Brasile, l’ex presidente Lula deve andare in carcere

Redazione
05/04/2018

Il Tribunale supremo federale del Brasile ha respinto la richiesta di habeas corpus presentata dai difensori dell'ex presidente Lula. Per...

Brasile, l’ex presidente Lula deve andare in carcere

Il Tribunale supremo federale del Brasile ha respinto la richiesta di habeas corpus presentata dai difensori dell'ex presidente Lula. Per l'ex leader del Partito dei Lavoratori si aprono così le porte del carcere: da questo momento in poi potrà essere portato in prigione per scontare i 12 anni di pena che gli sono stati inflitti per corruzione e riciclaggio.

SEI VOTI CONTRO CINQUE. Il verdetto del Tribunale è arrivato con una maggioranza molto risicata: sei voti contro cinque. Il parere decisivo è stato quello della consigliera Rosa Weber, che si era sempre detta contraria al carcere per Lula ma alla fine ha votato a favore. L'ulteriore voto favorevole della presidente del Tribunale, Carmen Lucia, ha dunque consentito di superare la situazione di parità.

L'ULTIMA CARTA PER ALLUNGARE I TEMPI. Lula non andrà subito in carcere, ma potrebbe finirci entro il 10 aprile. Gli resta un'ultima carta da giocare: un ricorso al Tribunale federale della IV regione, lo stesso che lo ha condannato a 12 anni, su alcuni aspetti giuridici legati alla motivazione della sentenza. La sostanza non cambierebbe, ma i tempi potrebbero allungarsi. Il Tribunale federale dovrebbe infatti esprimere il suo parere e poi ordinare al giudice di emettere l'ordine di cattura.

IL PROCESSO CHE HA ROVINATO LULA. Lula, paladino dei diseredati brasiliani, è stato rinviato a giudizio in sei procedimenti. Il primo, quello su cui l'habeas corpus è stato respinto, riguardava la compravendita di un attico di 240 metri quadrati a Guarujá, sul litorale di San Paolo, con relativi lavori di restauro, per un valore di 2,4 milioni di reais (circa 800 mila euro). L’appartamento, secondo i giudici, era la tangente offerta a Lula dalla società di costruzioni Oas per l’assegnazione di una serie di appalti da parte della Petrobras, l’azienda petrolifera statale brasiliana.

PERSI TUTTI I RICORSI. In primo grado Lula è stato condannato a 9 anni e sei mesi. In appello la pena è stata aumentata a 12 anni e 1 mese. L'ex presidente ha provato a fare ricorso in altri due Tribunali, ma solo per motivi formali. Li ha persi entrambi e il verdetto non è mai cambiato (leggi anche: Lula condannato in appello, un miraggio il terzo mandato).

L'EX PRESIDENTE GRIDA AL GOLPE. L'ex presidente brasiliano, da parte sua, ha detto che il verdetto del Tribunale supremo federale fa parte della stessa strategia golpista che ha portato all'impeachment di Dilma Rousseff nel 2016: «Non avrebbero fatto un golpe per poi lasciarmi essere candidato», le parole di Lula ai suoi collaboratori.

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