«Bossi, con Berlusconi non farai il federalismo»

Redazione
04/02/2011

Dure critiche alle decisioni prese il 3 febbraio dal governo sul federalismo fiscale (leggi articolo) sono arrivate dal segretario del...

Dure critiche alle decisioni prese il 3 febbraio dal governo sul federalismo fiscale (leggi articolo) sono arrivate dal segretario del Partito democratico (Pd), Pier Luigi Bersani, durante il suo intervento all’assemblea del partito, nella quale per due giorni, il 4 e il 5 febbraio, è stato illustrato il progetto del Pd per l’Italia. «Il governo», ha dichiarato Bersani, «ha compiuto un’incredibile strappo alle regole istituzionali con tanto di conferenza stampa finale. Siamo a una emergenza democratica, istituzionale, economica, sociale, morale e civica. Chi ignora questa emergenza la aggrava».

«La Lega non farà mai il federalismo con Berlusconi»

«Alla Lega dico che il federalismo non lo farete mai con Berlusconi, perchè a lui non interessa il federalismo, ma i vostri voti, e li userà per il processo breve o per difendere la cricca di Roma», ha detto Bersani. «Il federalismo non si fa – ha aggiunto – senza di noi e senza le nostre proposte».
Bersani ha anche chiesto le dimissioni di Berlusconi («faccia un passo indietro») e ha criticato l’intervista al premier del Tg1 : «I problemi in Italia marciscono e per il governo è una farsa propagandistica affidata a tg di regime di cui ci si vergognerebbe nella Corea del nord». E si è rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che il 4 febbraio ha dichiarato irricevibile il testo del decreto sul federalismo fiscale adottato dal governo il 3 febbraio sera nonostante lo stop ottenuto poche ore prima alla commissione della Camera.

«Gli italiani non sono quelli delle barzellette»

«Colgo l’occasione per rendere omaggio al profilo di garanzia istituzionale del presidente Giorgio Napolitano», ha detto Bersani. «Che cosa succederebbe in Italia se sul Colle non ci fosse una persona consapevole della sua funzione istituzionale?».
Il segretario del Pd ha poi ribadito l’impegno preso all’inizio del 2011, di portare «a Palazzo Chigi dieci milioni di firme, dieci milioni di “vai a casa” per Berlusconi», aggiungendo che «Siamo l’unico partito  che si occupa dell’Italia e parla dei contenuti ma sui giornali siamo accusati di non averne. Ma noi non ci preoccupiamo perché i contenuti hanno la testa dura».
Non sono mancati dall’intervento di Bersani riferimenti al ruolo dell’Italia sulla scena internazionale. «L’Italia è uno dei dieci Paesi più ricchi del pianeta», ha dichiarato, «ma la sua voce è scomparsa dalle cose del mondo. Però noi siamo entrati nelle barzellette del mondo, a Taiwan, in Giappone o al carnevale di Rio, dove si apprestano a ridere di noi e di Berlusconi. In tutto il mondo si discute di come gli italiani possano sopportare tutto questo, ma gli italiani non sono quelli delle barzellette».