Le news sul rinvio della Brexit del 10 aprile 2019

Le news sul rinvio della Brexit del 10 aprile 2019

10 Aprile 2019 11.32
Like me!

I 27 leader europei si vedono oggi 10 aprile a Bruxelles per parlare della data della Brexit: secondo i media internazionali, che citano fonti europee vicine al dossier, si profila un rinvio dell'uscita della Gran Bretagna dall'Ue al 30 marzo 2020. La premier britannica il 9 ha incontrato Merkel e Macron, chiedendo un rinvio al 30 giugno, mentre alcuni Paesi sarebbero disposti a concederle più tempo. In generale gli Stati membri sono preoccupati che un rinvio esteso senza paletti possa interferire con il rinnovo dei vari organi Ue dopo il voto del 26 maggio e non ultimo la delicata discussione sul budget per il periodo 2021-2027.

MAY: «OBIETTIVO È LASCIARE L'UE CON UN ACCORDO»

Per la premier May il «miglior modo» di attuare la Brexit è «uscire in modo ordinato dall'Ue e con un accordo». Lo ha evidenziato nel Question Time del mercoledì ai Comuni, prima di partire per Bruxelles, rispondendo a un deputato brexiteer che sollecitava invece un divorzio no-deal. La premier s'è detta convinta che «un governo conservatore» possa fare «un successo» di qualunque Brexit, ma ha insistito sull'obiettivo di un deal, accusando il parlamento di aver ritardato l'uscita non ratificando finora un accordo.

DIFFICILE UN NUOVO REFERENDUM

Rispondendo alla perorazione in favore di un nuovo referendum del capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell'Snp, Ian Blackford, May si è detta contraria anche perché, ha spiegato, l'opzione sia stata già bocciata «due volte dalla Camera» dei Comuni. La premier non ha peraltro escluso che un emendamento pro referendum bis possa essere riproposto in aula quando un accordo sul divorzio dall'Ue dovesse tornare al voto a conclusione dei negoziati in corso con l'opposizione laburista di Jeremy Corbyn su un possibile compromesso. Ma non ha risposto alla domanda di Blackford se la questione sia stata sollevata nei colloqui col Labour e ha comunque ribadito che nel caso d'un nuovo emendamento il parere negativo del governo «non cambierà».

MERKEL: «POSSIBILE LUNGO RINVIO»

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto al Bundestag, parlando prima di lasciare Berlino per Bruxelles, che l'Ue potrebbe decidere un rinvio della Brexit più lungo di quello richiesto dal governo britannico. Ma sarebbe un rinvio flessibile, in grado di consentire un'uscita «molto veloce» una volta che il Regno Unito abbia approvato l'accordo. L'eventuale decisione su un prolungamento dei tempi per la Brexit «deve dare un po' di calma», ha detto ancora la cancelliera tedesca. Alla domanda poi su quale tipo di rinvio sia preso in considerazione, Merkel ha risposto: «Il più corto possibile, ma per il tempo che ci consenta di non tornare ogni due settimane sugli stessi temi». «Siamo dell'opinione che bisogna dare alle parti il tempo necessario», ha spiegato Merkel, delineando però anche le aspettative dell'Ue. E quindi la cancelliera tedesca ha sottolineato come 'condizioni necessarie' che «le istituzioni europee devono continuare a funzionare», a partire dalle elezioni europee che, ha detto, «devono svolgersi in maniera ordinata», anche per il Regno Unito in caso di rinvio della Brexit. I 27 si aspettano inoltre da Londra «la disponibilità ad essere costruttivi», ha aggiunto.

LA SPACCATURA NEL CONSIGLIO SULLA DURATA DEL RINVIO

Nonostante la maggior parte dei 27 Stati Ue si sia espressa per concedere a Londra una proroga lunga per la Brexit – di 9 o 12 mesi – nella convinzione che sia la leva più efficace per fare pressione sulla Camera dei Comuni per l'approvazione dell'Accordo di divorzio, a poche ore da un nuovo vertice straordinario sulla Brexit, il panorama non appare compatto. Secondo fonti diplomatiche europee ci sono infatti Paesi come l'Austria che premono in una direzione diversa, o come la Francia che vorrebbero imporre al Regno Unito paletti molto rigidi per mantenere una sorta di controllo sul suo comportamento durante la permanenza nell'Ue. Vienna è a capo di un piccolo gruppo di capitali che vedono in una proroga breve – il 30 giugno (data richiesta dalla premier britannica Theresa May) – un modo per fare più pressione su Westminster per l'ok all'Accordo. Mentre Parigi insiste su condizioni incalzanti per Londra, evocando anche la necessità di un nuovo summit a breve, se May stasera non arriverà con un piano concreto.

BARCLAY: «VOGLIAMO USCIRE PRIMA POSSIBILE»

I piani di Downing Street sono stati confermati anche da Stephen Barclay, ministro per la Brexit, intervistato alla Bbc, che ha spiegato come si sta lavorando per far uscire il Regno dall'Ue «alla prima opportunità possibile». Sull'estensione Barclay ha spiegato di non voler «un'estensione lunga e neppure il primo ministro», e per questo, ha aggiunto, «chiediamo una proroga al 30 giugno in modo da poter lasciare l'Ue il prima possibile». «Tutto questo», ha poi ribadito il ministro, «è conseguenza del comportamento del parlamento, non del governo. Il governo ha concordato un'intesa (sulla Brexit) con l'Ue. È stato il parlamento (negando la ratifica) a forzarci» nella situazione attuale.

L'EUROCAMERA: CON PROROGA LUNGA SI DOVRÀ VOTARE

Nel caso in cui il Consiglio Europeo straordinario dovesse concedere a Londra una proroga 'lunga' della Brexit, Il Regno Unito «sarà obbligato» a partecipare alle elezioni europee. Questa la posizione assunta dalla conferenza dei presidenti dell'Europarlamento, secondo la quale «in ogni caso» l'accordo dello scorso novembre «non dovrà essere riaperto». Dopo aver premesso che lo scenario di un'uscita senza accordo «dovrebbe essere evitato», il Pe ha sottolineato che May «non può presentarsi oggi al Consiglio a mani vuote». Il Pe si aspetta che la premier indichi quali sono le prospettive dei colloqui con i Labour e se esiste una solida maggioranza parlamentare. «Altrimenti dovrà indicare chiaramente quale strada seguire»: nuovo referendum, elezioni politiche anticipate, revoca dell'articolo 50.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *