Scontro sui social tra Flavio Briatore e Angelo Bonelli: botta e risposta sulle concessioni balneari

Redazione
09/01/2024

Il deputato è stato il primo ad attaccare: «Per il Twiga paga 20 mila euro l'anno e fattura un milione». L'imprenditore ha risposto: «Non votatelo, non serve a nulla. Venga qui a capire cosa significa lavorare». E infine la controreplica: «Fa il patriota con la residenza fiscale a Montecarlo».

Scontro sui social tra Flavio Briatore e Angelo Bonelli: botta e risposta sulle concessioni balneari

Il tema delle concessioni balneari ha portato allo scontro verbale sui social tra uno dei più famosi imprenditori italiani e un parlamentare e leader politico di centrosinistra. I protagonisti della vicenda sono Flavio Briatore, titolare del Twiga, e il deputato di Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde. La polemica è partita da un comunicato e da un tweet pubblicati da quest’ultimo, con all’interno attacchi al vicepremier Matteo Salvini e all’imprenditore sul tema delle concessioni. La replica di Briatore non si è fatta attendere e il botta e risposta, a distanza di ore uno dall’altro, è durato un paio di giorni.

Scontro sui social tra Flavio Briatore e Angelo Bonelli botta e risposta sulle concessioni balneari
Angelo Bonelli (Imagoeconomica).

Bonelli: «Briatore paga 20 mila euro di canone per il Twiga»

La prima stoccata è stata data da Bonelli. Il deputato ha scritto su X: «Salvini riduce il costo delle concessioni delle spiagge del 4,5 per cento. Un regalo a chi già paga canoni ridicoli. Il Twiga di Santanchè e Briatore, con residenza a Montecarlo, pagano 20 mila € anno e fatturano 10 mln. Il governo Meloni è come Superciuk : toglie ai poveri per dare..».

Lo stesso Bonelli, in un comunicato, ha anche affermato: «Uno scandalo. Salvini da il via ai saldi sulle spiagge italiane con lo sconto ai balneari che riduce il canone della concessione demaniale marittima del 5 per cento. Quello voluto dal ministro e leader della Lega Salvini è uno schiaffo all’Italia. Oggi lo Stato dalle concessioni demaniali incassa 110 milioni di euro, con una evasione accertata di circa il 45 per cento, nonostante i canoni siano irrisori. Non è superfluo ricordare che il Twiga di Briatore e Santanchè paga ogni anno allo Stato una cifra ridicola come canone, di 20 mila euro, a fronte di un fatturato di quasi 10 milioni di euro. La circolare del ministro Salvini è una vergogna, e su questo dovrà dare delle spiegazioni in Parlamento. E su questo, con un nostro esposto, chiederemo alla Procura Generale della Corte dei Conti di aprire un’indagine. È inaccettabile che la destra al governo voglia svendere le ultime spiagge libere per darle in concessione e privatizzarle. Il governo Meloni vuole privatizzare e cementificare le ultime spiagge libere e tutelare i privilegi di quegli stabilimenti balneari, compresi quelli di Briatore e Santanchè».

Scontro sui social tra Flavio Briatore e Angelo Bonelli botta e risposta sulle concessioni balneari
Flavio Briatore e la ministra al Turismo Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

Briatore: «Questa gente non serve a niente»

Qui è arrivata la replica di Flavio Briatore. In un’intervista su Libero ha risposto di non sapere di chi si stesse parlando, riferendosi a Bonelli. Ha affermato: «Non lo conoscevo, sapevo che faceva il politico, ma non esattamente di cosa si occupasse». Poi, su Instagram, ha invitato i propri follower durante un video a non votarlo: «Questa gente non serve a niente, sono centocinquantamila euro all’anno circa di stipendio pagato dagli italiani, letteralmente buttati via, sono rami verdi, nemmeno buoni per fare il fuoco. Hanno un corto circuito nella testa, sono dei disfattisti che ci vorrebbero tutti rovinati, sono degli scappati di casa».

 

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E infine ha invitato lo stesso deputato ad andarlo a trovare al Twiga, per capire il significato della parola «lavorare». Briatore ha dichiarato: «Persone come Bonelli non hanno mai lavorato, non sanno cosa vuol dire un colloquio di lavoro, non sanno cosa vuol dire fare un training alle persone. Non hanno nessuna idea di cosa voglia dire lavorare. Venga a lavorare tre mesi con noi. Allora sì che si renderà conto di cosa vuol dire lavorare».

Bonelli contrattacca: «Un patriota con la residenza fiscale a Montecarlo»

Non è finita. Bonelli in un reel su Instagram rilanciato anche su X, ha contrattaccato. Ha dichiarato: «Un signore, un tale Britore, Bratore, forse Briatore, mi ha attaccato dicendo che io non capisco nulla perché lui con il suo stabilimento balneare dà da lavorare a 180 persone e che se ha la residenza fiscale a Montecarlo che ce ne frega a noi, lui potrebbe averla anche nel Kazakistan… Vede signor Britore, Bratore, Briatore, c’è qualcosa che lei non ha capito, il punto non è se lei dà da lavorare a 180 persone, ben venga. Il punto non è se lei fattura 10 milioni di euro. Ne può fatturare molti di più per quanto mi riguarda. La questione, che lei non dice, è che lei paga allo Stato italiano per la spiaggia del Twiga solo 20mila euro l’anno un vero regalo, a chi poi è milionario, e questo francamente lo troviamo inaccettabile . Poi lei dice che bisogna sostenere il governo Meloni che sta facendo bene. Sta facendo bene? Sapete che sta facendo sulle spiagge? Vuole privatizzare e cementificare le ultime spiagge libere per tutelare i privilegi di quegli con gli stabilimenti balneari compresi quelli di Briatori e Santanchè. Ecco questo è il governo Meloni. Questi patrioti che dicono “difendiamo l’Italia” e poi si fanno la residenza fiscale a Montecarlo. Ecco i patrioti del governo Meloni, i patrioti di Fratelli d’Italia».

E infine ha concluso: «Quella contro la privatizzazione delle spiagge è una mia battaglia di una vita, questi balneari non pagano quasi nulla, i beni dello Stato non possono essere svenduti. Mia mamma mi diceva: “C’è tanta gente che ha soldi, ma a cui manca l’educazione”. Briatore è un cafone. Io sono nato e cresciuto nella periferia romana, a Casal Bertone. Per pagarmi gli studi la sera facevo il cameriere. Che venga lui qui in Parlamento. Ai bagni dei ricchi preferisco il lido di Ostia».