Indici di Borsa e spread del 14 novembre 2018

Indici di Borsa e spread del 14 novembre 2018

14 Novembre 2018 07.21
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Giornata complicata a Piazza Affari il 14 novembre. Dopo l'apertura a -1,6% il Ftse Mib è scivolato fino a quasi -2% salvo poi recuperare terreno fino a portarsi attorno alla parità (-0,1%) per poi crollare sul finale e chiudere a -0,78%. Di difficile digestione per mercati finanziari la linea dura dell'Italia con la Ue sulla manovra e il calo del pil tedesco, sceso dello 0,2% nel terzo trimestre dell'anno. Piazza Affari, peggiore in Europa, è stata appesantita dalle banche e dalle perdite di Mediaset e Tim, all'indomani della lettera di risposta del governo italiano alla commissione europea sulla manovra finanziaria. In fondo al listino Mediaset (-6,9%). In calo anche Mondadori (-3,9%) con i conti dei nove mesi e la forte svalutazione delle attività in Francia. Performance negativa anche per Tim (-3,1%), dopo la decisione dei consiglieri di Elliott di revocare, con un blitz, le deleghe al ceo Amos Genish. In rosso le banche con Bper (-3%) e Ubi (-2,6%). Rimbalza Carige (+5,2%) dopo il crollo del 13 novembre. In positivo anche Pirelli (+2,2%) e Moncler (+2%). Anche le Borse europee hanno chiuso in calo trascinate dall'andamento negativo di Wall Street. Sui listini del Vecchio continente hanno pesato una serie di fattori tra cui il calo del Pil della Germania, le incertezze sull'intesa per la Brexit e lo scontro tra Italia e Ue sulla manovra finanziaria. Sul fronte monetario l'euro sul dollaro si attesta a 1,1314 a Londra. L'indice d'area stoxx 600 cede lo 0,6%. In rosso Parigi (-0,65%), Francoforte (-0,52%), Madrid (-0,41%) e Londra (-0,28%).

SPREAD BTP BUND IN TENSIONE

Chiusura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 309 punti base dopo i 303 della chiusura del 13 novembre. Il rendimento del decennale italiano è al 3,48%.

TOKYO CHIUDE PIATTA: +0,16%

La Borsa di Tokyo termina la seduta all'insegna della volatilità, dopo il mancato recupero degli indici azionari statunitensi e i timori di un rallentamento dell'economia cinese, in seguito agli ultimi dati sui consumi in ottobre, sotto le attese. Il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,16% a quota 21.846,48. Sul mercato dei cambi lo yen si stabilizza sul dollaro a 113,80, e sulla moneta unica a un valore di 128,60.

L'ANDAMENTO DI BORSA E SPREAD IN TEMPO REALE

17.54 – CARIGE IN RIALZO DOPO IL CROLLO DI IERI

Seduta di Borsa positiva per Banca Carige, che ha chiuso in rialzo del 5,26% a 0,002 euro, dopo che ieri le sue azioni hanno perso quasi la metà del loro valore (-48,65%). Per la giornata di oggi, Consob ha vietato le vendite allo scoperto. Due giorni fa, la banca ligure ha messo a punto una manovra di rafforzamento del capitale da 400 milioni, con la sottoscrizione di un bond da 320 milioni da parte dello Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). L'istituto ha chiuso i primi nove mesi in rosso per 190 milioni.

17.51 – TIM IN FORTE CALO

Tim chiude in forte calo in Borsa con il titolo che cede il 3,1% a 0,521 euro all'indomani della decisione dei consiglieri di Elliott di revocare le deleghe al ceo Amos Genish, riaccendendo lo scontro con l'altro socio Vivendi. Sul titolo Tim si abbatte anche la scure degli analisti finanziari che hanno tagliato le loro valutazioni sull'azione.

17.42 – MEDIASET E MONDADORI IN SOFFERENZA

Giornata difficile per Mediaset in Piazza Affari dopo i conti resi noti ieri a mercati chiusi: il titolo ha ceduto il 6,8% finale a 2,47 euro dopo aver toccato un minimo di seduta a quota 2,42. Molto forti gli scambi, pari a 19 milioni di 'pezzi' trattati, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di 2,8 milioni di azioni. Il Biscione – che si trova ai minimi da quasi due anni sui livelli precedenti al tentativo di scalata di Vivendi – ha accusato la pioggia di revisioni del prezzo obiettivo da parte degli analisti, in gran parte motivati dai timori sull'andamento futuro della raccolta pubblicitaria. Nel corso della giornata, gli analisti di Mediobanca con un report sono tornati sul titolo del gruppo televisivo, definendo la reazione del mercato "troppo aggressiva". Vendite anche su Mondadori, anch'essa controllata da Fininvest: il titolo ha ceduto il 3,9% finale a 1,54 euro dopo i conti dei nove mesi e la forte svalutazione delle attività in Francia in vista della vendita.

17.39 – MILANO CHIUDE IN CALO

Giornata in negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha terminato gli scambi in calo dello 0,78% a 19.077 punti

16.03 – EUROPA IN RIALZO, MILANO DEBOLE

Borse europee in rialzo dopo l'avvio in territorio positivo di Wall Street. Dopo un avvio di seduta in calo i listini del Vecchio Continente hanno invertito la rotta con il Parlamento Europeo che ha fissato le sue priorità sul prossimo bilancio Ue che prevederà i fondi destinati a tutti i programmi europei, tra cui giovani, lavoro e clima. Sullo sfondo il Pil tedesco sotto le attese, i dubbi sull'intesa per la Brexit e lo scontro tra Italia e Ue per la manovra. L'euro sul dollaro si attesta a 1,1301 a Londra. L'indice d'area stoxx 600 guadagna lo 0,2%. Bene Londra (+0,8%), Francoforte (+0,7%), Parigi (+0,5%) e Madrid (+0,3%) mentre è debole Milano (-0,1%). Avanza il settore delle Tlc (+1,6%), dopo che il Parlamento Europeo ha approvato pacchetto telecomunicazioni che prevede sostegno allo sviluppo del 5G ed il taglio al costo delle chiamate internazionali nell'Ue. Nel comparto si mettono in mostra Iliad (+10%), Vodafone (+3,2%), Deutsche Telecom (+1%). In positivo il settore energetico (+0,3%), con il prezzo del petrolio in rialzo. A Piazza Affari resta pesante Mediaset (-6,6%) pur riducendo il calo. Male anche Tim (-3,7%), con lo scontro tra i soci, e le banche. In rosso Mondadori (-4%), nel giorno dei conti dei nove mesi. Prosegue in forte rialzo Carige (+10%). Bene anche Pirelli e Moncler (+3,2%).

14.41 – MILANO RIDUCE ANCORA LE PERDITE: -0,1%

La Borsa di Milano riduce ancora le perdite rispetto all'avvio. Il Ftse Mib cede lo 0,1% a 19.201 punti, appesantito da Mediaset (-8%), Tim (-3,6%) e le banche. Vola Carige (+10%) a 0,0021 euro. Lo spread tra Btp e Bund scende a 306 punti, dopo essere salito fino a 317 con i timori degli investitori per lo scontro con la Ue sul tema della manovra. Tra le banche sono in calo Ubi (-2,7%), Banco Bpm (-2,6%) e Bper (-2,1%), Unicredit e Intesa (-0,9%). Male anche i titoli energetici con Saipem ed Eni (-1%), Italgas (-0,2%). In controtendenza Snam (+0,1%). Svetta in cima al listino Pirelli (+4%). Bene anche Moncler (+2,3%), Brembo (+1,6%) e Ferrari (+1,4%).

12.09 – MILANO RIDUCE IL CALO (-1%), SPREAD A 310

Piazza Affari recupera un po' di terreno, con il Ftse Mib che cede l'1% dopo essere sceso fin quasi al -2% in mattinata, mentre la situazione migliora anche sul resto del Vecchio Continente, con Londra che cede lo 0,2%, Francoforte lo 0,5% e Parigi lo 0,6%. Lo spread Btp-Bund si attesta a 310 punti base, dopo essere salito fino a 317 in scia ai timori degli investitori per lo scontro con la Ue sulla manovra italiana. In Borsa affonda Mediaset (-8%) dopo i conti e va male Tim (-3,4%) dopo la cacciata del ceo Amos Genish da parte di Elliott. Vendite su tutte le banche con Mps (-3,1%), Banco Bpm (-2,9%) e Ubi (-2,7%) in testa, così come su Poste (-3%). Il crollo del petrolio pesa su Eni (-2,1%) e Saipem (-2,1%). Bene i titoli del settore auto con Pirelli (+2,4%), Brembo (+1,6%) e Ferrari (+1,1%). Carige rimbalza (+22%) pur recuperando solo in parte le perdite generate dal crollo di ieri.

11.36 – TONFO IN MEDIASET: -8%

Seduta da dimenticare per Mediaset a Piazza Affari, con il titolo sommerso da una pioggia di revisioni del 'target price' (obiettivo di prezzo) da parte degli analisti, in gran parte motivati con i timori sull'andamento futuro della raccolta pubblicitaria. Il titolo cede l'8% a 2,44 euro, ai minimi dal dicembre del 2016, quando Vivendi diede avvio al fallito tentativo di scalata. Banca Akros ha abbassato il target price da 3,7 a 3,6 euro in quanto, anche se il terzo trimestre è stato «in linea o leggermente migliore delle attese», nel quarto trimestre la raccolta pubblicitaria potrebbe essere «negativa» provocando una revisione al ribasso degli utili. Da settembre la pubblicità sembra aver preso una direzione negativa anche per Barclays, che ha dunque tagliato da 3 a 2,9 euro il target price, secondo quanto riporta Bloomberg. Mentre sulla revisione del prezzo da 3,3 a 3,1 di Jp Morgan, ha pesato il taglio delle stime di crescita del mercato pubblicitario italiano nel 2019. Tra i broker che hanno rivisto al ribasso i loro target price figurano anche Mediobanca, Kepler e Mainfirst.

10.14 – L'EUROPA SOFFRE CON L'ITALIA E IL PIL TEDESCO, MILANO SCENDE ANCORA -1,9%

Seduta in profondo rosso per le Borse europee, tutte in calo di circa un punto percentuale, con Milano (-1,9%) che indossa la maglia nera davanti a Francoforte (-1,3%), Parigi (-1,1%) e Londra (-0,9%). Lo spread Btp-Bund si mantiene a quota 313, in rialzo di una decina di punti base, mentre la sterlina arretra sul mercato spot di Londra in attesa della riunione del governo inglese per discutere della Brexit. Il barile Wti tratta a 55,5 dollari al barile (-0,3%) mentre sono negativi anche i future su Wall Street. A livello settoriale soffrono i titoli tecnologici (-2,07% l'indice Stoxx), quelli dell'energia (-1,9%) e delle materie prime (-1,8%). A Piazza Affari affondano Mediaset (-6,8%), nonostante conti giudicati dagli analisti migliori delle attese, Poste (-4,2%) e Tim (-3,3%) mentre rimbalza Carige (+21%).

9.44 – PIAZZA AFFARI CALA ANCORA: -1,8%

Piazza Affari maglia nera in Europa, con il Ftse Mib che cede l'1,8% e scivola sotto i 19 mila punti, a quota 18.882, mentre lo spread Btp-bund staziona in area 314 punti base, con gli investitori che guardano preoccupati alla linea dura del governo italiano con l'Europa sulla manovra. A guidare i ribassi sono Mediaset (-6,6%), venduta dopo i conti presentati ieri, Poste (-4,07%) e Tim (-3%), investita da una nuova fase di incertezza dopo la defenestrazione del ceo Amos Genish da parte di Elliott. Male i petroliferi Saipem (-3,2%), Tenaris (-2,8%) ed Eni (-2,7%), in scia al crollo del greggio. Giù anche Stm (-3,1%) e Cnh (-2,6%). L'impennata di 11 punti base dello spread pesa sulle banche, con Ubi (-2,3%), Banco (-2,2%) e Bper (-2,3%) tra le peggiori mentre vanno male anche gli assicurativi, con Generali (-2%) e Unipol (-1,9%). Rimbalza Carige (+10,5%), che entra ed esce dagli scambi.

9.26 – PARIGI -0,8%, FRANCOFORTE E LONDRA -0,7%

Avvio di seduta negativo per le principali Borse europee, caute sulla possibilità di un'intesa sulla Brexit e preoccupate dallo scontro tra Italia e Ue sulla manovra del governo M5s-Lega. Parigi ha iniziato le contrattazioni in flessione dello 0,77%, a 5.062 punti, Francoforte cede lo 0,68%, a 11.394 punti, mentre Londra arretra dello 0,69% a 7.005 punti.

9.22 – CARIGE NON FA PREZZO: RIALZO TEORICO DEL 10,5%

Carige prova a rimbalzare in Borsa dopo il tonfo del 13 noembre, quando il titolo ha chiuso in calo del 48%. Le azioni della banca ligure, che ha approvato una manovra di rafforzamento patrimoniale da 400 milioni di euro, non riescono però ad entrare in contrattazione, segnando un rialzo teorico del 10,53%.

9.15 – TIM AFFONDA DOPO L'ADDIO A GENISH: -3,3%

Avvio pesante per Tim a Piazza Affari dopo la decisione dei consiglieri di Elliott di revocare, con un blitz, le deleghe al ceo Amos Genish, riaccendendo lo scontro con l'altro socio Vivendi. Il titolo cede il 3,31% a 0,52 euro mentre Morgan Stanley ha tagliato il giudizio a equal-weight a causa dell' "incertezza" generata sulla società dalla conflittualità in seno al cda e tra gli azionisti.

9.09 – MILANO PEGGIORA: -1,6%

Peggiora rapidamente Piazza Affari dopo i primi scambi. L'indice Ftse Mib arretra dell'1,6%, sotto i 19 mila punti, mentre lo spread Btp-Bund tocca i 317 punti base, in scia alla linea dura del governo, nella risposta alla Ue, sulla manovra. Il rendimento dei titoli decennali italiani sale così al 3,55%.

9.06 – PIAZZA AFFARI APRE IN FORTE CALO: -1,1%

Avvio di seduta negativa per Piazza Affari. Dopo la risposta dell'Italia alla Ue sulla manovra l'indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dell'1,09% a 19.017 punti.

8.32 – GERMANIA: PIL DEL TERZO TRIMESTRE A -0,2%

Frenata dell'economia tedesca nel terzo trimestre dell'anno. Il Pil della Germania ha registrato nei tre mesi conclusi a settembre un calo dello 0,2%, una flessione più marcata del -0,1% atteso dagli economisti. Si tratta del primo arretramento del Pil tedesco dall'inizio del 2015. Sul calo ha pesato l'industria dell'auto, la cui produzione nel trimestre è stata frenata dall'entrata in vigore dei nuovi standard sulle emissioni.

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