Indici di Borsa e spread del 14 gennaio 2019

Indici di Borsa e spread del 14 gennaio 2019

14 Gennaio 2019 06.00
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La settimana borsistica si apre con il timore di nuove fluttuazioni sul mercato, confermate dall'andamento al ribasso di tutte le piazze europee. La Borsa di Milano ha iniziato la seduta del 14 gennaio in negativo (-0,65%), poi l'indice Ftse Mib ha perso ulteriore terreno nel corso della mattinata (-1,3% per limare le perdite nel pomeriggio (-0,7%) e chiudere a -0,61% a 19.171 punti. L'Ftse All share invece ha fatto segnare un ribasso dello 0,65% a quota 21.076. In particolare seduta molto pesante per Mps dopo la lettera Bce: ha chiuso in calo del 10% non lontano dal minimo storico con la banca toscana che ha trascinato al ribasso tutto il settore sui timori che Francoforte possa utilizzare nei suoi giudizi parametri più duri casi per caso. Il Credito valtellinese ha ceduto infatti il 5,5% finale, Bper il 3,8%, Unicredit quasi due punti. Debole anche Moncler (-2,6%) e Leonardo (-2,3%) mentre ha tenuto Tim (+0,2%) nel riaccendersi della contesa tra Elliott e Vivendi. Positiva Snam (+0,7%) dopo l'accordo con Fincantieri (piatta) e Cdp per lo sviluppo dei porti. Ancora acquisti sulla Juventus (+2,4%) al massimo recente di 1,29 euro, mentre tra i titoli minori Stefanel ha corso del 22% dopo il via libera al concordato. Seduta in rosso anche per le altre Borse europee: Londra ha ceduto lo 0,91%, Madrid lo 0,66%, Parigi lo 0,39% e Francoforte lo 0,29%. Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones lo 0,38% a 23.904,75, il Nasdaq cede lo 0,94% a 6.905,91 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,54% a 2.582,35 punti.

LO SPREAD BTP-BUND INVARIATO

Chiusura stabile per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 261 punti base (lo stesso valore della chiusura di venerdì 11 gennaio), con un rendimento del decennale italiano al 2,84%.

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BORSE ASIATICHE A RANGHI RIDOTTI

Borse orientali a ranghi ridotti per la chiusura festiva di Tokyo in occasione della Giornata degli Adulti. Segno meno per Shanghai (-0,71%), dopo dati deludenti in dicembre su importazioni ed esportazioni per effetto della guerra dei dazi, e Seul (-0,53%), poco mossa Sidney (-0,02%), in rosso Hong Kong (-1,58%) e Mumbai (-0,75%), ancora aperte. Negativi i future sull'Europa e su Wall Street, nonostante l'incremento dell'indice tedesco dei prezzi all'ingrosso in dicembre e in vista della produzione industriale di novembre nell'Eurozona, mentre dagli Usa non sono previsti dai macroeconomici. Gli occhi degli investitori sono puntati sul voto del parlamento britannico sulla Brexit e sull'intervento del presidente della Bce Mario Draghi al parlamento europeo, previsti entrambi per il 15 gennaio.

GLI AGGIORNAMENTI DI BORSA IN DIRETTA

22:03 – WALL STREET CHIUDE IN NEEGATIVO

Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones lo 0,38% a 23.904,75, il Nasdaq cede lo 0,94% a 6.905,91 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,54% a 2.582,35 punti.

17.45 – MPS MALISSIMO IN BORSA (-10%)

Giornata molto pesante per Mps in Piazza Affari: il titolo – che ha accusato una forte corrente di vendite per tutta la giornata – ha chiuso in calo del 10% a 1,35 euro, non lontana dal minimo storico a quota 1,33. La banca toscana ha sofferto la lettera della Bce resa nota venerdì a mercati chiusi nella quale si raccomanda a Mps di svalutare completamente entro il 2026 non solo i nuovi flussi di Npl ma anche lo stock di crediti deteriorati in essere, con un impatto complessivo potenziale che potrebbe oscillare – secondo le valutazioni degli analisti – tra 8,7 e 1,1 miliardi. Una decisione che ha appesantito tutti i gruppi bancari: il Credito valtellinese ha ceduto il 5,5% finale, Bper il 3,8%, Unicredit quasi due punti. La versione originale dell''addendum' Bce era stata superata da una versione più leggera ma, a quanto si può capire dalla lettera a Mps, la Bce può utilizzare un approccio differente caso per caso, il che preoccupa gli operatori su tutto il credito 'made in Italy'.

17.41 – WALL STREET PROCEDE IN NEGATIVO

Wall Street procede in territorio negativo. Il Dow Jones perde lo 0,36% a 23.907,83 punti, il Nasdaq cede lo 0,63% a 6.927,76 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,62% a 2.580,29 punti.

17.30 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN RIBASSO

La Borsa di Milano ha chiuso con un calo dello 0,61% a 19.171 punti.

16.02 – PIAZZA AFFARI FIACCA (-0,7%)

I mercati azionari europei restano tutti in calo dopo i dati macroeconomici statunitensi e l'avvio negativo di Wall street con Milano che si muove sostanzialmente in linea con gli altri listini: Piazza Affari cede lo 0,7%, con Madrid e Londra (che guarda alle incertezze della Brexit) peggiori in ribasso di un punto percentuale, mentre Francoforte è la meno penalizzata e cede lo 0,5%. A Piazza Affari sempre molto debole Mps (-8,8%), Creval (-5% dopo una sospensione in asta di volatilità), Bper (-3,7%), Ubi (-2,7%), Banco Bpm (-2,5%) e Unicredit, che cede il 2,4%. Bene invece Tim (+1,3%), con la Juventus che sale di quasi due punti percentuali e Stefanel che corre del 20% ancora sull'onda del sì del Tribunale al concordato.

15.36 – APERTURA WALL STREET IN NEGATIVO

Apertura in calo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,58% a 23.823,39 punti, il Nasdaq cede lo 0,88% a 6.908,42 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,65% a 2.577,27 punti. Ripercussioni sul comparto bancario, da Banco Bpm (-3,33%) a Bper (-3,7%), Ubi (-3,18%) e Unicredit (-2,89%), mentre Mps (-9%) sprofonda dopo diversi congelamenti per i dubbi della Bce sul piano di risanamento e sopratutto sull'applicazione dell'Addendum anche sugli stock di Npl, che preoccupa anche gli altri. Gira al rialzo Tim (+0,16%), il cui Cda è riunito da stamane per deliberare sulla richiesta di assemblea da parte del socio francese Vivendi (-1,2% a Parigi). L'operatore telefonico avrebbe inoltre presentato un'offerta non vincolante per le attività italiane di Bt. In rialzo Campari (+0,97%), Snam (+0,39%) e Juventus (+1,66%), dopo la vittoria di domenica contro il Bologna in Coppa Italia. Deboli Moncler (-3,08%) e Saipem (-1,7%), bene Tod's (+2,41%).

15.26 – PG&E AFFONDA A WALL STREET

PG&E, l'utility californiana che ha annunciato il ricorso alla bancarotta in seguito ai costi legati agli incendi nello stato, crolla a Wall Street. I titoli PG&E perdono nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati il 48,27%.(ANSA).

14.10 – LA BORSA DI MILANO RESTA DEBOLE

Piazza Affari resta negativa (Ftse Mib -1,2%) dopo la diffusione dell'indagine di Bankitalia, da cui emerge un "netto peggioramento delle stime delle imprese". In risalita lo spread tra Btp e Bund, che supera i 267 punti base.

13.28 – VECCHIO CONTINENTE IN CADUTA

Borse deboli in Europa a metà seduta, dopo dati macro cinesi inferiori alle stime che fanno temere per la crescita globale. In rosso i futures Usa, in assenza di dati, mentre gli occhi degli investitori sono puntati sul voto del Parlamento inglese sulla Brexit e sul discorso del presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Europeo, attesi per domani. In ulteriore rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi che si porta a 268 punti, penalizzando in particolare il listino di Milano (-1,3%), fanalino di coda dietro a Madrid (-1,2%), Londra (-1,1%), Parigi (-0,9%) e Francoforte (-0,74%). A Piazza Affari deboli i bancari Mps (-9%), più volte congelata dopo i dubbi della Bce sul completamento del piano di risanamento, Banco Bpm (-4%), Bper (-2%) e Unicredit (-2,8%), insieme a Commerzbank (-2% a Francoforte), Santander (-2% a Madrid) e Hsbc (-1,5% a Londra). Contrastati a Parigi il tecnologico Atos (5,17%), penalizzato dal taglio di Credit Suisse e Carrefour (+1,88%), sulle stime degli analisti per il 4/o trimestre.

12.01 – LA BORSA DI MILANO PEGGIORA

Piazza Affari amplia ulteriormente il calo, con lo spread tra Btp e Bund in salita fino a oltre 267 punti. L'indice Ftse Mib cede l'1,3%, frenata da Banco Bpm (-3,83%), Ubi (-3,2%), Bper (-2,9%), Unicredit (-2,68%) e Intesa, che cede il 2%. Cade Mps (-9%), dopo la bozza dello Srep della Bce, che ha espresso dubbi sulla capacità di completare il piano di ristrutturazione in vista di una nuova emissione obbligazionaria. Completamente in rosso il paniere principale ad eccezione di Juventus (+1,11%), reduce da una vittoria sul Bologna in Coppa Italia, mentre Tim (-0,48%), il cui Cda sull'assemblea richiesta da Vivendi è incominciato da poco, si muove con cautela. Secondo un analista di New Street Research «avrebbe senso» una possibile acquisizione delle attività italiane di Bt (-1,18%), su cui hanno messo gli occhi anche Retelit, Wind Tre e Vuetel. Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Stefanel (+13,82%), deboli Ovs (-3,84%) e Moncler (-3,31%).

10.44 – NUOVO STOP PER MONTEPASCHI

Nuovo stop per Mps in Piazza Affari dopo un prolungamento dell'asta di pre-apertura e un primo congelamento per eccesso di volatilità nella mattinata. Il titolo, arrivato a perdere oltre il 7%, segna un calo teorico del 6,3% dopo la bozza di Srep della Bce diffusa venerdì scorso, in cui Francoforte indicava perplessità sulla capacità della Banca di attuare il piano di ristrutturazione. Una bozza diffusa in vista di un'emissione di Bond garantiti (covered bond) e non subordinati come apparso invece su alcune testate, viene fatto notare da fonti finanziarie.

10.27 – I LISTINI EUROPEI IN ROSSO

Borse europee in calo nella prima seduta della settimana, con i grandi fondi divisi sull'immediato futuro ed i futures Usa in rosso. Gli occhi degli investitori sono puntati sul voto del Parlamento inglese sulla Brexit atteso per domani, insieme al discorso del presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Europeo. Lo spread in rialzo a 265,8 punti tra Btp e Bund tedeschi penalizza il listino di Piazza Affari -0,8%, anche se Parigi (-0,6%), Londra, Francoforte e Madrid (-0,5% tutte e 3) non fanno molto meglio. Difficoltà per Commerzbank (-1,62%) a Francoforte e per Hsbc (-1,33%) a Londra. In calo a Parigi il tecnologico Atos (-3,13%) e il colosso dei componenti elettrici Legrand (-1,5%), penalizzato dagli analisti di Kepler. A Piazza Affari in particolare scivolano Mps (-7%), oggetto di diversi congelamenti dopo i dubbi della Bce sull'attuazione del piano di risanamento, Banco Bpm (-2,76%), Bper (-2%) e Ubi Banca (-1,83%), mentre Unicredit riduce il calo all'1,5% e Intesa allo 0,97%.

09.35 – BORSA DI MILANO DEBOLE CON UNICREDIT

Piazza Affari peggiora dopo un avvio debole (Ftse Mib -0,88%), frenata dai bancari, con il rialzo dello spread tra Btp e Bund tedeschi oltre quota 265 punti. A Piazza Affari soffrono Ubi (-3,4%), Banco Bpm (-3,2%) e Unicredit (-1,95%), più cauta Intesa (-1,22%), scivolone di Mps (-7%), che non è riuscita a fare prezzo subito dopo i dubbi espressi dalla Bce sulla capacità di completare il piano di ristrutturazione. Pochi i rialzi in un paniere che si è tinto quasi completamente di rosso. Salgono Juventus, dopo la vittoria sul Bologna in Coppa Italia, Prysmian (+0,39%), Ferrari (+0,31%) e Leonardo (+0,1%). Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di DoBank (+4,85%), debole Tiscali (-3%).

09.33 – MPS NON FA PREZZO A PIAZZA AFFARI

Mps non riesce a fare prezzo in Piazza Affari. Il titolo, che segna un calo teorico di oltre il 6% dopo i dubbi espressi dalla Bce venerdì scorso a Borsa chiusa sulla capacità di conseguire i risultati del piano di ristrutturazione. Il titolo sconta anche il taglio della raccomandazione da 'acquistare' a 'neutrale' da parte degli analisti di Banca Akros.

09.10 – INIZIO DI SEDUTA CONTRASTATO PER LE BORSE EUROPEE

Avvio di seduta contrastato per le principali borse europee. Parigi cede lo 0,86% a 4.740 punti, Francoforte guadagna lo 0,57% a 10.949 punti e Londra lascia sul campo lo 0,38% a 6.891 punti.

09.00 – APERTURA BORSA DI MILANO IN NEGATIVO

Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib segna un calo dello 0,65% a 19.163 punti.

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