Le otto proposte alternative al piano May per la Brexit

Le otto proposte alternative al piano May per la Brexit

27 Marzo 2019 15.38
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La Camera dei Comuni ha bocciato tutte e otto le proposte parlamentari di piano B sulla Brexit, alternative all'accordo di divorzio raggiunto dalla premier Theresa May e poi non ratificato Westminster in due successive occasioni. Ogni singola opzione ha ottenuto più no che sì. Le due più votate sono state quella a favore di un referendum bis, con 268 sì e 295 no; e quella del conservatore moderato Kenneth Clarke, favorevole all'unione doganale, con 264 sì e 272 no, la più vicina alla maggioranza.

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LE CONDIZIONI IMPOSTE ALLA PREMIER MAY

D'altra parte, le speranze della premier May di rispondere al parlamento di Westminster riproponendo entro la fine della settimana l'accordo raggiunto con la Commissione europea per un terzo tentativo di ratifica, sono condizionate al rispetto delle condizioni imposte da Bercow: la mozione governativa dovrà essere diversa «in modo sostanziale» e il veto non potrà essere aggirato con meri ritocchi formali, tant'è che lo stesso speaker si è riservato la facoltà di verificarne l'effettivo «cambiamento».

GLI OTTO POSSIBILI PIANI B

Ecco in cosa consistono gli otto possibili piani b, nella sintesi fatta dal quotidiano britannico The Guardian. In grassetto le due proposte che, pur bocciate, hanno ottenuto il maggior numero di voti.

1) No Deal

La proposta, sostenuta dai parlamentari conservatori John Baron, David Amess, Martin Vickers e Stephen Metcalfe, è di lasciare l'Unione europea senza un accordo il 12 aprile.

2) Mercato comune 2.0

La proposta, sostenuta dai conservatori Nick Boles, Robert Halfon e Andrew Percy e dai laburisti Stephen Kinnock, Lucy Powell e Diana Johnson, è che il Regno Unito aderisca al Trattato europeo di libero scambio e allo Spazio economico europeo. Ciò consentirebbe a Londra di restare nel mercato unico e di firmare un accordo doganale completo con l'Unione europea dopo la Brexit, che rimarrebbe in vigore fino all'adozione di un accordo commerciale più ampio, in grado di garantire la libera circolazione dei beni e l'apertura della frontiera con l'Irlanda.

3) Spazio economico europeo e Associazione europea di libero scambio

La mozione presentata dal deputato conservatore George Eustice propone di rimanere all'interno dello Spazio economico europeo e dell'Associazione europea di libero scambio, ma di stare fuori dall'unione doganale. La proposta è stata firmata anche da alcuni parlamentari conservatori, come l'ex ministro Nicky Morgan e Simon Hart.

4) Unione doganale completa

La proposta del conservatore moderato Kenneth Clarke, sostenuta dalla deputata laburista Yvette Cooper e dai conservatori Sir Oliver Letwin e Sarah Newton, chiede di negoziare con Bruxelles «un'unione doganale permanente e completa del Regno Unito con l'Unione europea» in qualsiasi accordo di Brexit.

5) Unione doganale e allineamento con il mercato unico

I laburisti hanno presentato una mozione che propone di mantenere uno stretto rapporto di collaborazione economica con l'Unione europea. Il piano include un'unione doganale completa con il Regno Unito e futuri accordi commerciali; uno stretto allineamento con il mercato unico; il rispetto dei diritti europei; la partecipazione di Londra alle agenzie europee e ai programmi di finanziamento; e un accordo sulla sicurezza, compreso l'accesso al mandato di cattura europeo.

6) Revoca del divorzio se il parlamento si oppone a ogni soluzione

La proposta, firmata da 33 deputati, prevede che se non verrà approvato l'accordo negoziato dal governo May si tenga un voto sul No Deal due giorni prima della data prevista per il divorzio (12 aprile). Se i parlamentari si rifiutassero di autorizzare l'uscita senza accordo, la premier May dovrebbe fermare la Brexit revocando l'articolo 50.

7) Referendum confermativo

La proposta dei laburisti Peter Kyle e Phil Wilson, sostenuta da decine di parlamentari in tutta la Camera, chiede un secondo referendum per confermare qualsiasi accordo sulla Brexit approvato dal parlamento, prima della sua ratifica.

8) Accordi commerciali preferenziali

Un gruppo di parlamentari conservatori, tra cui Marcus Fysh, Steve Baker e Priti Patel, hanno firmato una mozione che chiede al governo di cercare di concordare accordi commerciali preferenziali con l'Unione europea, nel caso in cui il Regno Unito non sia in grado di mettere in atto la Brexit.

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