Indici di Borsa e spread del 31 gennaio 2019

Indici di Borsa e spread del 31 gennaio 2019

31 Gennaio 2019 06.00
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Giornata di sofferenza per la Borsa di Milano, trascinata al ribasso dai dati Istat sul Pil che indicano che il Paese è entrato in recessione tecnica, peraltro già annunciata dal premier Conte: nella seduta del 31 gennaio l'indice Ftse Mib aveva avviato le contrattazioni in positivo (+0,44%), poi, dopo aver aumentato lievemente il rialzo (+0,66%), nel corso della mattinata è girato in negativo e, con i dati Istat sulla gelata della crescita, è crollato nel pomeriggio (-1,1%) per poi recuperare lievemente sul finale e chiudere a -0,21%. A pesare sul listino milanese dei titoli a maggiore capitalizzazione sono le banche, su cui grava il peggioramento dell'economia italiana entrata tecnicamente in recessione col pil anche nell'ultimo trimestre 2018. Cedono Bper (-6,07%), Banco Bpm (-4,86%), Ubi Banca (4,72%), Unicredit (-4%), Intesa (-3,21%), Mediobanca (-3,01%) e Fineco (-2,35%). Fuori dal Ftse Mib vendite anche su Mps (-1,75%). I buoni conti invece fanno volare Ferrari (+11,02%), e giovano a Fca (+1,55%) ed Exor (+1,46%). La salita del fondo Elliott al 9,4% di Tim mette le ali al titolo della compagnia (+4,97%, +5,38% le risparmio). In attesa delle offerte Astaldi guadagna ancora (+3,6%), mentre cede Salini Impregilo (-0,93%). Chiusura contrastata per le principali Borse europee: positive Parigi (+0,36%) e Londra (+0,39%). Negativa Francoforte (-0,08%), assieme a Madrid (-0,23%). Chiusura contrastata per Wall Street, col Dow Jones che ha ceduto lo 0,02% a 25.0008,73 punti e il Nasdaq che ha guadagnato l'1,37% a 7.281,74 punti e l'indice S&500 che è salito dello 0,88% a 2.704,77 punti.

LO SPREAD BTP BUND A 244 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund chiude in lieve rialzo a 244 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,58%. (Alla chiusura del 30 gennaio era a 240 punti).

BORSE ASIATICHE CONTRASTATE

Le Borse cinesi chiudono gli scambi contrastate a poche ore dall'avvio del secondo giorno di colloqui sul commercio a Washington tra Cina e Usa: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,35% e si attesta a 2.584,57 punti, mentre quello di Shenzhen cede lo 0,70%, a quota 1.274,74. La Borsa di Tokyo invece chiude la giornata in positivo grazie alla Fed il Nikkei ha segnato un progresso dell'1,06% a quota 20.773,49, aggiungendo 216 punti.

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GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN DIRETTA

22.04 – WALL STREET CHIUDE CONTRASTATA: DJ -0,02%, NASDAQ +1,37%

Chiusura contrastata per Wall Street, col Dow Jones che cede lo 0,02% a 25.0008,73 punti e il Nasdaq che guadagna l'1,37% a 7.281,74 punti. In territorio positivo anche l'indice S&500 che sale dello 0,88% a 2.704,77 punti.

17.45 – FERRARI CHIUDE A +11% A PIAZZA AFFARI

Spinto dalla buona performance nel 2018 e dalle previsioni per l'anno in corso il titolo della Ferrari balza in Borsa dell'11,02% e chiude a quota 108,6 euro per azione.

17.30 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN RIBASSO

La Borsa di Milano ha chiuso la giornata del 31 gennaio in ribasso: -0,21%. L'indice Ftse Mib si ferma a quota 19.730 punti.

16.48 – NEW YORK IN ALTALENA

Wall Street procede in altalena. Il Dow Jones perde lo 0,18% a 24.968,04 punti, il Nasdaq sale dell'1,27% a 7.275,70 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,65% a 2.698,60 punti.

15.47 – PIAZZA AFFARI PEGGIORA

La Borsa di Milano approfondisce le perdite e cede l'1,1% in linea col resto d'Europa, tranne Londra, mentre Wall Street apre contrastata. In rosso sono tutte le banche: Bper (-7%), Ubi (-4,8%), Banco Bpm (-4,7%), Unicredit (-4,3%), Intesa (-3,9%), Mediobanca (-3%) e Fineco (-2,8%). Male, fuori dal Ftse Mib, anche Mps (-2,7%). Tra i titoli in positivo ci sono i petroliferi trascinati dai buoni risultati di Shell: Saipem (+1,3%), Eni (+0,8%) e Tenaris (+0,3%). Continua a volare Ferrari finita in asta di volatilità dopo uno strappo del +5,5% e tonificata dagli ottimi conti. Ancora acquisti su Tim (+3,1%, +3,4% le risparmio) dopo la notizia che il fondo Elliott si è portata al 9,4% del capitale. Positiva Astaldi (+1,7%) mentre cede Salini Impregilo (-5,4%).

14.34 – APERTURA WALL STREET IN ALTALENA

Apertura contrastata per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,42% a 24.913,09 punti, il Nasdaq sale dello 0,45% 7.217,19 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,05% a 2.682,22 punti.

14.45 – FACEBOOK GUADAGNA L'11%

Facebook sale a Wall Street, dove nelle contrattazioni che precedono l'apertura del mercato avanza dell'11%. A spingere Facebook e' la trimestrale sopra le attese nonostante gli scandali che si sono succeduti nel corso dell'anno.

14.05 – LA BORSA DI MILANO MAGLIA NERA

Piazza Affari resta in rosso nel giorno in cui l'Italia è tornata in recessione tecnica a causa della contrazione del pil anche nel quarto trimestre del 2018. Il Ftse Mib cede lo 0,62%, zavorrato dai titoli bancari, a picco per i timori che la gelata dell'economia possa compromettere la qualità del credito. Il listino milanese è il peggiore in Europa, dove le Borse si muovono in ordine sparso e senza strappi nonostante la spinta della Fed, che ha 'congelato' il rialzo dei tassi di interesse. Banco Bpm cede il 4,9%, Bper il 4,1%, Unicredit il 3,6%, Ubi il 3,5%, Intesa il 3% e Mediobanca il 2,8%. Vola invece Tim, con le ordinarie e le risparmio che salgono del 6,2%. Bene anche Ferrari (+2,5%) dopo i conti 2018 e la guidance per il 2019. Scivola la Juve (-6%), che sconta l'eliminazione dalla Coppa Italia, mentre vanno bene i petroliferi Saras (+2,8%), Saipem (+1,8%) ed Eni (+1,2%) in scia ai forti risultati di Shell.

12.23 – FERRARI CORRE ANCHE IN BORSA

Ferrari corre in Borsa in scia ai risultati del 2018, chiuso dalla casa di Maranello con il raggiungimento di tutti gli obiettivi. Il titolo avanza del 2,43% a 100,2 euro.

12.16 – TIME DECOLLA IN BORSA GRAZIE A ELLIOTT

Tim prende il volo a Piazza Affari dopo che Elliott ha comunicato di aver aumentato la sua partecipazione in Tim dall'8,8% al 9,4%, considerando il gruppo di tlc "sottovalutato" e un "attraente opportunità di investimento". Il titolo sale del 4,08% a 0,48 euro.

11.23 – A MILANO CROLLANO LE BANCHE DOPO I DATI SUL PIL

L'ingresso dell'Italia in una fase di recessione affonda le banche a Piazza Affari (-0,57%). Ad appesantire il listino di Piazza Affari sono soprattutto i titoli bancari: Banco Bpm cede il 4,2%, Bper il 3,15%, Ubi banca il 3,1%, Unicredit il 2,8%, Mps il 2,6%, Intesa il 2,2% sui timori che la gelata dell'economia possa generare nuovi crediti deteriorati e rendere più difficoltoso lo smaltimento dello stock di sofferenze accumulato sotto la precedente crisi finanziaria.

10.57 – LISTINI EUROPEI A DUE VELOCITÀ

Borse europee a due velocità a metà mattina con Londra (+0,5%), Parigi (+0,4%) e Francoforte (+0,2%) in rialzo e Milano (-0,2%) e Madrid (-0,3%) che perdono colpi nonostante la decisione della Fed di 'congelare' i rialzi dei tassi di interesse. Sui mercati si mettono in luce gli energetici dopo i forti risultati di Shell (+3,3%) mentre i future sul Nasdaq salgono in scia ai conti migliori delle attese di Facebook. Male invece Nokja (-5,4%), le cui prospettive per il 2019 hanno deluso gli analisti. Sui mercati si attendono i dati su pil e disoccupazione dell'Eurozona del quarto trimestre, che verranno resi noti alle 11, per verificare lo stato di salute dell'economia del Vecchio Continente.

10.42 – LA BORSA DI MILANO GIRA IN NEGATIVO

Piazza Affari gira in calo a metà mattina con il Ftse Mib che cede lo 0,24%. Male i titoli finanziari e Poste (-2,4%), Juve (-1,6%) e Campari (-1,8%) mentre volano toniche Tim (+4%) dopo l'aumento di quota di Elliott e Ferrari (+2,43%) sulla scia degli ottimi risultati ottenuti nel 2018.

9.42 – MILANO A +0,66%, SU INDUSTRIALI E PETROLIFERI, GIÙ LA JUVE

Partenza positiva per Piazza Affari, in attesa dei dati dell'Istat sul pil italiano del quarto trimestre. Nonostante il rischio di una recessione, come anticipato dal premier Giuseppe Conte, il Ftse Mib avanza dello 0,66%, in linea con le altre Borse europee, tutte spinte dalla pausa annunciata dalla Fed alla politica di rialzo dei tassi di interesse. Lo spread Btp-Bund si mantiene a 240 punti base. Sul listino principale si mettono in luce industriali e petroliferi con Saipem (+2,1%), Leonardo (+1,5%), Eni (+1,5%), Prysmian (+1,5%), Cnh (+1,3%) e Tenaris (+1,2%) in testa ai rialzi. Bene anche Fca (+1,2%) nonostante Geely abbia smentito un interesse per Alfa e Maserati. Avanza anche Tim (+1,1%), con l'ad Luigi Gubitosi che auspica l'avvio di un tavolo con Open Fiber. Deboli invece i bancari, con Banco Bpm (-2%), Bper (-0,5%) e Ubi (-0,3%) mentre la Juve indossa la maglia nera (-3,4%) dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia. Fuori dal Ftse Mib continua a correre Astaldi.

9.15 – FRANCOFORTE A +0,66%, LONDRA A +0,59%

Avvio di seduta positivo per le Borse europee dopo che la Fed ha annunciato una pausa nella politica di rialzo dei tassi di interesse. A Londra l'indice Ftse 100 avanza dello 0,59% a 6.982 punti, a Parigi il Cac 40 sale dello 0,37% a 4.993 punti e a Francoforte il Dax segna un progresso dello 0,68% a 11.257 punti.

9.00 – APERTURA BORSA DI MILANO A +0,44%

Avvio in rialzo per PIazza Affari nel giorno in cui l'Istat comunicherà i dati del Pil del quarto trimestre. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,44% a 19.859 punti.

8.43 – IL DIFFERENZIALE BTP BUND APRE A 239 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund apre poco mosso a 239 punti (240 la sera del 30 gennaio in chiusura di giornata). Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,56%

8.36 – BORSE CINESI CONTRASTATE

Le Borse cinesi chiudono gli scambi contrastate a poche ore dall'avvio del secondo giorno di colloqui sul commercio a Washington tra Cina e Usa: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,35% e si attesta a 2.584,57 punti, mentre quello di Shenzhen cede lo 0,70%, a quota 1.274,74. L'indice Pmi manifatturiero di gennaio è stato di 49,5, oltre il 49,4 di dicembre e il 49,3 atteso dai mercati, segnalando tuttavia il secondo mese di fila di contrazione. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, sono risultati particolarmente deboli i nuovi ordini (49,6 da 49,7 di dicembre) e l'occupazione (47,8 da 48,0), mentre la pruduzione è salita a 50,9 da 50,

08.20 – TOKYO CHIUDE IN RIALZO

La Borsa di Tokyo termina gli scambi in rialzo, in scia alle indicazioni della Federal Reserve Usa, che dopo il nulla di fatto deciso sui tassi interesse ieri, sembra escludere ulteriori rialzi del costo del denaro da qui a fine anno. L'indice Nikkei fa segnare un progresso dell'1,06% a quota 20.773,49, aggiungendo 216 punti. Sul fronte valutario lo yen si apprezza lievemente sul dollaro a 108,70, e poco sopra 125 sull'euro.

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