoghe anche da parte della Bce e della BoE, con i rendimenti dei titoli di Stato che registrano un netto calo. L’indice Stoxx 600 guadagna l’1,6%, in vista delle decisioni della Banca Centrale europea e della Bank of England attese in giornata. Tonica Londra (+2,3%), avanzano Parigi (+1,4%), Madrid (+1,3%), Francoforte (+0,8%) e Milano (+0,4%). I principali listini sono sostenuti dal comparto immobiliare (+5,7%), con l’ipotesi di una riduzione dei tassi sui mutui. Bene anche le utility (+2,1%), con il prezzo del gas che scende dell’1,7% a 35,2 euro al megawattora. Acquisti per l’energia (+1%), con il prezzo del petrolio in rialzo. Il Wti guadagna l’1,9% a 70,8 dollari al barile e il Brent si attesta al 75,7 dollari (+1,9%). Sul fronte dei titoli di Stato si registra un netto calo dei rendimenti.

Lo spread tra Btp e Bund prosegue a 171 punti, con il tasso del decennale italiano che scende di 14 punti base al 3,78%. Tra le valute l’euro si rafforza a 1,0931 sul dollaro. A Piazza Affari vola Diasorin (+6%), in vista del piano strategico al 2025. Corre Tim (+4,4%), con la riduzione del costo per assicurare il debito, con il Cda che darà una risposta a Kkr su Sparkle ed in attesa delle mosse di Vivendi. Brillante Amplifon (+4%), con l’acquisizione di Audical e l’ingresso nel mercato dell’Uruguay. In fondo al listino principale le banche. Bper (-5,9%), Banco Bpm (-4,5%), Mps (-4%), Unicredit (-2,8%) e Intesa (-0,9%). Male anche Leonardo (-0,5%), Generali e Ferrari (-0,4%).

10.38 – L’Europa positiva attende la Bce, giù i titoli di Stato

L’Europa prosegue in rialzo in attesa delle decisioni della Bank of England e della Bce sulla politica monetaria. Gli investitori scommettono su un taglio dei tassi nel 2024 ed i rendimenti dei titoli di Stato registrano un forte calo. Sul fronte valutario l’euro sale a 1,0901 sul dollaro. L’indice Stoxx 600 sale dell’1,1%. Avanzano Londra (+1,7%), Parigi (+0,9%), Francoforte (+0,8%) e Madrid (+0,7%). I listini sono spinti dal comparto immobiliare (+5,4%), con l’aspettativa di una riduzione dei tassi sui mutui. Acquisti anche per il lusso (+2,3%), le auto (+1,7%) ed i tecnologici (+1,9%). Positive le utility (+1,6%), con il prezzo del petrolio che inverte la rotta rispetto all’avvio. Ad Amsterdam le quotazioni scendono dell’1,1% a 35,4 euro al megawattora. In crescita le banche (+0,5%), mentre si valuta l’impatto di un eventuale riduzione dei tassi d’interesse sui ricavi del 2024, mentre le assicurazioni cedono lo 0,5%. Positiva senza particolare slancio l’energia (+0,1%), con il prezzo del petrolio in rialzo. Il Wti guadagna l’1,2% a 70,3 dollari al barile e il Brent si attesta a 75,2 dollari (+1,2%). Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund prosegue a 171 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende di diciotto punti base al 3,73%. In flessione anche i tassi della Spagna al 3% (-16 punti), e quello della Grecia al 3,24% (-15 punti). Rialza la testa l’oro, bene rifugio per eccellenza, che sale del 2,7% a 2.037 dollari l’oncia.

9.55 – Partecipate statali pesano 30% della capitalizzazione

Le società pubbliche quotate a Piazza Affari rappresentano quasi un terzo dell’intera capitalizzazione di Borsa Italiana. È quanto emerge dalla quinta edizione del “Rapporto sui bilanci delle Società partecipate dallo Stato 2017-2022” realizzato dal Centro Studi CoMar. Le aziende sono 13, Banca MPS, Enav, Enel, Eni, Fincantieri, Leonardo, Italgas, Poste Italiane, Raiway, Saipem, Snam, STMicroelectronics, Terna a cui se ne aggiungono altre 6, per strumenti finanziari quotati, con Amco, Invitalia, Cdp, Ferrovie dello Stato Italiane, Rai, Sace. Al 1 dicembre 2023, le 13 quotate pubbliche capitalizzavano 224,2 miliardi di euro, il 30,28% dei 740,4 miliardi di tutta la Borsa Italiana, con Enel ed Eni ai primi due posti del listino. Tra il 1 gennaio e il 1 dicembre 2023, la capitalizzazione delle 13 partecipate statali è cresciuta di 32,6 miliardi, ovvero del 16,8% (andamento inferiore al 18,3% di incremento del valore complessivo di Borsa). I migliori incrementi, negli ultimi undici mesi, sono stati, nell’ordine, di: Leonardo (+77,3%), Banca Mps (+53,1%), Saipem (+32,8%), Enel (+28,7%); risultati meno positivi per Enav (-17,6%), Raiway (-9,2%), Italgas (-1,8%). Per 4 delle società quotate, la percentuale di partecipazione dello Stato (considerando anche Cdp) è superiore al 50%: Enav (53,3%), Fincantieri (71,3%), Poste Italiane (64,7%), Raiway (65%). Le partecipazioni minori si hanno per Enel (23,6%), STMicroelectronics (28,2%), Terna (29,8%), Eni (32,3%), Leonardo (30,2%), Snam (31,3%). Come esercizio teorico, valuta il Comar, considerando la quota detenuta dallo Stato in ognuna delle 13 singole Partecipate quotate e la capitalizzazione di ciascuna di queste, sempre al 1 dicembre 2023, il valore complessivo delle azioni di proprietà pubblica risulta ammontare a 69 miliardi di euro.

9.53 – Milano sale, male le banche con ipotesi taglio tassi

La Borsa di Milano (+0,7%) prosegue positiva, in linea con gli altri listini europei mentre si attendono le decisioni della Bce e della BoE sulla politica monetaria. A Piazza Affari sono in forte calo le banche con le ipotesi di un taglio dei tassi nel 2024 da parte delle banche centrali. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 170 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende di 17 punti al 3,74%. Tra gli istituti di credito sono in flessione Bper (-4,1%), Banco Bpm (-3,6%), Unicredit (-3,2%), Mps (-2%) e Intesa (-0,5%). Vendite anche per Leonardo (-1,9%). Nel listino principale svetta Cnh (+4,3%). Corre anche Amplifon (+4%), dopo l’acquisizione di Audical e l’ingresso nel mercato dell’Uruguay. In luce Brunello Cucinelli (+4,4%), dopo aver alzato le stime sui ricavi. Nel listino principale si mette in mostra Tim (+1,5%), nel giorno del Cda che darà una risposta a Kkr su Sparkle ed in attesa delle mosse di Vivendi.  Seduta positiva anche per l’energia e le utility, con l’andamento dei prezzi del petrolio e del gas. In rialzo Erg (+2,7%), Hera e Enel (+1,7%), A2a (+1,2%), Saipem (+1,4%) e Eni (+0,5%)

9.08 – L’Europa apre tonica dopo la Fed, attesa per la Bce

Avvio tonico per le Borse europee dopo la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati e la prospettiva di tre tagli nel 2024. L’attenzione si concentra ora sulla Bce e sulla Bank of England le cui mosse sono attese in giornata. I rendimenti dei titoli di stato sono in netto calo con gli investitori che scommettono su una riduzione dei tassi di 157 punti base da parte della Bce nel 2024. Apertura in rialzo per Londra e Parigi (+1,27%) e Francoforte (+1,09%).

9.07 – Milano apre in rialzo dello 0,99%

La Borsa di Milano apre in rialzo dopo la riunione della Fed e con la prospettiva di un allentamento della politica monetaria nel 2024. Il primo indice Ftse Mib guadagna lo 0,99% a 30.595 punti.

8.36 – Spread tra Btp e Bund apre in calo a 170 punti dopo la Fed

Lo spread tra Btp e Bund apre in calo dopo la Fed e la prospettiva di tre tagli dei tassi nel 2024. Il differenziale tra i due titoli di Stato scende a 170 punti, rispetto ai 175 della chiusura di ieri. In forte calo il rendimento del decennale italiano che registra una flessione di 14 punti base al 3,77 per cento.

8.18 – Shanghai chiude a -0,33%, Shenzhen a -0,55%

Le Borse cinesi perdono slancio dopo i guadagni iniziali, alimentati dalle ipotesi di taglio dei tassi Usa nel 2024, e invertono la rotta fino a chiudere gli scambi in territorio negativo, condizionati dalle incertezze sulla tenuta dell’economia del Dragone: l’indice Composite di Shanghai cede lo 0,33%, a 2.958,99 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,55%, attestandosi a quota 1.835,27.

8.16 – Il prezzo del gas apre in rialzo a 36 euro al megawattora

Il prezzo del gas apre in rialzo con gli operatori che guardano all’andamento della stagione invernale. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano lo 0,5% a 36 euro al megawattora

8.07 – L’Asia chiude contrastata,si guarda a taglio tassi Fed

Le Borse asiatiche chiudono contrastate dopo la Fed che ha lasciato invariato i tassi d’interesse aprendo all’ipotesi di tre riduzioni il prossimo anno. L’attenzione si concentra ora sulle decisioni della Bank of England e della Bce attese in giornata. In calo Tokyo (-0,73%). Sul fronte valutario la divisa nipponica avanza sul dollaro ai massimi in 4 mesi, a un livello di 141,70, e sull’euro a 154,50. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,97%), Seul (+1,3%) e Mumbai (+1,2%). In flessione Shanghai (-0,32%) e Shenzhen (-0,54%). Sul fronte macroeconomico dalla Spagna atteso il dato finale sull’inflazione. Dagli Stati Uniti previste le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione e l’indice dei prezzi delle importazioni.

8.03 – Il prezzo del petrolio è in lieve rialzo, Wti a 69,8 dollari

Il prezzo del petrolio è in lieve rialzo mentre si guarda all’andamento della produzione. Il Wti del Texas guadagna lo 0,45% a 69,8 dollari al barile mentre il Brent sale a 74,7 dollari (+0,5%).

8.01 – Euro in rialzo a 1,0902 sul dollaro

Euro in rialzo all’avvio di giornata. La moneta unica europea passa di mano a 1,0902 sul dollaro (+0,2%). Lo yen si attesta ai massimi in quattro mesi a 141,61 sul dollaro.

8.00 – Il pezzo dell’oro risale oltre i 2.000 dollari dopo la Fed

Il prezzo dell’oro risale oltre i 2.000 dollari dopo la Fed che ha lasciato invariati i tassi d’interesse.Il metallo con consegna immediata guadagna il 2,63% a 2.035 dollari l’oncia.

2.57 – Hong Kong apre a +1,18% con ipotesi taglio Fed ai tassi

La Borsa di Hong Kong apre la seduta di slancio in scia alle indicazioni fornite dalla Federal Reserve sull’evoluzione dei tassi Usa nel 2024, con l’ipotesi di tagli per totali 75 punti base e la possibile discesa al 4,6% dal 5,25%-5,5% attuale: l’indice Hang Seng sale dell’1,18%, portandosi a 16.419,74 punti. Il Composite di Shanghai guadagna nelle primissime battute lo 0,37% a 2.979,70, mentre quello di Shenzhen segna un progresso dello 0,41% a quota 1.852,94.

1.43 – Tokyo, apertura in rialzo (+0,57%)

La Borsa di Tokyo avvia le contrattazioni in aumento, seguendo la netta avanzata degli indici azionari Usa dopo le indicazioni della Fed che non esclude un taglio dei tassi di interesse a partire dal prossimo anno. In apertura l’indice di riferimento Nikkei segna un rialzo dello 0,57% a quota 33.114,65, con un progresso di 188 punti. Sul fronte dei cambi lo yen avanza sul dollaro a 142,60 e sull’euro a 155,20.