Cosa ha detto Juncker su Tav, Salvini e Brexit

Cosa ha detto Juncker su Tav, Salvini e Brexit

21 Febbraio 2019 11.30
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Brexit, Italia in recessione, Tav: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel suo intervento al Comitato economico e sociale ha toccato tutti gli argomenti più caldi che preoccupano l'Ue. «Stiamo facendo ogni sforzo perché l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea sia organizzata in modo civile, ordinato e ben pensato, ma non ci siamo ancora. Perché al parlamento britannico votano sempre contro qualcosa, non c'è mai una maggioranza a favore. Se ci sarà un no deal, e non lo posso escludere, ci saranno enormi conseguenze. Cerchiamo di evitare il peggio, ma non sono molto ottimista».

«NIENTE MANOVRA BIS? SALVINI NON È IL MINISTRO DELLE FINANZE»

Ai cronisti che gli chiedevano se Matteo Salvini fosse troppo fiducioso nel ritenere che non sia necessaria una manovra aggiuntiva per l'Italia, Juncker ha risposto lapidario: «Non è il ministro delle Finanze».

«SULLA TAV DECIDONO ITALIA E FRANCIA: VEDIAMO CHI VINCE»

A proposito dell'Alta velocità ferroviaria Torino-Lione, alla domanda se lo stop sia una sconfitta anche per la lotta al cambiamento climatico, la replica è stata: «È una decisione che devono prendere le due repubbliche di Francia e Italia, vedremo alla fine chi la spunterà».

«L'UNGHERIA? CON L'ODIO L'UE NON VA AVANTI, ORBAN È UN AMICO»

Infine l'Ungheria e la campagna mediatica del governo di Budapest, che attacca Juncker come fa col filantropo miliardario George Soros: «Sono totalmente incapace di odiare davvero qualcuno. Viktor Orban è un mio buon amico. Ho visto questi poster pieni d'odio in giro per l'Ungheria, ma non mi arrendo, e faccio esattamente il contrario. In Europa non si va avanti se i Paesi si combattono gli uni con gli altri, o se c'è odio nel gruppo. Ora basta».

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