Indici di Borsa e spread del 20 dicembre 2018

Indici di Borsa e spread del 20 dicembre 2018

20 Dicembre 2018 06.00
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Giornata in rosso per i mercati azionari europei dopo il rialzo dei tassi Usa deciso dalla Fed. La Borsa di Milano nella seduta del 20 dicembre ha aperto in negativo (-1,43%), nel corso degli scambi è peggiorata ulteriormente per chiudere a -1,93% a 18.576 punti. Fra i titoli più sotto pressione c'è Tim, che ha perso il 4,59% a 0,5202 euro. Male anche Unicredit, che ha perso il 5%, e Mediolanum, che ha ceduto il 4,6%. In calo anche i petroliferi, con Saipem che ha perso il 4,6% e Tenaris il 4,3%. Salite invece Recordati (+1,5%), Ferragamo (+1,1%), Diasorin (+0,78%), A2A (-0,7%) e Enel (+0,47%). Nuovo crollo di Carige (-11,7%). In sofferenza anche i listini europei: Madrid ha ceduto l'1,97% a 8.596 punti. Male anche Parigi (-1,78% a 4.692 punti), Francoforte (-1,44% a 10.611 punti) e Londra (-0,8% a 6.711 punti). Wall Street è crollata con il Dow Jones e il Nasdaq a -2,24% sulla scia dei timori per un nuovo shutdown del bilancio Usa, oltre che con il rialzo dei tassi Fed, mentre Twitter è affondata perdendo oltre il 12%, dopo che Amnesty international ha definito i suoi contenuti tossici per le donne.

SPREAD BTP-BUND INTORNO AI 250 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo a 250 punti base dai 253 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano al 2,73%. Nel corso della seduta il differenziale è sceso fino a 248 punti base, rivedendo i minimi da fine settembre.

BORSE ASIATICHE IN DIFFICOLTÀ

Borse in difficoltà in Asia e Pacifico dopo la delusione di Wall Street nella vigilia per il rialzo dei tassi della Fed. Tokyo ha lasciato sul campo il 2,89%, Sydney l'1,39% e Taiwan l'1,11%, mentre Shanghai (-0,52%) e Seul (-0,9%) si sono mosse con più cautela. Debole Hong Kong (-1,2%), ancora aperta insieme Mumbai (-0,44%). Negativi i future sull'Europa e su Wall Street in attesa della bilancia delle partite correnti dell'Ue, dell'inflazione italiana e di una serie di dati dal Regno Unito, che vanno dalle vendite al dettaglio al tasso bancario della Banca d'Inghilterra (Boe), previsto invariato allo 0,75%, che annuncia anche gli obiettivi sugli acquisti di titoli. Dagli Usa sono in arrivo invece l'indice Fed di Filadelfia sulla fiducia dei consumatori, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione e l'indice principale sul futuro dell'economia americana. Sotto pressione a Tokyo i tecnologici Tdk (-7,6%), Casio (-6,94%) e il bancario Nomura (-6,17%), sui minimi degli ultimi 24 mesi.

LA DIRETTA SUI MERCATI FINANZIARI

20.05 – NEW YORK CROLLA PER PAURA DELLO SHUTDOWN: DOW JONES A -2,23%

Wall Street affonda con il materializzarsi del rischio di uno shutdown americano. Il Dow Jones perde il 2,23% a 22.797,75 punti, il Nasdaq cede il 2,24% a 6.488,70 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,04% a 2.456,38 punti

18.03 – TWITTER AFFONDA A WALL STREET (-12,45%)

Twitter affonda a Wall Street. I titoli della societa' che cinguetta perdono il 12,45%. A pesare sono le parole di Citron Research che ha definito la piattaforma l''Harvey Weinstein dei social media' dopo che Amnesty International l'ha chiamata un 'luogo tossico per le donne'.

18.01 – TIM CROLLA IN BORSA E PERDE IL 4,6%

Scivolone di Tim in Piazza Affari: il titolo ha perso il 4,59% a 0,5202 euro. Ieri l'AgCom ha pubblicato le conclusioni sull'analisi coordinata di accesso alla rete fissa. Tra le decisioni, quella di sottoporre al mercato per 45 giorni il progetto volontario di scorporo della rete fissa. Il crollo in Borsa è avvenuto alla vigilia del cda che discuterà la richiesta di Vivendi di convocare un'assemblea per valutare la sostituzione di cinque componenti del board eletti con la lista Elliott.

17.54 – NEW YORK ACCENTUA LE PERDITE

Wall Street accentua le perdite con il riaprirsi della possibilita' di uno shutdown americano. Il Dow Jones per l'1,85% a 22.885,13 punti, il Nasdaq cede il 2,27% a 6.487,63 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,66% a 2.466,69 punti.

17.40 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN FORTE RIBASSO

Chiusura in forte perdita per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,93% a 18.576 punti

17.38 – WALL STREET PEGGIORA

Wall Street peggiora. Il Dow Jones perde l'1,13% a 23.055,76 punti, il Nasdaq cede l'1,40% a 6.544,16 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,00% a 2.481,84 punti.

16.45 – DOW JONES E NASDAQ INVARIATI

Wall Street procede debole. Il Dow Jones perde lo 0,35% a 23.429,47 punti, il Nasdaq e' invariato a 6.637,19 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,05% a 2.506,39 punti.

15.56 – LA BORSA DI MILANO PEGGIORA ANCORA

Le Borse europee restano pesanti dopo l'apertura in rosso di Wall Street che, per la seconda seduta consecutiva, paga la decisione della Fed di aumentare i tassi di interesse. Milano cede l'1,9%, dopo il balzo di ieri alla luce dell'accordo con l'Unione europea sulla manovra. Lo spread è a 251 punti, dopo aver aperto a 259 ed essere sceso in mattinata sotto i 250. Il listino peggiore è Madrid, che perde il 2,2%, mentre Francoforte è in calo dell'1,4% e Parigi è in ribasso dell'1,7%. Londra limita le perdite (-0,37%).

15.33 – WALL STREET APRE NEGATIVA

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,66% a 23.161,55 punti, il Nasdaq cede lo 0,51% a 6.604,38 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,49% a 2.494,53 punti.

14.24 – IL VECCHIO CONTINENTE PROSEGUE DEBOLE

Proseguono in calo le borse europee dopo il rialzo dei tassi Fed, che ha penalizzato nella mattinata i listini orientali a partire da Tokyo (-2,8%). Madrid e Parigi (-1,5%) sono le peggiori precedute da Milano (-1,4%), Francoforte (-0,9%) e Londra -0,15%), dopo dati sulle vendite al dettaglio migliori delle stime e a seguito del tasso bancario e degli obiettivi di acquisto titoli della Boe invariati. Resta intorno ai 250 punti lo spread tra Btp e Bund, mentre i futures su Wall Street sono positivi in attesa di un rialzo dell'indice Fed di Filadelfia sui consumi. Difficoltà per il settore petrolifero, con il greggio sotto quota 47 dollari al barile, a partire dagli ingegneristici Tgs (-3,99%), Subsea7 (-3,9%) e Saipem (-3%) in Piazza Affari. Giù anche i produttori Total (-1,78%) ed Eni (-1,61%), mentre in campo telefonico scivolano Tele2 (-3,82%) e Telecom (-3,85%), all'indomani della analisi sulla rete da parte dell'AgCom e alla vigilia del Cda sulla richiesta di Vivendi per una nuova assemblea.

12.47 – PIAZZA AFFARI RIDUCE IL CALO

Piazza Affari riduce il calo a fine mattinata (Ftse Mib -1%) in concomitanza con l'inversione di rotta dei futures Usa in vista di un rialzo dell'indice Fed di Filadelfia sulla fiducia dei consumatori. A Piazza Affari scivolano Saipem (-3%) e Tenaris (-3,55%) con il greggio in calo a 46,6 dollari al barile, che penalizza anche Eni (-1,61%). Riduce il calo Tim (-2,5%), insieme alle rivali europee, all'indomani delle decisioni dell'AgCom sulla rete fissa, mentre Mediaset perde il 2,47%. In campo bancario il calo dello spread sotto quota 250 agevola in parte Intesa (-1,6%) ma restano deboli Unicredit (-2,2%) insieme a Mediolanum (-3,23%), che ha chiuso il contenzioso con il Fisco i fondi gestiti in Irlanda. Giù anche Fca (-1,68%) e Ferrari (-1,69%), salgono invece Ovs (+11,9%), congelata anche al rialzo, dopo l'ingresso di Tip sopra il 3%. Bene Geox (+9,4%) e Astaldi (+4,24%) in attesa di novità sull'interesse manifestato da Salini Impregilo (+1,9%). Sotto pressione Carige (-5,88%), volatile dato il prezzo di 1,16 centesimi, dopo la corsa della vigilia (+30%).

11.14 – LO SPREAD SCENDE SOTTO I 250 PUNTI BASE

Lo spread Btp-bund scende sotto i 250 punti base (dai 253 fatti registrare nella chiusura del 19 dicembre), sui minimi da fine settembre.

10.53 – EUROPA GIÙ, MILANO LA PEGGIORE A -1,4%

Borse europee deboli sulla scia del calo della vigilia di Wall Street dopo il rialzo dei tassi Usa deciso dalla Fed, che ha penalizzato nella mattinata i listini orientali, con Tokyo in calo del 2,8%. Milano (-1,4%) è la peggiore insieme a Parigi (-1,38%), ma non fanno molto meglio Madrid (-1,15%), Francoforte (-1,08%) e Londra (-1%).

9.45 – TIM CROLLA DOPO L'ANALISI AGCOM SULLA RETE: -3,7%

Scivolone di Tim in Piazza Affari all'indomani delle conclusioni dell'AgCom sull'analisi coordinata di accesso alla rete fissa. Tra le decisioni, quella di sottoporre al mercato per 45 giorni il progetto volontario di scorporo della rete fissa. L'AgCom ha inoltre disposto una stabilità del prezzo dello Slu (Sub loop unbundling), un incremento graduale di quello dell'unbundling e del rame e una riduzione tendenziale dei prezzi di accesso alla fibra. Il titolo cede il 3,6% a 0,52 euro.

9.15 – LISTINI EUROPEI IN CALO IN AVVIO DI SEDUTA

Apertura in calo per le principali borse europee. Parigi cede l'1,42% a 4.709 punti, Francoforte l'1,35% a 10.621 punti e Londra lascia sul campo l'1,27% a 6.680 punti.

8.31 – ORO DEBOLE A 1.243 DOLLARI L'ONCIA: +0,1%

Oro debole sui mercati. Il metallo con consegna immediata scambiato a 1.243 dollari l'oncia (+0,1%). Gli investitori hanno guardato alle future mosse della Federal reserve Usa che ha rallentato il passo del rialzo dei tassi.

8.27 – GIÙ IL PREZZO DEL PETROLIO: -2% A 47,1 DOLLARI

È tornato in calo il prezzo del petrolio. Dopo la risalita del 19 dicembre da quota 46 dollari fino a lambire i 48 dollari, il Wti del Texas ha accusato un ribasso del 2% a 47,1 dollari al barile. Sceso anche il Brent a 56,32 dollari.

7.22 – TOKYO CHIUDE IN NETTO CALO: 2,84%

La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in netto calo, in scia alla correzione fatta segnare a Wall Street, dopo il quarto rialzo dei tassi annunciato ieri dalla Fed e le aspettative di almeno altri due aumenti del costo del denaro nel 2019. L'indice Nikkei ha perso il 2,84%, assestandosi ai minimi in 15 mesi, a quota 20.392,58, e lasciando sul terreno 595 punti. Sui mercati valutari lo yen si è rafforzato, trattando poco sopra a 112 sul dollaro, e sull'euro a 127,60.

1.18 – APERTURA IN ROSSO PER LA BORSA GIAPPONSE

La Borsa di Tokyo ha iniziato gli scambi in negativo, in scia alla fase di correzione in atto a Wall Street che ha visto gli indici azionari Usa ai minimi del 2018, mentre si delineavano almeno altri due rialzi del costo del denaro da parte della Federal reserve nel 2019 dopo quello deciso il 19 dicembre. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,89%, a quota 20.800,67, con una perdita di 187 punti. Sui mercati valutari lo yen trattava a 112,40 e sull'euro poco sopra 128.

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