Le quotazioni di Borsa italiana e spread oggi 30 gennaio 2024

Redazione
30/01/2024

Giornata positiva per le Borse europee. Milano ha chiuso in forte crescita a +1,29%. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 152 punti.

Le quotazioni di Borsa italiana e spread oggi 30 gennaio 2024

Giornata positiva per le Borse europee. Milano ha chiuso in forte crescita a +1,29%. Madrid la migliore a +1,5%. Male, invece, quelle asiatiche, soprattutto quelle cinesi che scontano i timori provocati dalla vicenda Evergrande. Shanghai ha chiuso a -1,83%, Shenzhen a -2,70%, Hong Kong a -2,32%. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 152 punti.

Le quotazioni delle Borse e l’andamento dello spread in tempo reale

18.07 – Lo spread ha chiuso a 152 punti

Spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni in leggero aumento: il differenziale ha concluso la seduta a 152 punti base, contro i 149 dell’avvio di giornata. Il rendimento del prodotto del Tesoro è al 3,78%.

17.48 – Europa positiva in chiusura

Mercati azionari del Vecchio continente in rialzo: la Borsa migliore della giornata è stata quella di Madrid, spinta dal Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (+6% dopo i conti), che è salita dell’1,5% finale. Seguono Londra e Parigi in crescita entrambe dello 0,4%, con Francoforte in aumento dello 0,2% e Amsterdam dello 0,1%.

17.37 – Milano chiude positiva a +1,29%

Seduta ampiamente positiva per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dell’1,29% a 30.623 punti.

15.46 – Milano e l’Europa in crescita, spread a 152 punti

Mercati azionari del Vecchio continente tutti in rialzo dopo l’avvio di Wall Street: Francoforte e Amsterdam crescono di un timido 0,2%, con Parigi in crescita dello 0,4% e Londra di mezzo punto percentuale. Bene Milano (+0,9%) e soprattutto Madrid, che sale dell’1,2%: entrambi i listini sono spinti dalla banche dopo i conti del Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Bbva) il cui titolo corre del 4%. In leggero rialzo lo spread Btp-Bund sui 152 punti base, in aumento del 2% a 28,7 euro al Megawattora il gas. Calmo il petrolio sui 77 dollari al barile. In questo contesto in Piazza Affari nel paniere a elevata capitalizzazione spicca lo scivolone del 12% a 1,33 euro di Saipem dopo l’incidente senza feriti della nave posatubi Castorone al largo delle acque australiane. Debole anche Tenaris (-2,7%) mentre Pirelli perde due punti percentuali e Tim l’1,5%. Nel settore industriale spicca Stellantis che cresce del 2,8% a 20 euro, mentre nel credito, in scia alla spagnola Bbva, Banco Bpm sale del 2,7%, Intesa del 2,7%, Mps del 2,5% e Bper del 2,3%.

15.35 – Wall Street apre in calo

Wall Street apre in calo. Il Dow Jones perde lo 0,07% a 38.314,67 punti, il Nasdaq cede lo 0,18% a 15.600,70 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,06% a 4.926,70 punti.

15.17 – In calo il prezzo del petrolio

Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,56% a 76,36 dollari al barile.

13.27 – Vola Rai Way (+3,2%)

Strappo di Rai Way a Piazza Affari, con il titolo della società che possiede le torri di trasmissione della Rai che avanza del 3,2% a 5,06 euro dopo che Bloomberg ha riferito dell’ingresso nell’azionariato, come socio di minoranza, di Clearway Capital. Obiettivo del fondo attivista, che ritiene Rai Way sottovalutata, sarebbe quello di spingere a una fusione con Ei Towers in modo da consentire alla controllata della Rai di vedersi riconoscere appieno il suo valore sul mercato.

12.48 – Hong Kong chiude in calo del 2,32%

La Borsa di Hong Kong cede terreno all’indomani della liquidazione di Evergrande: l’indice Hang Seng, con gli investitori attenti agli impatti della decisione sul settore immobiliare e sul comparto finanziario, cede il 2,32% e scivola a 15.703,45 punti. Le Borse cinesi bruciano tutti i guadagni della scorsa settimana e chiudono ai minimi intraday all’indomani della liquidazione disposta dall’Alta corte di Hong Kong ai danni di Evergrande, sull’incapacità del gruppo immobiliare di Shenzhen di concordare una ristrutturazione dei suoi 330 miliardi di dollari di debito: l’indice Composite di Shanghai cede l’1,83%, a 2.830,53 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 2,70%, a quota 1.593,12. I listini scontano i timori di effetto domino del crack Evergrande su altri operatori immobiliari e, soprattutto, di un contagio al settore finanziario e al nebuloso comparto delle “banche ombra”.

10.59 – Borse europee in crescita dopo i dati sul Pil

Borse europee positive dopo i dati sulla crescita del Pil di alcune delle principali economie. Elementi utili per le prossime valutazioni della Bce sul fronte del taglio dei tassi. Poco mossi, intanto, i rendimenti dei titoli di Stato, con gli investitori che guardano alle prossime mosse della Fed. Sotto i riflettori anche l’impatto delle tensioni geopolitiche, in particolare nel Medio Oriente. Sul fronte valutario l’euro scende a 1,0826 sul dollaro. L’indice d’area stoxx 600 guadagna lo 0,3%. In crescita Madrid (+0,7%), Londra (+0,5%) e Parigi (+0,2%). Poco mossa Francoforte (+0,07%), con il Pil della Germania in calo dello 0,3% nel 2023. I principali listini sono sostenuti dal comparto informatico (+0,6%), in scia con l’andamento della vigilia di Wall Street. In luce i finanziari (+0,5%) che guardano a maggiori ricavi nell’ambito di un contesto con tassi d’interesse molto alti. Salgono le banche (+0,6%), dopo i conti della spagnola Bbva (+3,5%) che ha chiuso il 2023 con l’utile oltre 8 miliardi di euro. Avanza l’energia (+0,3%), con il petrolio in rialzo. Il Wti sale dello 0,4% a 77,1 dollari al barile e il Brent dello 0,3% a 82,7 dollari. Positive le utility (+0,2%), con il prezzo del gas che aumenta dello 0,2% a 28,1 euro al megawattora. Poco mosse le auto (-0,01%), con Volkswagen che cede lo 0,5% con i dubbi sull’ipo PowerCo mentre è piatta Renault (+0,06%) che ha rinviato la quotazione di Ampere.

9.27 – Milano a +0,1%

La Borsa di Milano (+0,1%) lima il rialzo iniziale appesantita dal comparto del lusso. In luce le banche in vista delle trimestrali con i risultati del 2023. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 150 punti, con il rendimento del decennale italiano che sale al 3,72%. A Piazza Affari mostra i muscoli Iveco (+1,1%). Tra gli istituti di credito avanzano Mediobanca (+1%), Banco Bpm (+0,8%), Intesa (+0,7%), Mps e Bper (+0,6%), Unicredit (+0,3%). Debole Generali (-0,3%), nel giorno dell’Investor day e con l’annuncio di un riacquisto di azioni per 500 milioni di euro. In flessione anche Unipol (-0,1%). In fondo al listino Moncler (-0,9%) e Cucinelli (-0,6%), con gli analisti che vedono segnali di debolezza del settore del lusso a livello internazionale. Male anche Campari (-0,6%). Debole l’energia dove Tenaris e Erg cedono lo 0,6%, Eni (-0,4%) e Enel (-0,3%).

9.10 – L’Europa apre positiva

Le Borse europee avviano la seduta in terreno positivo. Tra gli investitori c’è un cauto ottimismo dopo i dati sulla crescita economica e nonostante le difficoltà dei mercati asiatici che risentono delle vicende di Evergrande. Resta centrale il tema del taglio dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali, in particolare della Fed. Apertura in rialzo per Francoforte (+0,29%), Parigi (+0,26%) e Londra (+0,24%).

9.04 – Milano apre in rialzo dello 0,45%

La Borsa di Milano apre in rialzo. Il primo indice Ftse Mib guadagna lo 0,45% a 30.370 punti.

8.21 – Shanghai -1,83%, Shenzhen -2,70%

Le Borse cinesi bruciano tutti i guadagni della scorsa settimana e chiudono ai minimi intraday all’indomani della liquidazione disposta dall’Alta corte di Hong Kong ai danni di Evergrande, sull’incapacità del gruppo immobiliare di Shenzhen di concordare una ristrutturazione dei suoi 330 miliardi di dollari di debito. L’indice Composite di Shanghai cede l’1,83%, a 2.830,53 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 2,70%, a quota 1.593,12. I listini scontano i timori di effetto domino del crack Evergrande su altri operatori immobiliari e, soprattutto, di un contagio al settore finanziario e al nebuloso comparto delle ‘banche ombra’.

7.58 – L’Asia chiude in calo con la Cina: pesa Evergrande

Le Borse asiatiche chiudono in calo, appesantite dai listini cinesi che scontano i timori provocati dalla vicenda Evergrande e da una crescita economica che stenta a ripartire. Sotto i riflettori resta il tema del taglio dei tassi d’interesse, in vista delle nuove indicazione della Federal Reserve. Positiva Tokyo (+0,11%). Sul mercato valutario lo yen torna a rafforzarsi sul dollaro, a un valore di 147,20, e sull’euro a 159,50. A contrattazioni ancora in corso in netta flessione Hong Kong (-1,7%), Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-2,1%), Seul (-0,1%) e Mumbai (-0,3%). Sul versante macroeconomico in arrivo il Pil dell’Eurozona, Germania, Francia, Italia e Spagna. Previsti anche l’indice dei prezzi alla produzione dell’Italia, la fiducia dei consumatori dell’Eurozona, i consumi in Francia e l’inflazione in Spagna. Dagli Stati Uniti attesi i prezzi delle abitazioni, la fiducia dei consumatori e le variazioni settimanali delle scorte di petrolio.