Laburisti pronti a chiedere un secondo referendum sulla Brexit

Laburisti pronti a chiedere un secondo referendum sulla Brexit

25 Febbraio 2019 19.08
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Il leader del Labour Jeremy Corbyn ha deciso di sostenere tre emendamenti volti ad allontanare il rischio di una Brexit no deal nel caso in cui la premier Theresa May non riuscisse a far passare un suo accordo con l'Ue sul divorzio. Uno degli emendamenti in questione – al voto ai Comuni mercoledì 27 febbraio – apre la strada, in caso di stallo protratto, alla convocazione di un secondo referendum sulla Brexit. Ad anticipare la decisione è stato lo stesso Corbyn, parlando ai deputati del gruppo laburista e accusando la premier Tory di «perdere sconsideratamente tempo» per cercare di imporre un aut aut dell'ultimo minuto fra la sua linea e «un disastroso no deal». La mossa di Corbyn, da sempre contrario a una seconda consultazione, è tesa a fermare la fuga di deputati dal Labour. Nella speranza che, in parlamento, continui a non esserci una maggioranza favorevole al People's Vote.

UN EMENDAMENTO PER OBBLIGARE MAY A CHIEDERE UN RINVIO

Il leader laburista ha preannunciato un primo emendamento in cui il maggior partito d'opposizione chiederà sostegno al proprio piano alternativo per una Brexit più soft che lasci l'intero Regno Unito nell'unione doganale e garantisca «un allineamento ravvicinato al mercato unico», la partecipazione britannica a diverse agenzie e agli accordi di sicurezza collettiva. Ha inoltre formalizzato l'appoggio a un secondo emendamento – promosso trasversalmente dalla deputata laburista Yvette Cooper e dal ribelle conservatore pro Remain Oliver Letwin – che, se approvato, imporrebbe alla May di chiedere un rinvio della Brexit rispetto alla data prevista del 29 marzo ove l'unica alternativa fosse il no deal. Infine, il partito di Corbyn ha assicurato il sostegno a un terzo emendamento favorevole a «un nuovo voto pubblico sulla Brexit» di fronte al rischio di un divorzio hard. «In un modo o nell'altro», sono le parole di Corbyn, «faremo tutto quanto in nostro potere per evitare un no deal o una devastante Brexit Tory basata sull'accordo di Theresa May già bocciato a valanga» una prima volta dalla Camera dei Comuni.

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