A Brescia dichiarati legittimi gli atti di nascita di bambini con due mamme

Redazione
08/02/2024

La decisione della Corte d'Appello si pone in contrasto con quella del 6 febbraio a Milano. Secondo i giudici l'assenza di una norma va colmata con «una interpretazione evolutiva» che tuteli i diritti dei neonati.

A Brescia dichiarati legittimi gli atti di nascita di bambini con due mamme

La Corte d’Appello civile di Brescia dichiara legittimi gli atti di nascita di bambini con due mamme. La decisione si pone in opposizione a quella che il 6 febbraio ha visto la Corte d’Appello di Milano accogliere il ricorso della Procura a escludere la madre intenzionale dall’atto di nascita di due figli, lasciando che solo la madre biologica abbia la possibilità di registrarsi come genitore. Riguardo l’iscrizione all’anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali femminili che abbiano fatto ricorso a procreazione medicalmente assistita all’estero, quindi, la Corte d’Appello di Brescia ammette il riconoscimento di entrambi i genitori, mamma intenzionale e mamma gestante. I giudici bresciani hanno infatti respinto il reclamo con cui il Ministero dell’Interno voleva cancellare in un caso la madre intenzionale dall’atto di nascita sul quale nel 2023 l’aveva ammessa il Tribunale.

Serve una interpretazione evolutiva della legge 40/2004

Mentre Milano si era fermata di fronte all’assenza di una norma esplicita in materia, Brescia ritiene che «la protratta inerzia del legislatore, pur dopo il severo monito nell’ormai lontano 2021 della Corte Costituzionale», legittimi «una interpretazione evolutiva guidata dalla applicazione di principi costituzionali e sovranazionali» per «superare la mancata tutela dei figli». Un’interpretazione evolutiva «che non può bollarsi come sostitutiva del compito del legislatore, giacché il diritto vivente è appunto anche intervenire colmando lacune a fronte della inerzia protratta del legislatore». Come spiega il Corriere della Sera, per il collegio bresciano Castelli-Domanico-Caprioli , se è ormai assodato che «la posizione di attesa di un intervento legislativo non regge a fronte di situazioni di urgenza (morte del genitore biologico) nei quali l’adozione appare rimedio non praticabile, allora non si vede perché una interpretazione evolutiva della legge 40/2004 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita ndr), con riferimento alla parte dedicata alla tutela dei nascituri, non possa già oggi trovare ingresso, in attesa e anzi auspicando che il legislatore disciplini in modo organico la materia» per «meglio tutelare i diritti dei bambini».