Le quotazioni di spread e Borsa italiana del 27 settembre 2018

Le quotazioni di spread e Borsa italiana del 27 settembre 2018

27 Settembre 2018 07.08
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Un seduta tutta in territorio negativo quella del 27 settembre per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in perdita dello 0,66%, toccato in ribasso la punta del -1,6% e poi, nel corso della giornata, ha leggermete recuperato per chiudere a -0,63% a 21.511 punti, peggiore listino del Vecchio continente. Il Ftse All share ha chiuso in ribasso dello 0,67% a quota 23.735. I mercati sono rimasti in tensione tutto il giorno a caysa del negoziato in corso sulla legge di bilancio e alle frizioni all'interno del governo. Sotto pressione le banche: Carige ha così concluso in calo del 5,4%, Mps di due punti percentuali, Unicredit dell'1,6%. Negativa del 2,3% Atlantia sotto i 18 euro con vendite nel finale di seduta, positiva invece dell'1,5% Luxottica e dell'1,9% Mediaset. Fuori dal listino principale crollo per Safilo (-17%) che ha annunciato un aumento di capitale da 150 milioni e Stefanel (-13%), che ha rinviato la semestrale.

LO SPREAD SUPERA I 250 PUNTI, POI SCENDE A 235,5

Lo spread tra Btp e Bund ha aperto in rialzo sopra i 240 punti dai 237 della vigilia e dopo la chiusura di ieri a 233 punti, per poi balzare a quota 250,4 punti base. In seguito la tensione si è allentata e, dopo dell'asta su Btp e Cct, il differenziale tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi è sceso per poi chiudere a 235,5 punti. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 2,88%.

IL TESORO FA IL PIENO ALL'ASTA BTP, TASSI IN CALO

Il Tesoro ha venduto tutti i 5,2 miliardi di Btp e CctEu oggi in offerta, con tassi in calo. Il tasso sul Btp a cinque anni ottobre 2023, venduto per due miliardi di euro, è sceso al 2,03%, in calo di 40 centesimi dall'asta di fine agosto. Il decennale dicembre 2028, venduto sempre per due miliardi e con un rapporto fra domanda e offerta pari a 1,44, ai massimi da maggio, ha visto un rendimento del 2,90% (-35 centesimi). Venduto per 1,25 miliardi il Cct indicizzato all'Euribor all'1,77%, -53 centesimi.

BCE: «DIFFERENZIALE VOLATILE A CAUSA DELLA POLITICA»

Dalla riunione della Bce lo scorso giugno, «i differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un certo livello di volatilità, in un contesto caratterizzato dal perdurare dell'incertezza politica in Italia». Lo scrive la Banca centrale europea nel bollettino economico, notando specificatamente che «i differenziali delle obbligazioni sovrane italiane sono cresciuti in un contesto di rinnovate tensioni sul mercato» e che anche i bond di altri Paesi ne hanno risentito, «sebbene con intensità variabile». La Banca centrale europea conferma il piano di uscita dagli acquisti netti di titoli (il Qe) a partire da gennaio, in previsione di un'inflazione che «continuerà stabilmente a convergere verso il livello previsto» e di rischi per lo scenario delineato che rimangono «bilanciati». Tuttavia – si legge nel bollettino economico – «hanno assunto maggior rilievo di recente le incertezze connesse al crescente protezionismo, alla vulnerabilità dei mercati emergenti e alla volatilità sui mercati finanziari».

BORSE ASIATE IN ROSSO

Mercati asiatici in rosso dopo che la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse, per la terza volta quest'anno. Pesa anche la tensione commerciale fra Stati Uniti e Cina, che non dà segni di distensione. La Borsa di Tokyo ha perso lo 0,99%. Sul fronte dei cambi lo yen torna ad apprezzarsi sul dollaro a un livello di 112,60, e sull'euro a 131,70. Sotto pressione le Piazze cinesi, con Shenzhen che cala dello 0,83% e Shanghai dello 0,36%. Male anche Hong Kong, in discesa dello 0,3%. In calo pure Sidney (-0,13%). Sale, invece, Seul, che guadagna lo 0,7%. I futures indicano aperture in rosso sia per Wall Street sia per i mercati europei. Fra i dati attesi, la diffusione del Bollettino economico della Bce, gli indici italiani della fiducia dei consumatori a settembre e l'indice dei prezzi alla produzione ad agosto, le richieste settimanali dei sussidi disoccupazione negli Stati Uniti e la stima del Pil americano nel secondo trimestre.

L'ANDAMENTO DEI MERCATI EUROPEI IN TEMPO REALE

17.39 – MILANO CHIUDE IN CALO (-0,63%)

Seduta negativa per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,63% a 21.511 punti.

16.44 – PIAZZA AFFARI FIACCA (-0,7%)

Avvicinandosi alla chiusura, Piazza Affari resta la Borsa più debole della giornata, con il ritorno di qualche tensione sui titoli di Stato italiani e il Btp a dieci anni che registra un aumento dei rendimenti di circa quattro punti base. Con Londra, Francoforte e Parigi di qualche frazione sopra la parità, l'indice Ftse Mib di Milano scende dello 0,7% e le banche che accusano sempre una discreta corrente di vendite: Carige molto volatile è in calo del 2,7%, Ubi di due punti percentuali. Tra i titoli principali, Atlantia scende dell'1,8%, mentre Luxottica sale dell'1% e Mediaset cresce di due punti percentuali a 2,78 euro.

15.52 – L'EUROPA TIENE, MILANO DEBOLE

Mercati finanziari del Vecchio continente leggermente positivi dopo la raffica di dati macroeconomici dagli Stati Uniti e l'avvio di Wall street: Londra e Francoforte guadagnano lo 0,3%, Parigi lo 0,2%. Madrid (-0,2%) e soprattutto Milano (Ftse Mib -0,9%) sono più pesanti, con Piazza Affari che paga in particolare il ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani. A Milano sono quindi le banche a registrare i cali più importanti: Carige cede il 2,7%, Ubi il 2,3%, Unicredit il 2,2%, Intesa quasi due punti percentuali. Mediobanca perde l'1,3% dopo l'annuncio dell'uscita di Bolloré dal patto, Generali è calma in ribasso dello 0,6%. Sempre positive Luxottica (+1% in attesa del closing della fusione con Essilor), Mediaset e Unipol che crescono di un punto e mezzo percentuale. Fuori dal listino principale in calo Mondadori (-2%) dopo l'avvio della cessione di Panorama, crollano Safilo (-18%) che ha annunciato un aumento di capitale da 150 milioni e Stefanel (-14%), che ha rinviato la semestrale.

15.35 – WALL STREET POSITIVA

Apertura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,20% a 26.426,37 punti, il Nasdaq avanza dello 0,41% a 8.023,98 punti mentre lo S&P 500 500 mette a segno un progresso dello 0,26% a 2.913,55 punti.

14.24 – PIAZZA AFFARI RECPERA MA RESTA NEGATIVA (-1,07%)

Piazza Affari resta in perdita dell'1,07% con le piazze europee, tutte in rosso tranne Londra. Sul Ftse Mib restano pesanti le banche: Ubi (-2,9%), Banco Bpm (-2,8%), Unicredit (-2,6%), Intesa (-2,6%) e Mediobanca (-1,7%) dopo l'addio di Bollorè al patto. Cedono anche Mps (-2,9%) e Carige (-1,4%). Soffrono anche Stm (-2,66%). Nel giorno del via libera della Ragioneria al Dl Genova cede anche la controllante di Autostrade Atlantia (-2,26%). Crollano Safilo (-15,4%) e Stefanel (16,4%) che rispettivamente hanno annunciato un aumento di capitale e fatto slittare il via libera alla semestrale. I buoni conti giovano ad Autogrill (+3,12%), toniche Pirelli (+1,9%), Mediaset (+1,6%) e Luxottica (+1,1%).

13.33 – MILANO SEMPRE IN RIBASSO

A metà seduta Piazza Affari è in perdita dell'1,2%, in un'Europa comunque in rosso. L'euro è stabile a 1,17 dollari. Ad appesantire il listino milanese sono le banche, con Ubi che cede il 3,6%, Mps il 3,5%, Unicredit il 3%, Intesa il 2,9%, Banco Bpm il 2,59%, Bper il 2,48%. Nel giorno dell'addio di Bolloré al patto di sindacato, Mediobanca scende dell'1,8%. All'indomani dell'annuncio della cessione di Panorama, Mondadori perde l'1,4%. Fuori dal listino principale, crollano Stefanel (-15%), che ha fatto slittare il via libera alla semestrale, e Safilo (-14,9%), che ha annunciato un aumento di capitale da 150 milioni. Crescono Mediaset (+1,7%), Ferrari (+1,4%) e Pirelli (+1,2%).

12.30 L'EUROPA CONTINUA IN CALO

In Europa il settore banche perde lo 0,9% e appesantisce i listini, tutti in rosso tranne Londra, che naviga sulla parità. Milano è la Piazza più debole: in attesa della nota di aggiornamento al Def, e alla luce delle tensioni sul deficit, l'indice Ftse Mib cede l'1,3%, con lo spread a 241 punti, dopo l'asta con cui sono stati collocati 5,2 miliardi di titoli di Stato italiani. Intanto Francoforte perde lo 0,4%, Parigi lo 0,2% e Madrid lo 0,6%. Fra le banche del Vecchio continente che perdono di più ci sono le italiane Ubi (-3,5%), Unicredit (-2,9%), Banco Bpm (-2,8%) e Intesa (-2,7%). In Piazza Affari, fuori dal listino principale crollano Safilo (-13%), che ha annunciato un aumento di capitale da 150 milioni di euro, e Stefanel (-13%), che ha dovuto rinviare l'approvazione della semestrale. Dopo l'uscita di Bolloré dal patto di sindacato, Mediobanca cede l'1,9%.

11.29 – PIAZZA AFFARI CEDE L'1,6%

Piazza Affari ancora sotto pressione, nel giorno in cui è attesa la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def. Il Ftse Mib cede l'1,6%, peggior listino di un'Europa comunque in rosso: solo Londra viaggia sulla parità. Il settore più sotto pressione è quello delle banche, con Ubi che cede il 3,6%, Intesa il 3,2%, Mps il 3,1%, Unicredit il 3,4%, Carige il 2,7%, Banco Bpm il 2,7%, Bper il 2,6%. Nel giorno in cui Bollorè ha annunciato l'addio al patto di sindacato, il titolo di Mediobanca perde l'1,8%.

11.14 – LO SPREAD SUPERA QUOTA 250, POI RIPIEGA

Le tensioni sulla manovra tengono sotto pressione i nostri titoli di Stato, con lo spread Btp-Bund che nel corso della mattinata ha toccato un massimo di 250,4 punti base. La tensione si è un po' allentata e, poco prima dell'asta su Btp e Cct, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi viaggia a 244 punti base, con un rendimento dei Btp al 2,948%.

10.09 – L'EUROPA CALA, PIAZZA AFFARI LA PEGGIORE

Borse europee in calo, in scia a quelle asiatiche, dopo il rialzo dei tassi da parte della Fed e senza spiragli di tregua nella guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Piazza Affari è la peggiore e cede l'1,8%, in attesa della nota di aggiornamento al Def. Male anche Madrid, che perde l'1%, seguita da Francoforte, in discesa dello 0,7%, e Parigi, in ribasso dello 0,4%. Piatta Londra. Il comparto che nel Vecchio continente risulta più appesantito è quello bancario (-1,3%), con molti istituti italiane nei posti di coda: Banco (-4%), Ubi (-4,5%), Intesa (-3,7%), Unicredit (-3,7%).

10.05 – LO SPREAD CONTINUA A SALIRE

Lo spread Btp-bund balza dopo i primi scambi sfiorando i 250 punti base, fino a quota 249 da 233 di ieri, con un rendimento del decennale italiano tornato a un passo dalla soglia di guardia del 3%, al 2,97%. I mercati guardano al negoziato in corso sulla legge di bilancio e alle frizioni all'interno del Governo, in concomitanza con un asta di titoli di Stato fra Btp e Cct indicizzati all'Euribor per un totale di 5,25 miliardi di euro proprio oggi.

09.25 MILANO SCENDE ANCORA (-1,2%)

Primi scambi in perdita per Piazza Affari, che cede l'1,2% a 21.420 punti. Il settore più sotto pressione è quello delle banche, con Ubi, Intesa, Bper e Banco Bpm che perdono il 3%, mentre Unicredit è sotto del 2,7%. Mediobanca cede l'1%, dopo che il gruppo Bollorè ha annunciato l'uscita dal patto di sindacato che, di fatto, decade in anticipo. Sotto pressione Tim (-1,6%), mentre salgono Luxottica (+0,2%), Moncler (+0,2%) e Saipem (+0,5%). Mondadori è in ribasso dell'1,45%, all'indomani dell'annuncio della cessione di Panorama a 'La Verità'

09.15 – L'EUROPA APRE IN TERRITORIO NEGATIVO

Apertura in rosso per le principali Borse europee. Milano è la peggiore ed ha avviato le contrattazioni in calo dello 0,66% a 21.503 punti, seguita da Francoforte, in perdita dello 0,46% a 12.329 punti. Male anche Parigi (-0,23% a 5.500 punti) e Londra che, dopo i primi scambi, cede lo 0,2 a 7.497 punti.

09.00 – PIAZZA AFFATI INZIA IN ROSSO

Apertura in calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in perdita dello 0,66% a quota 21.503 punti.

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