Bracciante morta ad Andria: ricorso della procura dopo l’assoluzione del datore di lavoro

Redazione
10/10/2023

Paola Clemente morì nel 2015 in un vigneto. Secondo il pubblico ministero avrebbe dovuto essere sottoposta a una visita medica alla luce degli «importanti fattori di rischio che presentava».

Bracciante morta ad Andria: ricorso della procura dopo l’assoluzione del datore di lavoro

La procura di Trani ha presentato un ricorso contro l’assoluzione di Luigi Terrone, il datore di lavoro di Paola Clemente, la 49enne bracciante agricola morta in un vigneto di Andria il 13 luglio 2015. Terrone era finito sotto processo con l’accusa di omicidio colposo ed è stato assolto il 15 aprile 2023. Nel ricorso contro l’assoluzione, il pubblico ministero di Trani Roberta Moramarco ha ritenuto che la morte della bracciante fu «la conseguenza di una cascata di eventi, l’ultimo dei quali consistito nella mancanza di una idonea catena della sopravvivenza».

Per la pm la lavoratrice doveva essere sottoposta a visita medica

La pm Moramarco ha ricordato, inoltre, come i periti abbiano affermato che la donna presentava «importanti fattori di rischio specifico per cui il suo avvio al mondo agricolo doveva essere, almeno in fase pre-assuntiva, meglio stratificato». Secondo la pm «era, pertanto doveroso per il datore di lavoro, come riconosciuto dallo stesso giudice, sottoporre i lavoratori, tra cui Paola Clemente, a visita medica preventiva in considerazione dei rischi connessi alla mansione dell’acinellatura».