Per Theresa May il rischio di no deal potrebbe far saltare la Brexit

08 Marzo 2019 14.06
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«Nessuno sa cosa potrà succedere» se la Camera dei Comuni boccerà di nuovo martedì 12 l'accordo sulla Brexit proposto da Theresa May. Lo ha detto la stessa premier Tory in un discorso in una fabbrica di Grimsby, lanciando al riguardo un avvertimento ai deputati brexiteer del suo partito. La scelta di martedì «è cruciale», ha ammonito: rigettare il deal «significa che nessuno sa cosa potrà succedere: potremmo non uscire dall'Ue per molti mesi, potremmo uscire senza le protezioni che il deal prevede e potremmo non uscire del tutto».

APPELLO A HARD BREXITEER E UE

Nel discorso, Theresa May ha alternato gli appelli ai deputati britannici a quelli nei confronti dei partner dell'Ue: sollecitando i primi a un (al momento improbabile) voto di ratifica favorevole e i secondi a fare concessioni sul controverso backstop irlandese; e paventando il rischio di un salto nel buio in caso di bocciatura sia per i sostenitori della Brexit, sia per coloro che temono le conseguenze di un taglio netto da Bruxelles.

MAY: «SENZA ACCORDO DESTINO INGNOTO»

«Tutti», ha detto tra l'altro, «vogliono adesso che un accordo sia chiuso e che si possa andare oltre le polemiche e le asprezze del dibattito per uscire dall'Ue come un Paese unito e pronto a fare del suo futuro un successo». Quindi ha ribadito che i contatti con Bruxelles proseguiranno anche nel weekend, non senza tornare a invocare ulteriori rassicurazioni sul backstop ed evidenziare come l'atteggiamento dei 27 nei prossimi giorni sia destinato ad avere «un grande impatto sull'esito del voto» di ratifica ai Comuni di martedì 12 marzo.

BARNIER: «A UE INTERESSA IL RISULTATO»

«Siamo uniti. Non siamo interessati a fare il gioco dello scaricabarile, ma al risultato. Continuiamo a lavorare». È stata la posizione ribadita dal capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier, uscendo da una riunione con i 27 ambasciatori, durata meno di un'ora. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche europee, dalla riunione non sono emersi progressi sul dossier, e per il momento non è previsto l'arrivo del ministro per la Brexit Stephen Barclay e dall'attorney general Geoffrey Cox a Bruxelles, nel fine settimana. Possibile invece che nei prossimi giorni la premier britannica Theresa May abbia una conversazione telefonica col presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

«POSSIBILE USCITA UNILATERALE DEL REGNO UNITO DALL'UNIONE DOGANALE»

«Ho aggiornato i 27 ambasciatori dell'Ue ed il Parlamento europeo sull'andamento dei negoziati col Regno Unito. L'Ue ha proposto al Regno Unito un'interpretazione legalmente vincolante dell'accordo di divorzio sulla Brexit», ha poi rincarato su Twitter Barnier aggiungendo anche che «L'Ue si impegna a dare al Regno Unito l'opzione di uscire dal territorio dell'Unione doganale in modo unilaterale, mentre gli altri elementi del backstop devono essere mantenuti per evitare barriere alle frontiere. Il Regno Unito non sarà forzato a restare nell'unione doganale contro la propria volontà». Secondo quanto spiegato da fonti diplomatiche europee, questo significa che la Gran Bretagna potrà uscire in modo unilaterale, ma non l'Irlanda del Nord. Questa opzione era già stata presentata dall'Unione, in una prima formulazione del backstop, ma rigettata dalla premier britannica Theresa May, perché avrebbe diviso il Regno Unito.

«LONDRA PUÒ SOSPENDERE IL BACKSTOP»

Sempre su Twitter Barnier ha spiegato che «Il pannello arbitrale può già, ai sensi dell'articolo 178 dell'Accordo di divorzio, dare al Regno Unito il diritto ad una sospensione proporzionata dei suoi obblighi sul backstop, come ultima risorsa, se l'Ue non fa del suo meglio e viola gli obblighi di buona fede a negoziare soluzioni alternative». «L'Ue», ha twittato ancora il campo negoziatore, è pronta a dare forza legale a tutti gli impegni della lettera di Juncker e Tusk di gennaio, attraverso una dichiarazione congiunta interpretativa. Questo renderà gli obblighi a fare i migliori sforzi e quelli alla buona fede anche più sanzionabili da parte del pannello arbitrale», con un riferimento alle concessioni che l'Ue è pronta a dare a Londra, per aiutare la premier britannica a far passare l'Accordo di divorzio a Westminster. «L'Ue», ha concluso Barnier, «continuerà a lavorare intensamente, nei prossimi giorni, per assicurare che il Regno Unito lasci l'Ue con un accordo».

CORBYN: «APPELLO MAY È SEGNO DI DISPERAZIONE»

Per il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, l'appello di Theresa May all'Ue per concessioni dell'ultimo minuto sul backstop irlandese prima del nuovo voto di ratifica è stato solo un «segnale di disperazione». Corbyn ha ribadito che il suo partito «non sosterrà martedì» l'accordo proposto dalla premier Tory. Mentre voterà il giorno dopo contro l'opzione di un divorzio 'no deal' e quindi ripresenterà il proprio piano B per una Brexit più soft che preveda fra l'altro la permanenza del Regno in un'unione doganale europea e un maggior accesso al mercato unico.

NUOVA FRENATA SUL REFERENDUM BIS

«Sono proposte che ho illustrato all'Ue e che possono costituire una buona base negoziale» nuova, ha detto, sfidando May a riconoscerle come bozza «d'un deal in grado di avere il sostegno della Camera». Corbyn ha invece rimesso per ora da parte l'idea d'un secondo referendum: «Non facciamo retromarcia» sull'impegno a votare un emendamento al riguardo più avanti, «ma», ha tagliato corto, «al momento la priorità è fermare un no deal».

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