Indici di Borsa e spread del 22 gennaio 2019

Indici di Borsa e spread del 22 gennaio 2019

22 Gennaio 2019 07.17
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Dopo le stime del Fmi e inizio settimana all'insegna del ribasso, nella giornata del 22 gennaio la Borsa di Milano ha avviato gli scambi in calo (-0,59%) per poi peggiorare ulteriormente nel pomeriggio e chiudere a -1,03% a 19.437 punti. A Piazza Affari è sempre sotto pressione Tim (che ha chiuso a -6,24%) sull'onda lunga dei preliminari di giovedì scorso, con la bocciatura dell'Agcom allo scorporo interno della rete e le frizioni tra i soci Vivendi ed Elliott. Sempre sotto la lente i bancari con Banco Bpm che perde il 2,69% e, a seguire, Unicredit (-2,14%) e Ubi (-1,97%). Mentre Mps registra un calo dello 0,7%. Quest'ultima ha dato mandato ad un pool di banche per un covered bond. Fuori dal paniere principale vendite su Astaldi (-6,7%) in attesa delle offerte di Salini Impregilo che cede il 6,24% e Ihi. Tra i pochi titoli in positivo Unipol (+0,15%), Atlantia (+0,35%) e Juventus (+0,74%). Deboli anche le altre piazze europee: Parigi -0,42%, Francoforte -0,41%, e Londra -0,99%. Wall Street ha perto in calo: Dow Jones -0,9% Nasdaq -1,23%.

SPREAD BTP BUND INVARIATO

Lo spread tra Btp decennali e analoghi bund tedeschi ha chiuso a 250 punti base, dopo aver aperto a quota 251,6 punti (il differenziale Btp-Bund aveva chiuso lunedì a quota 250 punti). Il rendimento dei titoli italiani è intorno al 2,73%.

LISTINI ASIATICI IN ROSSO

La Borsa di Tokyo termina le contrattazioni in negativo, sulle aspettative di un ridimensionamento della crescita dell'economia globale, come indicato dal Fondo monetario internazionale, mentre il mercato attende maggiori indicazioni dai negoziati per la Brexit e le trattative sul commercio tra Cina e Usa. Indici in rosso anche per le principali borse di Asia e Pacifico, prive del sostegno di Wall Street, chiusa nella vigilia, e dopo il taglio delle stime sulla crescita globale del Fmi. Le Borse cinesi chiudono la seduta in netto calo, all'indomani del taglio delle stime sulla crescita globale del Fmi, alla vigilia del vertice di Davos: l'indice Composite di Shanghai cede l'1,18% e si attesta a 2.579,70 punti, mentre quello di Shenzhen perde l'1,17%, a quota 1.314,58.

LE QUOTAZIONI DI BORSA E SPREAD IN DIRETTA

17.58 – TUTTA EUROPA IN FLESSIONE

Seduta in flessione per le Borse europee. Parigi perde lo 0,42% con il Cac 40 a 4.847 punti. Francoforte chiude a -0,41% con il Dax a 11.090 punti. Londra cede lo 0,99% a 6.901 punti.

17.44 – MILANO CHIUDE IN RIBASSO A -1,03%

Piazza Affari chiude in calo. Il Ftse Mib lascia sul terreno l'1,03% a 19.437 punti

16.22 – WALL STREET PEGGIORA, DJ SCENTE A -0,9%

Wall Street peggiora, con il Dow Jones che perde lo 0,9% a 24.487,0 punti, il Nasdaq che segna -1,23% a 7.071,2 punti e lo S&P 500 -0,93% a 2.645,9 punti.

16.06 – L'EUROPA CONFERMA LA FLESSIONE

Confermano il calo le Borse europee dopo l'apertura in negativo di Wall Street con le vendite che premono sui finanziari e i titoli legati all'informatica. A frenare il listino sono i timori sull'esito delle trattative tra Usa e Cina sui dazi e l'allarme sulla crescita mondiale lanciato dal Fondo monetario. L'indice d'area Euro Stoxx lascia sul terreno quasi mezzo punto così come Parigi e Francoforte. Più pesanti Londra (-0,73%) e Milano (Ftse Mib -0,98%),

15.41 – APERTURA WALL STREET IN RIBASSO

Wall Street apre in calo con il Dow Jones che cede lo 0,7% a 24.535,07 punti e il Nasdaq che perde lo 0,67% a 7.108,0 punti.

14.34 – LA BORSA DI MILANO RIDUCE IL CALO

Piazza Affari riduce il calo (Ftse Mib -0,7%) in vista dell'avvio di Wall Street i cui futures sono peraltro in rosso. A Piazza Affari scivola su nuovi minimi Tim (-5%), congelata anche al ribasso, sull'onda lunga dei preliminari di giovedì scorso, con la bocciatura dell'Agcom allo scorporo interno della rete e le frizioni tra i soci Vivendi ed Elliott. Vivaci gli scambi per quasi 250 milioni di pezzi. In sofferenza i bancari: Banco Bpm (-2,8%), Unicredit (-2,6%) e Ubi (-2,4%) nonostante il calo dello spread a 249 punti, più caute invece Mps (-1,85% ) e Intesa Sanpaolo (-1,2%). Stabile la Juventus (-2,16%), pesante Astaldi (-5,54%), mentre Salini Impregilo (-1,4%) appare più cauta.

14.16 – ASTALDI CROLLA IN BORSA (-5,9%)

Andamento negativo in Borsa per Astaldi, il gruppo delle costruzioni romano finito in concordato preventivo che deve presentare il piano concordatario definitivo entro il 14 febbraio. Il titolo del gruppo perde 5,9% a 0,56 euro, mentre anche il principale dei suoi pretendenti, l'italiana Salini Impregilo, cede (-1,69% a 1,68 euro). Per la fine del mese è attesa la presentazione della proposta definitiva di Salini, che assieme alla giapponese Ihi ha manifestato interesse per Astaldi. Salini ha sempre ribadito di essere interessata al ramo delle costruzioni di Astaldi e che l'offerta mirerà ad un'integrazione di tipo industriale, nella prospettiva di miglioramento del rating e della compatibilità finanziaria, non essendo disposta a far fronte a un debito che anche dopo la fase concordataria complessivamente supererà comunque il miliardo. Indiscrezioni hanno più volte ventilato il coinvolgimento nella operazione della Cassa Depositi e Prestiti, ma fonti interne a Cdp hanno però ribadito che al momento sul tavolo non c'è nulla.

13.48 – VECCHIO CONTINENTE ANCORA IN CALO

Prosegue il calo delle principali borse europee nel primo giorno del vertice di Davos, con i futures Usa che si confermano deboli all'indomani del lungo fine settimana del Martin Luther King Day. L'allarme sulla crescita mondiale lanciato ieri dal Fmi e i timori per un fiasco delle trattative tra Usa e Cina sui dazi frenano i listini già deboli nella mattinata in Asia. Milano (-1%) è ultima e fa peggio di Londra e Parigi (-0,5% entrambe), Francoforte e Zurigo, tutt'e due in calo dello 0,4% circa. Stabile sotto 250 punti lo spread tra Btp e Bund, debole invece l'euro a 1,136 dollari. Giù il petrolio Wti del Texas a 52,83 dollari al barile, mentre l'oro non lascia quota 1.283 dollari l'oncia. A Piazza Affari le vendite si concentrano sui bancari Ubs (-3,5%) dopo i conti, Banco Bpm (-2,65%), Unicredit (-2,24%), Sabadell (-2,35%), Bankia (-2,31%) e Bnp (-2,25%). Sotto pressione Tim (-5,2%), su nuovi minimi tra scambi fiume per quasi 230 milioni di pezzi, giù gli automobilistici Porsche (-1,95%) ed Fca (-1,27%). Male anche Astaldi (-5,9).

12.43 – LA BORSA DI MILANO PEGGIORA

Piazza Affari amplia il calo (Ftse Mib -0,8%), nonostante il calo dello spread a 249,6 punti. Scivola su nuovi minimi Tim (-7%), insieme alle risparmio (-5%), dopo un congelamento al ribasso, sull'onda lunga dei preliminari di giovedì scorso, con la bocciatura dell'Agcom allo scorporo interno della rete e le frizioni tra i soci Vivendi ed Elliott. Sotto pressione i bancari Banco Bpm (-2,8%), Unicredit (-2,26%), Ubi (-2,31%) ed Mps (-1,85%), più cauta invece Intesa Sanpaolo (-1,4%). Cede Saipem (-1,59%) mentre si assesta Italgas (-0,5%), a differenza di Fca (-1,42%), mentre Ferrari (-0,64%) ed Exor (-0,87%) contengono il calo al di sotto dell'1%. Segno meno anche per Italgas (-1,41%) e Saipem (-0,86%), mentre salgono Juventus (+0,88%) e, seppure in modo frazionale, Diasorin (+0,56%), Prysmian (-0,3%) e Brembo (+0,25%). In rialzo Amplifon (+0,3%), Terna (+0,49%), Atlantia (+0,5%) e, tra i minori, Bialetti (+10%). Scivolano Astaldi (-3,19%) e Salini Impregilo (-1,8%).

12.38 – TIM RIAMMESSA AGLI SCAMBI

Tim è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari dopo un congelamento per eccesso di ribasso e segna un calo del 7,74% a 0,44 euro. Sotto pressione anche le Tim risparmio, in calo del 5,13% a 0,39 euro. La borsa continua a punire i preliminari diffusi giovedì scorso, mentre la bocciatura dell'AgCom al progetto di scorporo interno della rete fa temere un'accelerazione nel processo di separazione tra l'operatore e l'infrastruttura. Non aiutano poi le continue frizioni tra i due soci: Vivendi, che aveva spinto il progetto bocciato dall'authority ed Elliott, favorevole invece alla separazione delle due attività.

12.24 – SOSPENSIONE DEL TITOLO TIM IN BORSA

Non si arresta lo scivolone di Tim in Piazza Affari, dove il titolo cede oltre il 5% a 0,45 euro, toccando un nuovo minimo storico e va in asta di volatilità. Stessa parabola per le azioni di risparmio, anch'esse sui minimi di sempre, che lasciano sul campo il 4,36% a 0,39 euro. Un andamento che sconta, i risultati preliminari diffusi la scorsa settimana con le prospettive per il 2019, la recente bocciatura dell'Agcom del progetto di scorporo interno della rete, mentre continuano gli attriti tra gli azionisti Vivendi ed Elliott.

11.00 – TIM SOTTO PRESSIONE

Corregge i minimi in Piazza Affari Tim (-3,2% a 0,46 euro), che riduce la capitalizzazione di mercato a 9,4 miliardi di euro. Male anche le risparmio (-2,71% a 0,4 euro). Il titolo soffre da alcuni giorni a seguito della diffusione dei dati preliminari, avvenuta giovedì scorso a Borsa chiusa, con un margine operativo lordo consolidato di 8,1 miliardi di euro, superiore al dato del 2017 ma nella parte bassa della forchetta delle stime degli analisti. Non aiutano poi le prospettive indicate dall'azienda per il 2019. Su Tim pesa inoltra la bocciatura da parte dell'Agcom del progetto presentato dall'ex amministratore delegato Amos Genish sullo scorporo interno della rete oltre che le dispute tra i due principali azionisti, Vivendi e il fondo Elliott.

10.12 – MERCATI EUROPEI IN CALO

Borse europee in calo con i futures Usa nel primo giorno del vertice di Davos, contrassegnato dall'allarme sulla crescita mondiale lanciato nella vigilia dal Fmi. Gli investitori guardano poi alle trattative tra Usa e Cina sui dazi, con la consapevolezza che, come indicato dal ministro dell'Economia di Singapore Heng Swee Keat, un eventuale fallimento darebbe "grandissimi problemi". In calo, dopo un avvio in rialzo, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si riporta sotto quota 250 punti, mentre l'euro si mantiene debole a quota 1,135 dollari. In calo il petrolio a 53,33 dollari al barile per il Wti del Texas mentre l'oro si porta oltre 1.284 dollari l'oncia (+0,66%). Milano (Ftse Mib -0,3%) è in coda dietro a Parigi e Francoforte (-0,24% entrambe), Madrid (-0,17%) e Londra (-0,16%). Le vendite si concentrano sui bancari Commerzbank (-2,33%), Bnp (-1,9%), Sabadell (-1,87%) e SocGen (-1,49%). A Piazza Affari giù banco Bpm (-1,75%), Unicredit (-1,52%), Intesa (-1,2%). Tim (-7%) su nuovi minimi.

09.37 – PIAZZA AFFARI PROSEGUE DEBOLE

Piazza Affari si conferma debole nella prima mezz'ora di scambi (Ftse Mib -0,52%). penalizzati i bancari Banco Bpm (-1,5%), Unicredit (-1,37%), Intesa Sanpaolo (-1%) e Ubi (-0,9%), mentre Mps (-0,04%) appare poco variata. Nuovo calo per Tim (-2,19% a 0,46 euro) che dopo il tonfo delle due sedute precedenti segna il minimo storico. Segno meno anche per Italgas (-1,41%) e Saipem (-0,86%), mentre salgono Juventus (+0,88%) e, seppure in modo frazionale, Diasorin (+0,56%), Prysmian (-0,3%) e Brembo (+0,25%). Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Giglio (+16%) e Isagro (+13%), mentre segnano il passo Cia (-5,83%), Trevi (-4,29%) e Banca Ifis (-2,39%). Poco mossa Astaldi (-0,5%), pesante Salini Impregilo (-1,87%).

09.15 – EUROPA IN ROSSO

Avvio di seduta negativo per le principali Borse europee. Parigi segna un calo dello 0,55% a 4.841 punti, Francoforte cede lo 0,53% a 11.076 punti e Londra lascia sul campo lo 0,49% a 6.936 punti.

09.12 – LO SPREAD IN RIALZO A 252 PUNTI

Male anche lo spread, che ha aperto in rialzo a 252 punti. Il differenziale Btp-Bund aveva chiuso lunedì a quota 250 punti.

09.01 – APERTURA BORSA DI MILANO IN CALO

Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib segna un calo dello 0,59% a 19.523 punti.

08.40 – ASIA IN ROSSO DOPO IL FMI

Indici in rosso per le principali Borse di Asia e Pacifico, prive del sostegno di Wall Street, chiusa nella vigilia, e dopo il taglio delle stime sulla crescita globale del Fondo Monetario Internazionale alla vigilia del vertice di Davos. Tokyo ha ceduto lo 0,47%, Shanghai l'1,18%, Seul lo 0,32% e Sidney lo 0,54%. Stabile Taiwan (+0,05%), negative Hong Kong (-0,97%) e Mumbai (-0,64%), ancora in fase di contrattazioni. In calo i futures sull'Europa e su Wall Street, in attesa di dati macro dal Regno Unito, degli indici Zew tedeschi ed europeo sulla fiducia economica, mentre da Oltreoceano sono previste le vendite di case esistenti. Gli investitori attendono novità sul fronte della trattativa tra Usa e Cina sui dazi, mentre a margine del forum di Davos il ministro dell'Economia di Singapore Heng Swee Keat ha avvertito che un fallimento della trattativa tra Usa e Cina porterebbe "grandissimi problemi". Segno meno a Tokyo per Panasonic (-2,65%) e Sony (-1,55%), penalizzate dal rialzo dello yen sul dollaro.

08.20 – TOKYO CHIUDE IN NEGATIVO

La Borsa di Tokyo termina le contrattazioni in negativo, sulle aspettative di un ridimensionamento della crescita dell'economia globale, come indicato dal Fondo monetario internazionale, mentre il mercato attende maggiori indicazioni dai negoziati per la Brexit e le trattative sul commercio tra Cina e Usa. Il Nikkei cede lo 0,47% a quota 20.622,91, con una perdita di 96 punti. Sul fronte dei cambi lo yen è invariato sul dollaro a 109,40, e a 124,62 sull'euro.

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