Brexit: sull'Irlanda le idee Ue sono inaccettabili

Brexit: sull’Irlanda le idee Ue sono inaccettabili

20 Luglio 2018 10.52
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Le proposte avanzate finora dall'Ue per risolvere il nodo della frontiera irlandese nel negoziato sulla Brexit – tramite un backstop garantito da un allineamento di regole fra Irlanda e Irlanda del Nord – sono «impraticabili» e il governo britannico non le potrà accettare «mai». Lo ha ribadito Theresa May a Belfast, sollecitando Bruxelles a farle «evolvere». La premier ha comunque promesso un «confine senza barriere», ma nel rispetto dell'integrità del mercato britannico e dei legami fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito.

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

I 27 Paesi Ue «non sono ancora abbastanza pronti» ad affrontare tutti gli scenari possibili in cui si andrà a concretizzare la Brexit. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea evidenziando che «dobbiamo essere pronti a ogni eventualità», quindi anche a quella di un mancato accordo. Nel pomeriggio del 20 luglio a Bruxelles si svolgerà il primo incontro tra il negoziatore Ue Michel Barnier e il nuovo negoziatore inglese Dominic Raab. Nella comunicazione la Commissione Ue ha scritto che «l'Europa lavora duramente ad un accordo, ma non c'è certezza che sarà raggiunto. E anche se lo fosse, il Regno Unito non sarà più uno Stato membro», e quindi «ci si prepara a tutte le evenienze per assicurare che le istituzioni dell'Ue, gli Stati membri e i privati siano comunque pronti». La Commissione chiede ai Governi di prepararsi a «tutti gli scenari», considerando anche «misure di contingenza» per problemi specifici come le dogane, nel caso di non accordo.

IL NODO DELLA FRONTIERA TRA LE DUE IRLANDE

Tutto dipende dai negoziati e da entrambi i lati della frontiera, in particolare quella tra Irlanda e Regno Unito, la tensione sta irremediabilmente crescendo, tanto che il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha scelto lo stesso giorno per avvertire i suoi elettori della possibilità crescente del ritorno dei controlli alla frontiera con l'Irlanda del Nord. E anche i mercati finanziari hanno prezzato le probabilità più solide di un no deal assieme a dati economici negativi: il 19 luglio la sterlina è arrivata a valere 1,30 dollari, il livello più basso mai raggiunto negli ultimi dieci mesi.

Leggi anche: Come l'Ue si prepara a una Brexit senza accordo

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