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La Borsa e lo spread del 31 maggio 2019 in tempo reale

La Borsa e lo spread del 31 maggio 2019 in tempo reale

Milano ha chiuso in calo dello 0,73%. Differenziale Btp-Bund in netto rialzo a 287 punti. Deboli anche gli altri listini europei.

31 Maggio 2019 07.24

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Seduta pesante per la Borsa Italiana il 31 maggio 2019. Piazza Affari ha chiuso con una perdita dello 0,73%, dopo un’apertura a -1,09%. Deboli anche le altre principali Borse europee: Parigi -0,79%, Francoforte -1,45%, Londra -0,78%. A pesare sulle contrattazioni le minacce di Donald Trump di dazi al Messico, ma anche i dati negativi dell’Istat sul Pil e il fatto che i Btp italiani a cinque anni siano diventati più rischiosi di quelli greci.

L’indice d’area Stoxx 600 cede l’1,3%. In calo Francoforte e Madrid (-1,8%), Milano (-1,6%), Parigi (-1,5%) e Londra (-1%). Ad appesantire i listini il comparto dell’auto (-3,5%) e i tecnologici (-1,7%). A Piazza Affari faticano i bancari Intesa (-2,71%), Ubi (-2,41%), Banco Bpm e Unicredit (-1,3% entrambe). Il titolo peggiore è però Fca (-5,23%). All’estero cede Renault (-4,83%), il cui Cda si riunirà martedì per valutare la proposta di fusione dell’ex-Lingotto. Sotto pressione anche Exor (-3,4%), più caute invece Cnh (-2,34%) e Ferrari (-1,68%). Pochi i rialzi, limitati a Juventus (+2,13%), A2a (+1,8%) e Amplifon (+1,33%). Bene Astaldi (+0,9%) e Salini Impregilo (+2,17%), dopo la diffusione dei dettagli sul ‘Progetto Italia’. Wall Street con l’escalation della guerra dei dazi ha aperto in ribasso: il Dow Jones perde l’1,00%, il Nasdaq l’1,24% e lo S&P 500 l’1,00%.

LEGGI ANCHE: Il titolo di Unicredit crolla e i fondi vanno all’attacco

SPREAD BTP-BUND IN NETTO RIALZO

Lo spread Btp-Bund, dopo aver toccato quota 293 punti base, ha chiuso a 287. Venti in meno di quello greco. Tasso di rendimento in rialzo al 2,72%.

BORSE CINESI IN RIBASSO

Le Borse cinesi chiudono in calo gli scambi in scia alla delusione dell’indice Pmi manifatturiero di maggio che, sotto le stime, alimenta i timori sulla tenuta dell’economia nel mezzo della guerra commerciale con gli Usa. L’indice Composite di Shanghai cede lo 0,24%, a 2.898,70 punti, mentre quello di Shenzhen registra una frazionale perdita dello 0,01%, a quota 1.531,86. L’indice Pmi manifatturiero registra a maggio un netto calo a 49,4, rispetto a 50,1 di aprile, e fa peggio anche delle attese dei mercati di 49,9. Si tratta, secondo l’Ufficio nazionale di statistica, della prima contrazione da febbraio, nel mezzo della escalation della guerra commerciale con gli Usa. L’indice Pmi non manifatturiero è invece invariato a 54,3 rispetto ad aprile, centrando le previsioni degli analisti fissate a quota 54,3. Lo yuan si mantiene stabile sul dollaro frenando di appena 2 punti base dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità a 6,8992: a ridosso della chiusura dei listini azionari, il renminbi fa segnare uno spot rate di 6,9022 (+0,02%).

GLI AGGIORNAMENTI DAI MERCATI IN DIRETTA

17.38 – CHIUSURA NEGATIVA PER LA BORSA DI MILANO

Chiusura in calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,73% a 19.802 punti.

15.55 – I DAZI DI TRUMP AFFONANO GLI AUTOMOBILISTICI

I dazi di Donald Trump sul Messico affondano il settore dell’auto in Borsa. Fca cala a Wall Street il 4,78%, General Motors perde il 4,28% mentre Ford cede il 3,34%. Pesanti anche le case automobilistiche giapponesi. Nissan perde il 5,31%, Mazda il 7,13% e Toyota il 2,85%.

15.32 – WALL STREET APRE IN CALO

Apertura in forte calo per Wall Street con l’escalation della guerra dei dazi di Donald Trump contro il Messico. Il Dow Jones perde l’1,00% a 24.907,21 punti, il Nasdaq cede l’1,24% a 7.475,04 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,00% a 2.760,90 punti.

14.50 – MILANO ANCORA IN RIBASSO

Piazza Affari scivola (-1,6%), trovando nuovi minimi dallo scorso 14 febbraio. Un valore che penalizza i bancari Intesa (-2,71%), Ubi (-2,41%), Banco Bpm e Unicredit (-1,3% entrambe). Il titolo peggiore è però Fca (-5,23%), in linea con l’andamento del resto del settore dopo le minacce di Trump al Messico. In particolare cede Renault (-4,83%), il cui Cda si riunirà martedì per valutare la proposta di fusione dell’ex-Lingotto. Sotto pressione anche Exor (-3,4%), più caute invece Cnh (-2,34%) e Ferrari (-1,68%). Il nuovo calo del greggio (Wti -2,12%) frena Eni (-1,02%) e Saipem (-1,52%). Pochi i rialzi, limitati a Juventus (+2,13%), A2a (+1,8%) e Amplifon (+1,33%). Bene Astaldi (+0,9%) e Salini Impregilo (+2,17%), dopo la diffusione dei dettagli sul ‘Progetto Italia’.

13.29 – L’EUROPA PEGGIORA, MILANO A -1,5%

Le Borse europee peggiorano e guardano a Wall Street con i futures su Wall Street in rosso. I listini del Vecchio Continente mostrano nervosismo dopo che Donald Trump ha ipotizzato di imporre i dazi al Messico. Sui mercati pesano anche i dati negativi della manifattura cinese. In lieve rialzo l’euro sul dollaro a 1,1142 a Londra. L’indice d’area Stoxx 600 cede l’1,3%. In calo Francoforte e Madrid (-1,8%), Milano (-1,6%), Parigi (-1,5%) e Londra (-1%). Ad appesantire i listini il comparto dell’auto (-3,5%) e i tecnologici (-1,7%). A Piazza Affari è in forte calo Fca (-5,1%). Andamento negativo anche per i titoli legati al petrolio con Tenaris (-4%), Eni (-1,1%) e Saras (-0,4%). In rosso le banche con Intesa (-2,7%), Ubi (-1,8%) e Unicredit (-1,2%). In positivo la Juve (+1,5%), Leonardo (+1,1%), Mediaset (+1,4%) e Tim (+0,5%).

11.30 – LO SPREAD CONTINUA A SALIRE

Lo spread tra Btp e Bund si amplia a 293 punti base, ai massimi da dicembre scorso. Il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 2,72%, mentre il tasso del Bund tedesco tocca il minimo storico a -0,207% in un mercato che soffre la minaccia di Trump di imporre dazi al Messico.

11.20 – L’EUROPA PROSEGUE IN ROSSO

Le Borse europee proseguono ancora pesanti con Francoforte e Milano che cedono l’1,6%. I listini risentono del nuovo fronte di tensione aperto da Donald Trump con la minaccia di dazi al Messico. Nel Vecchio continente andamento in rosso per il comparto dell’auto (-1,8%), i tecnologici (-1,4%), le banche (-1,3%) e l’energia (-1%). Ancora poco mosso l’euro sul dollaro a 1,1148 a Londra. In rosso, oltre a Francoforte e Milano, anche Madrid (-1,5%), Parigi (-1,3%) e Londra (-1%). Tra i produttori di auto sono in forte calo Fca (-5%), Renault (-4%), Volkswagen (-3,8%) e Porsche (-3,2%). A Piazza Affari andamento negativo per le banche dove soffrono Intesa (-2,4%), Ubi (-2,5%), Unicredit (-2,1%) e Mps (-2%). Male i titoli legati al petrolio con Tenaris (-4,8%), Saipem (-2,9%), Eni (-1,3%) e Saras (-1,2%).(

9.50 – LA BORSA DI MILANO AMPLIA IL CALO

La Borsa di Milano amplia il calo con il Ftse Mib che cede l’1,3% a 19.677 punti, in linea con gli altri listini del vecchio continente, dopo le minacce di Donald Trump di imporre i dazi al Messico. Prosegue in rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco a 291 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,72%.

9.30 – APERTURA BORSE EUROPEE IN FORTE CALO

Le Borse europee aprono in forte calo dopo le minacce di Donald Trump di imporre i dazi al Messico. Gli investitori temono l’apertura di un nuovo fronte di tensione dopo quello con la Cina. I listini risentono anche dell’andamento del prezzo del petrolio e dei dati in calo della manifattura cinese. Avviano la seduta in rosso Francoforte (-1,34%), Madrid (-1,12%) Parigi (-0,96%), Londra (-0,89%).

9.00 – APERTURA BORSA ITALIANA IN ROSSO

La Borsa di Milano apre in calo. Il primo indice Ftse Mib cede l’1,09% sotto i 20 mila punti a 19.729.

8.20 – CROLLANO LE QUOTAZIONI DEL PETROLIO

Crollano le quotazioni de petrolio dopo i già netti cali della vigilia in seguito all’annuncio del presidente Usa Donald Trump sui dazi per i beni dal Messico a partire dal 10 giugno. I contratti sul greggio Wti perdono ancora l’1,1% e scendono sotto la soglia dei 56 dollari a 55,96 dollari al barile. Il Brent cede 88 centesimi a 6,69 dollari.

2.30 – APERTURA BORSA DI TOKYO IN RIBASSO

La Borsa di Tokyo avvia gli scambi all’insegna della cautela nell’ultima seduta della settimana, in attesa della pubblicazione dei dati dal mercato manifatturiero in Cina, nel corso della mattinata, e l’assenza di un accordo sul commercio internazionale tra Pechino e Washington. Il Nikkei cede lo 0,73% a quota 20.789,55, perdendo 152 punti. Sul mercato dei cambi lo yen si apprezza leggermente sul dollaro a 109,30 e a un valore di 121,70 sull’euro.

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