In Brunei lapidazione per gay e adulteri

28 Marzo 2019 10.54
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Dal 3 aprile 2019 in Brunei omosessuali e adulteri rischiano la lapidazione: il sultanato del sudest asiatico ha introdotto la pena coranica come parte dell'attuazione, fortemente criticata, di un nuovo codice penale basato sulla sharia. Lo riferisce il Guardian. Dalla prossima settimana, gli individui nel regno saranno dunque soggetti a una nuova serie di leggi draconiane, che includono anche l'amputazione di una mano e di un piede per il reato di furto.

MULTE PER CHI CONSUMA ALCOL E NON VA IN MOSCHEA

Il Brunei, che negli ultimi anni ha adottato una forma più conservatrice di Islam, ha annunciato nel 2014 l'intenzione di introdurre la sharia, il sistema legale islamico che impone severe pene corporali: una direttiva del sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, che è uno dei leader più facoltosi del mondo con una ricchezza personale di circa 20 miliardi di dollari e siede sul trono dal 1967. L'alcol è già vietato in Brunei e sono previste multe e condanne per chi non si reca alla preghiera il venerdì. La legge basata sulla sharia si applicherà solo ai musulmani, che costituiscono circa i due terzi della popolazione.

LA DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL

L'annuncio del nuovo codice penale è stato accolto con sgomento dai gruppi per i diritti umani. Amnesty International ha esortato il Brunei a «fermare immediatamente» l'attuazione delle nuove sanzioni, definite «profondamente sbagliate». Alcune delle fattispecie, ha detto la ricercatrice Rachel Chhoa-Howard ad Amnesty, «non dovrebbero nemmeno essere considerati reati, compresi i rapporti consensuali tra adulti dello stesso sesso». «Legittimare sanzioni tanto crudeli e inumane», ha aggiunto, «è spaventoso». Il Brunei fino al 1984 era una colonia britannica e l'omosessualità era illegale anche sotto il dominio coloniale.

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