Le quotazioni di Borsa italiana e spread oggi 17 gennaio 2024

Redazione
17/01/2024

Altra giornata negativa per le Borse europee, preoccupate per la tenuta dell'economia cinese e per la traiettoria di discesa dei tassi. Milano ha chiuso in calo dello 0,79 per cento, recuperando parzialmente a fine seduta. L'indice Ftse Mib ha chiuso a 30.098 punti. Lo spread con il Bund si allarga a 159 punti.

Le quotazioni di Borsa italiana e spread oggi 17 gennaio 2024

Altra giornata negativa per le Borse europee, preoccupate per la tenuta dell’economia cinese e per la traiettoria di discesa dei tassi. Milano ha chiuso in calo dello 0,79 per cento, recuperando parzialmente a fine seduta. L’indice Ftse Mib ha chiuso a 30.098 punti. Lo spread con il Bund si allarga a 159 punti.

Le quotazioni delle Borse e l’andamento dello spread in tempo reale

18.11 – Lo spread ha chiuso in rialzo a 159 punti

Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 159 punti, rispetto ai 156 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano sale di 8 punti base al 3,9%. In aumento anche il Bund tedesco che si attesta al 2,31% (+6 punti). Balzo del tasso del decennale del Regno Unito che cresce di 18 punti al 3,98%, ai massimi da febbraio 2023.

17.56 – Brusco calo per l’Europa in chiusura

Le Borse europee chiudono in calo con gli investitori che smorzano l’entusiasmo sul taglio dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali. Sui mercati pesa anche l’incertezza sulla crescita economica della Cina. Si guarda agli effetti delle tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente. Maglia nera per Londra (-1,48%), con l’inattesa accelerazione dell’inflazione a dicembre. In flessione anche Parigi (-1,07%) e Francoforte (-0,84%).

17.42 – Milano chiude in calo

La Borsa di Milano chiude in calo. L’ultimo indice Ftse Mib cede lo 0,79% a 30.098 punti.

15.48 – Borse europee negative dopo il calo di Wall Street

Borse europee negative dopo l’avvio in calo di Wall Street ed i dati sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio in Usa. I mercati si mostrano preoccupati con l’incertezza sulle prospettive di crescita della Cina ed una serie di dati macroeconomici che allontanano il taglio dei tassi da parte delle banche centrali. Sul fronte valutario l’euro scende a 1,0861 sul dollaro. Nel Vecchio continente indossa la maglia nera Londra (-1,7%), che a dicembre ha incassato una inattesa accelerazione dell’inflazione. In rosso procedono anche Madrid (-1,5%), Parigi (-1,3%), Milano (-1,2%) e Francoforte (-1,1%). Proseguono in rialzo i titoli di Stato.

Lo spread tra Btp e Bund sale a 158 punti, con il rendimento del decennale italiano che aumenta di sei punti base al 3,88%, e quello tedesco al 2,29% (+4 punti). Balzano i rendimento del titolo a dieci anni del Regno Unito che guadagna 14 punti base al 3,93%. Sul fronte azionario è in netta flessione il settore immobiliare (-3,3%). Male anche le utility (-2,2%), con il prezzo del gas che scende del 5,8% a 27,9 euro al megawattora. Cala il settore dell’energia (-2,2%), con il prezzo del petrolio in calo. Il Wti scende a 71 dollari al barile (-1,9%) e il Brent a 76,9 dollari (-1,7%). Giornata difficile per le banche che cedono l’1,2%. A Piazza Affari scivola il lusso con Moncler (+3,8%) e Cucinelli (-3,1%). Male anche Hera (-2,9%), Inwuit (-2,7%) e Snam (-2,8%). Corrono Mediobanca (+2,2%), Banco Bpm (+1,3%) e Mps (+0,9%). Positive anche Bper (+0,4%) e Intesa (+0,2%). Avanzano Amplifon (+0,3%), promossa dagli analisti di BofA, e Tim (+0,1%), con il governo autorizza la cessione della rete a Kkr. Brilla Webuild (+2%), con il contratto da 4,7 miliardi di dollari in Arabia Saudita.

15.39 – Negativa l’apertura di Wall Street

Wall Street apre negativa. Il Dow Jones scende dello 0,31% a 37.243,84 punti, il Nasdaq lascia sul terreno l’1,09% a 14.781,81punti mentre lo S&P 500 perde lo 0,74% a 4.730,82 punti.

14.29 – Il gas scende ai livelli dell’ottobre 2021

Le quotazioni del gas scendono ancora e si attestano ai livelli di ottobre 2021. Gli operatori guardano al livelli degli stoccaggi, superiori alla media degli altri anni. Sotto i riflettori anche l’ondata di freddo che sta interessando l’Europa e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare nello Yemen. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 5,5% a 28 euro al megawattora, dopo aver toccato un minimo di giornata a 27,8 euro. Dall’inizio dell’anno il prezzo registra un calo complessivo del 13 per cento.

13.47 – Europa in forte calo: indici sui minimi a metà seduta

Le Borse europee arrivano al giro di boa con gli indici sui minimi di giornata, in scia alle preoccupazioni per la crescita della Cina e alla crescente disillusione per un taglio dei tassi già in primavera. Londra, che a dicembre ha incassato una inattesa accelerazione dell’inflazione britannica, indossa la maglia nera (-1,8%), davanti a Parigi (-1,1%), Milano (-1,1%) e Francoforte (-1%). Si allineano al mood pessimista i future su Wall Street, con il Nasdaq e l’S&P 500 in calo dello 0,4%, mentre riducono la flessione i titoli di Stato, i cui rendimenti sono in lieve rialzo: il Btp sale di un punto base, al 4,84%, mentre lo spread è sostanzialmente invariato a 157 punti. I timori sulla crescita e le tensioni in Medio Oriente pesano sul petrolio, con il Wti in calo dell’1,8% a 71,1 dollari al barile e il Brent che cede l’1,5% a 77,1 dollari. Male anche il gas europeo, con i future Ttf che cedono il 3,9% a 28,49 euro.

Nell’Eurozona il dato finale sull’inflazione di dicembre ha confermato il +2,9% della lettura flash mentre il mercato monetario ha rinviato da aprile a giugno le attese sul primo taglio della Bce. Una prospettiva avvalorata dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha definito “probabile” un primo taglio prima dell’estate, pur avvertendo che la lotta all’inflazione non è finita. A Piazza Affari vanno male gli energetici e i titoli più esposti al mercato cinese, con Moncler (-2,9%), Hera (-2,6%), Cucinelli (-2,5%), Italgas (-2,4%), Snam (-2,4%), Terna (-2,4%) ed Enel (-2,1%) in testa ai ribassi. Positive invece le banche, che beneficiano del permanere di un contesto di tassi alti, con Banco Bpm (+1,2%), Bper (+1,1%) e Mps (+1%), in evidenza. Evapora l’entusiasmo del mercato per il via libera del governo alla cessione della rete Tim (+0,3%). Bene Webuild (+1,6%) dopo l’aggiudicazione di un contratto da 4,7 miliardi di dollari.

11.51 -L’Europa scivola con i tassi e la Cina, Milano -1%

Le Borse europee restano sotto pressione a metà mattina, con gli indici in ribasso di circa un punto percentuale, mentre anche a Wall Street i future sono in rosso, con quelli sul Nasdaq in calo dello 0,7% e quelli sull’S&P 500 dello 0,4%. Milano e Francoforte arretrano dell’1%, Parigi dell’1,1% e Londra dell’1,6%, con i dati sopra le attese dell’inflazione britannica di dicembre che allontanano il taglio dei tassi da parte della Bank of England. Male anche i bond, con i rendimenti dei titoli di Stato in rialzo e quello del Btp al 3,84% mentre lo spread con il Bund si allarga leggermente a 158 punti. I mercati, che incassano la conferma al 2,9% del dato flash dell’inflazione dell’eurozona di dicembre, risentono da un lato dei dati cinesi poco incoraggianti sul fronte dei consumi, del mercato immobiliare e dei prezzi, da cui arrivano segnali di deflazione, e dall’altro della cautela espressa dai banchieri centrali di fronte a una prospettiva di taglio dei tassi, con la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha invitato a i mercati a non “cantare vittoria” e non essere “troppo ottimisti” sui tassi. I timori sulla crescita affondano le commodities energetiche, con il petrolio in calo di circa il 2% (Wti a 70,9 dollari e Brent a 76,8 dollari) e il gas europeo che cede il 3,9% a 28,5 euro. A Piazza Affari soffrono i titoli dell’energia e quelli più esposti alla Cina, con in testa ai ribassi Moncler (-2,6%), Terna (-2,3%), Italgas (-2,3%), Cucinelli (-2,2%), Iveco (-2,2%), Snam (-2%), Pirelli (-2%) ed Enel (-1,9%). In controtendenza le banche, che beneficiano dei tassi alti, con Mps (+1,3%) e Banco Bpm (+1%), e Tim (+1%) dopo l’ok del governo alla cessione della rete.

10.10 – Europa pesante con Cina e tassi, scivola il petrolio

Avvio di seduta pesante per le Borse europee, che risentono dei timori sulla crescita della Cina e sulla traiettoria del taglio dei tassi, che i recenti dati sull’inflazione spingono a guardare con meno ottimismo di un mese fa. Milano cede lo 0,8%, Francoforte lo 0,9%, Parigi l’1,1% e Londra l’1,3%, con il listino della City maglia nera dopo un’inattesa ripresa dell’inflazione britannica a dicembre. Al malumore degli investitori hanno contribuito alcuni dati macroeconomici cinesi, che hanno evidenziato il permanere della debolezza del mercato immobiliare di Pechino, una crescita della spesa per consumi sotto le attese e la persistenza di spinte deflazionistiche, nonostante una crescita nel 2023 del 5,2%, in linea con l’obiettivo del governo di un Pil «attorno al 5%». Intanto da Davos la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha invitato a non «cantare vittoria» nella lotta all’inflazione, pur ritenendo «probabile» un taglio dei tassi entro l’estate. In attesa del dato finale sull’inflazione dell’Eurozona a dicembre (+2,9% quello flash), i bond cedono terreno, con il rendimento del Btp italiano in rialzo di cinque punti base, al 3,87%, mentre lo spread tra Btp e Bund si allarga di quasi tre punti, a quota 159. Sui listini europei soffrono i titoli dell’energia (-1,6%), in scia ai forti ribassi del prezzo del petrolio, con il Wti che cede l’1,8% a 71,1 euro, mentre il gas cede ad Amsterdam il 2,7% a 28,9 euro. Male anche il lusso e l’abbigliamento (-1,5%) e le auto (-1,4%), tra i settori più esposti alla Cina, mentre i timori sulla crescita globale affossano anche le materie prime (-1,4%). A Piazza Affari i titoli peggiori sono Moncler (-1,7%), Pirelli (-1,6%), Cucinelli (-1,6%), Erg (-1,5%) ed Hera (-1,4%) mentre corre Tim (+2,4%), in scia al via libera del governo alla vendita della rete, e tengono le banche, con Mps (+0,9%) e Mediobanca (+0,4%).

9.30 – Milano in calo con Campari e Moncler, bene Tim

Piazza Affari inizia la seduta con il segno meno, al pari di tutte le altre Borse europee, preoccupate per la tenuta dell’economia cinese e per la traiettoria di discesa dei tassi, che potrebbe non essere rapida e incisiva come previsto dal mercato. Il Ftse Mib arretra dello 0,6% appesantito dalle vendite su Campari (-1,5%), Moncler (-1,4%), Iveco (-1,4%) e Stm (-1,3%), seguiti da Erg (-1,1%), Prysmian (-1,1%) e Stellantis (-1%). Deboli anche gli energetici con Saipem (-1,1%), Hera (-1%) ed Enel (-1%) mentre si muovono in controtendenza Tim (+2,4%), Mediobanca (+0,9%), Amplifon (+0,9%) e Mps (+0,1%), con i bancari che riescono a contenere le perdite grazie alle previsioni sui tassi.

9.25 – Hong Kong crolla con dati Pil Cina, chiude a -3,71% 

La Borsa di Hong Kong crolla in scia ai dati macro della Cina, a partire dal Pil cresciuta nel 2023 del 5,2%, al ritmo più lento dal 1990, al netto degli anni della pandemia del Covid-19: l’indice Hang Seng, dopo un minimo intraday oltre il -4%, cede il 3,71% sui timori per la tenuta dell’economia di Pechino, a 15.276,90 punti, consolidando i livelli più bassi degli ultimi 14 mesi.

9.11 – L’Europa apre in forte calo, Londra -1,3%

Avvio in deciso calo per le principali Borse europee. Londra ha iniziato le contrattazioni in flessione dell’1,32%, Parigi del’1,15% e Francoforte dell’1,03%, in scia ai forti ribassi che si sono registrati sui listini asiatici per via delle preoccupazioni relative alla crescita della Cina e alla tempistica e all’entità del taglio dei tassi da parte delle banche centrali.

9.05 – Milano apre in calo (-0,73%)

Avvio in ribasso per Piazza Affari, al pari delle principali Borse europee e in scia alle Borse asiatiche, preoccupate per la tenuta dell’economia cinese. L’indice Ftse Mib cede lo 0,73% a 30.116 punti.

8.55 – Il gas apre in calo a 29,5 euro al megawattora

Il gas apre in leggero calo sul mercato di Amsterdam. I future Ttf cedono lo 0,54% a 29,5 euro al megawattora.

8.50 – Lo spread Btp-Bund apre in rialzo a 158 punti base

Avvio in leggero rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il differenziale di rendimento tra i due decennali che sale di quasi due punti base, a quota 158. In rialzo i rendimenti di tutti i bond sovrani dell’Eurozona, con quelli dei Btp che crescono di sei punti, al 3,88%, in scia ai timori sulle tempistiche e l’entità dei tagli dei tassi da parte delle banche centrali.

7.58 – Petrolio in ribasso, a 71,85 dollari al barile (-0,76%)

Petrolio in calo questa mattina sui mercati internazionali. Il greggio Wti vale 71,85 dollari al barile, con un ribasso dello 0,76% mentre il Brent segna una contrazione dello 0,68% a quota 77,76 dollari al barile.

7.53 – Euro in calo sul dollaro, avanza sullo yen

L’euro è in ribasso negli scambi con il dollaro ma guadagna posizioni nei confronti della divisa nipponica. La moneta unica passa di mano a 1,0860 dollari con un ribasso dello 0,14% e a quota 160,5 negli scambi con lo yen (+0,27%).

3.00 – Hong Kong apre a -0,64%, consolida minimi ultimi 14 mesi

La Borsa di Hong Kong apre la seduta in calo, sulle perdite di Wall Street e in attesa della ricca tornata di dati macroeconomici cinesi tra cui il Pil del quarto trimestre e dell’intero 2023: l’indice Hang Seng cede lo 0,64%, consolidandosi sotto i 16.000 punti, a quota 15.764,38, fino ad aggiornare i minimi degli ultimi 14 mesi. Il Composite di Shanghai perde nelle prime battute lo 0,31% a 2.885,16 punti, mentre quello di Shenzhen cede lo 0,54% scivolando a quota 1.733,61.

1.28 – Tokyo, apertura in rialzo (+0,65%)

La Borsa di Tokyo avvia le contrattazioni in aumento, trainata dalla progressiva debolezza dello yen, che dà slancio al comparto export, e malgrado la correzione degli indici azionari Usa. L’indice Nikkei avanza dello 0,65% a quota 35.850,18, mettendo a segno un guadagno di 231 punti. Sul mercato valutario la divisa nipponica si deprezza sul dollaro a un livello di 147,40 e sull’euro a 160,30.