Def, la bozza del governo non sterilizza l’aumento Iva

Redazione
26/03/2018

Dopo la sterilizzazione ottenuta nel 2018, gli aumenti dell'Iva previsti dalle clausole di salvaguardia restano intatti per i prossimi anni....

Def, la bozza del governo non sterilizza l’aumento Iva

Dopo la sterilizzazione ottenuta nel 2018, gli aumenti dell'Iva previsti dalle clausole di salvaguardia restano intatti per i prossimi anni. Almeno nella prima bozza del Documento di economia e finanza (Def), messo a punto dal governo Gentiloni ormai prossimo a cedere il passo (leggi anche: Iva, l'eterna spada di Damocle della clausola di salvaguardia).

TUTTI GLI AUMENTI PREVISTI. La prima bozza del Def, come previsto, indica che l'aliquota Iva ridotta del 10% passerà all'11,5% dal primo gennaio 2019 e al 13% dal primo gennaio 2020. Mentre l'aliquota Iva ordinaria del 22% passerà al 24,2% dal primo gennaio 2019, al 24,9% dal primo gennaio 2020 e al 25% dal primo gennaio 2021.

LA PALLA PASSA AL NUOVO ESECUTIVO. Il ministero dell'Economia, guidato da Pier Carlo Padoan, aveva già annunciato anche in sede europea che il Def non avrebbe indicato possibili interventi di politica economica per il 2019. Dopo le elezioni del 4 marzo, infatti, spetterà al nuovo esecutivo trovare le risorse necessarie per scongiurare gli aumenti con la legge di Stabilità.

COSA SONO LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA. La clausole di salvaguardia sono impegni presi dal governo italiano nei confronti della Commissione europea sul rispetto di determinati target fiscali. Sono state introdotte per la prima volta nel 2011, con la manovra finanziaria dell'ultimo governo Berlusconi.

IL PATTO CON BRUXELLES. L’esecutivo, alle prese con la crisi dei conti pubblici, strinse un patto con l'Unione europea con cui si impegnava a reperire entro il 30 settembre 2012 la cifra di 20 miliardi di euro, pena l’obbligo di tagli alla spesa pubblica, aumento delle aliquote Iva e delle accise e un taglio lineare alle agevolazioni fiscali.

EFFETTI DA STERILIZZARE OGNI ANNO. Poco dopo il governo Berlusconi cadde sotto i colpi dello spread e venne sostituito da quello guidato da Mario Monti. Da allora in poi tutti i successivi governi hanno dovuto reperire ogni anno i fondi necessari per disinnescare le clausole di salvaguardia. Con la legge di Stabilità 2018 sono stati impegnati a questo scopo ben 15 miliardi di euro, sufficienti a "congelare" gli aumenti soltanto per un anno.

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