I valori di Borsa italiana e spread oggi 27 novembre 2023

Redazione
27/11/2023

A metà seduta le Borse europee restano fiacche. Milano, dopo un lieve rialzo, ha chiuso in calo dello 0,31%. Male Francoforte (-0,39%), Parigi e Londra (-0,37%). Spread tra Btp e Bund a 174 punti.

I valori di Borsa italiana e spread oggi 27 novembre 2023

A metà seduta le Borse europee restano fiacche. Milano, dopo un lieve rialzo, ha chiuso in calo dello 0,31%. Male Francoforte (-0,39%), Parigi e Londra (-0,37%). In calo lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco risale a quota 174. Il rendimento del Btp al 4,29%.

Le quotazioni delle Borse e l’andamento dello spread in tempo reale

18.00 – Lo spread chiude a 174 punti

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso a 174 punti base, con un -0,06% rispetto al valore d’apertura. Il rendimento del decennale italiano al 4,29%.

17.53 – Borse europee in calo

Le Borse europee chiudono in calo con gli investitori con i timori di un ulteriore rallentamento dell’economia globale, dopo i dati negativi dei profitti industriali in Cina. In flessione i titoli di Stato, con gli analisti pronti a scommettere su ulteriori pause delle banche centrali sul versante della politica monetaria. In calo Francoforte (-0,39%), Parigi e Londra (-0,37%).

17.40 – Chiusura in calo per Milano

La Borsa di Milano chiude in calo. L’ultimo indice Ftse Mib cede lo 0,31% a 29.342 punti.

15.51 – Avvio debole per Wall Street, ma Milano gira in rialzo

Le Borse europee proseguono fiacche dopo l’avvio debole di Wall Street. L’attenzione degli investitori si concentra sull’andamento della crescita economica globale, dopo il calo dei profitti industriali della Cina. In flessione anche i titoli di Stato mentre la presidente della Bce, Christine Lagarde, sostiene che l’inflazione potrebbe leggermente risalire. Poco mosso l’indice stoxx 600 (-0,08%). Seduta debole per Londra e Madrid (-0,2%), Parigi (-0,1%) mentre Milano gira in rialzo e guadagna lo 0,1%. I listini sono appesantiti dalle auto (-0,4%). Vendite anche sulle banche (-0,3%) e sulle assicurazioni (-0,1%). Poco mossa l’energia (+0,05%), con il prezzo del petrolio in lieve calo. Il Wti scende dello 0,3% a 75,3 dollari al barile e il Brent si attesta a 80,3 dollari (-0,3%). In luce le Ttlc (+0,4%) ed il settore immobiliare (+0,8%). Acquisti sulle utility (+0,6%), con il prezzo del gas in calo. Ad Amsterdam le quotazioni cedono il 4,3% a 44 euro al megawattora, dopo aver toccato un minimo di giornata a 43 euro. Sul fronte valutario l’euro scende a quota 1,0933 sul dollaro mentre tra i metalli, l’oro resta sopra i 2.000 dollari l’oncia (2.011 dollari). A Piazza Affari in luce Amplifon (+2,4%) e Tim (+2,3%). Bene anche le utility con A2a (+1,8%) e Hera (+1,6%), Erg (+1%) e Enel (+0,7%). Scivola Leonardo (-2,9%). Male anche Unicredit (-0,9%), nel giorno in cui esce dalla lista delle 29 banche sistemiche a livello globale stilata dal Financial Stability Board assieme al comitato di Basilea. Male anche Prysmian (-0,7%) e Stm (-0,6%). Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 174 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,29 per cento.

13.49 – Fiacche le Borse europee

Le Borse europee arrivano a metà seduta fiacche, con gli indici dei principali listini in calo frazionale. Milano cede lo 0,2%, in linea con Londra (-0,2%), Francoforte (-0,1%) e Parigi (-0,01%) e altrettanto fanno i future sui principali indici di Wall Street. A pesare sull’umore dei listini, reduci da forti rialzi nelle ultime settimane, è stata la frenata dei profitti industriali in Cina mentre il calo del greggio (-1,1%), con il Brent scivolato sotto gli 80 dollari al barile e il Wti sotto i 75 dollari, pesa sul comparto dei petroliferi (-0,6% l’indice Stoxx di settore). Gli investitori aspettano anche di ascoltare l’audizione della presidente della Bce Christine Lagarde davanti alla commissione Affari economici del Parlamento Ue.

A Milano scivola Leonardo (-2,9%) e faticano Stellantis (-1%), Unicredit (-0,9%), Saipem (-0,8%), Prysmian (-0,7%), Interpump (-0,6%) e Poste (-0,6%). Incerta Mps (-0,3%), che dovrà aspettare l’11 dicembre per conoscere la sentenza d’appello di Milano sui derivati, causa l’indisposizione di uno dei giudici del collegio. Corrono invece Amplifon (+2,3%), Tim (+1,9%) e le utility A2A (+1,7%), Erg (+1,6%) ed Hera (+1,5%) davanti a Inwit (+1%) e Pirelli (+1%). Sul fronte energetico si accentuano le vendite sul gas (-5,2% a 44,23 euro al megawattora) mentre l’oro avanza dello 0,9% a 2.012 ritoccando i massimi da maggio, in scia alla debolezza del dollaro, in calo dello 0,1% a 1,095 sul dollaro.

10.31 – L’Europa aspetta incerta Lagarde, Milano maglia nera

Borse europee senza una direzione in avvio di settimana, con i listini che ondeggiano attorno alla parità in attesa di ascoltare, nel pomeriggio, l’audizione della presidente della Bce, Christine Lagarde, alla commissione Affari economici del Parlamento europeo. Londra e Francoforte cedono lo 0,1%, Parigi è invariata, Madrid avanza dello 0,3% mentre Milano, in calo dello 0,5%, indossa la maglia nera. I listini, reduci dai forti rialzi delle ultime sedute, scontano i dati sui profitti industriali in Cina, in frenata ad ottobre, e restano in attesa, per aggiornare le loro previsioni sui tassi e sulla dinamica dell’economia, dell’inflazione Ue e degli indici pmi globali, in agenda nella seconda metà della settimana. A Piazza Affari soffrono Leonardo (-1,2%), Stellantis (-1,1%), Cnh (-1,1%), Saipem (-0,9%), Terna (-0,8%) e Unicredit (-0,8%), tra le banche esposte al gruppo immobiliare in crisi, Signa.

9.42 – Milano giù con Saipem, Cnh e Stellantis, scatta Mps

Avvio debole per Piazza Affari, in linea con le altre Borse europee, che tirano il freno dopo i rialzi delle ultime sedute e aspettano di ascoltare il discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, al Parlamento europeo. Il Ftse Mib cede lo 0,27% appesantito da Saipem (-1%), Cnh (-0,9%), Stellantis (-0,9%) e Unicredit (-0,8%), tra le banche esposte verso il colosso immobiliare tedesco in crisi Signa. Fiacche anche Eni (-0,6%) e Tenaris (-0,5%), in scia al calo del petrolio, Generali (-0,3%) e Banca Generali (-0,4%). Scatta Mps (+2,3%), in attesa della sentenza di appello sui derivati che potrebbe liberare accantonamenti per i rischi legali, in controtendenza anche Tim (+0,8%), Banco Bpm (+0,7%), Interpump (+0,7%) e Bper (+0,6%). Fuori dal ftse Mib non fa prezzo Italian Design Brands, che segna un riialzo teorico di oltre il 15%.

9.10 – L’Europa fiacca in avvio, Londra -0,35%

Avvio debole per le principali Borse europee in attesa del discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, al parlamento Ue. L’indice Cac 40 di Parigi ha aperto invariato, il Ftse 100 di Londra cede lo 0,35% e il Dax di Francoforte è in calo dello 0,14%.

9.10 – Milano apre poco mossa (-0,01%)

Avvio poco mosso per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in calo dello 0,01%, a 29.429 punti.

8.45 – Lo spread Btp-Bund apre in calo a 173 punti base

Avvio in calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco si riduce di poco più di un punto base, a quota 173. Il rendimento del Btp è in calo di due punti base al 4,366%.

8.23 – Il gas apre ad Amsterdam in calo del 2,3%

Avvio in calo per il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam. I future Ttf cedono il 2,3% a 45,59 euro al megawattora.

8.20 – l’Asia in calo con i dati sull’industria cinese

Avvio di settimana in rosso per le Borse asiatiche, frenate dalle preoccupazioni per l’economia cinese. L’andamento dei profitti delle società industriali, la cui crescita ha rallentato ad ottobre al 2,7%, ha stoppato l’ottimismo che aveva alimentato il rally dei listini azionari la scorsa settimana, pesando anche sui future a Wall Street e in Europa, tutti in calo. Tokyo ha perso lo 0,5%, Sydney lo 0,7%, Seul lo 0,04% mentre Hong Kong e Shanghai cedono lo 0,3% e Shenzhen lo 0,4%. Oggi gli occhi degli investitori sono puntati sul discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, al Parlamento europeo, mentre in settimana si guarderà alla fiducia dei consumatori americani, all’inflazione nell’eurozona e agli indici pmi manifatturieri. Sul fronte delle materie prime l’oro si porta sui massimi da metà maggio (+0,7%, a 2.010 dollari l’oncia), in scia alla debolezza del dollaro e alle scommesse sulla fine dei rialzi dei tassi da parte della Fed mentre la tregua in Medio Oriente frena il petrolio (-0,6%): in attesa della riunione dell’Opec+ di giovedì il Wti tratta a 75,1 dollari al barile e il Brent a 80,1 dollari.

8.19 – Prezzo oro in rialzo a 2011,02 dollari

Prezzo dell’oro in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata è scambiato a 2.011,02 dollari l’oncia con un aumento dello 0,51%.

8.02 – Euro poco mosso, scambiato a 1,0949 dollari

1.19 – Tokyo, apertura in rialzo (+0,29%)

La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana in leggero rialzo, sostenuta della debolezza dello yen, e in attesa delle nuove indicazioni macroeconomiche questa settimana, con l’inflazione in Giappone e l’attività manifatturiera in Cina. In apertura l’indice di riferimento Nikkei tratta vicino ai massimi in 33 anni, con un progresso dello 0,29% a quota 33.721,57, aggiungendo 96 punti. Sul mercato valutario la divisa nipponica riavvia la fase di debolezza sul dollaro a 149,50, e sull’euro a 163,50.