Brusaferro: «La curva del contagi decresce ma non abbassiamo la guardia»

Redazione
10/04/2020

Il presidente dell'Istituto conferma anche l'aumento delle morti nelle Rsa per anziani nel periodo del picchi del coronavirus e della influenza comune. In Lombardia sono stati 1.822. Cartabellotta: c'è una sovrastima dei guariti.

Brusaferro: «La curva del contagi decresce ma non abbassiamo la guardia»

In Lombardia si conferma il «trend positivo» dei dati epidemici sul coronavirus, ma emerge, ancora una volta, il dato sulle morti nelle residenze per anziani un po’ in tutta Italia.

I numeri delle Rsa, ha confermato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, «sono molto cresciuti. In alcune zone la mortalità è cresciuta durante le settimane di picco dell’infezione mentre era presente comunque una mortalità legata ai picchi influenzali tra gennaio e febbraio». In Lombardia, nelle Rsa della Regione, i morti sono stati 1822. I riflettori dunque restano accesi sulle strutture già al centro di inchieste e indagini.

«NON ILLUDIAMOCI CHE LA SITUAZIONE SI RISOLVA»

La decrescita dei contagi, ha spiegato Brusaferro, è una notizia certamente positiva ma «non deve farci abbassare la guardia». Il quadro, infatti, «conferma lo scenario dei giorni scorsi e ci dà indicazioni di efficacia delle misure. Ma non dobbiamo illuderci che la situazione si risolva. Le misure sono essenziali per mantenere la curva, quando sarà scesa, sotto la soglia di 1 per i contagi».

IL 9 APRILE ESEGUITI 850 MILA TAMPONI

Il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha ricordato che nella giornata di giovedì 9 aprile i tamponi effettuati sono stati 850 mila. «Nel giro di pochi giorni», ha detto Locatelli, «i laboratori accreditati da parte delle Regioni sono passati da 77 a 126».

CARTABELLOTTA: LA LOMBARDIA COMUNICA SOLO NUMERO DIMESSI

Sui dati lombardi è intervenuto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. La Regione, ha messo in chiaro, «non trasmette il numero dei soggetti guariti, ma solo dei dimessi dagli ospedali. Questi casi nel report della Protezione Civile vengono conteggiati tra i guariti, con conseguente distorsione della comunicazione sull’andamento dell’epidemia da coronavirus». La Fondazione Gimbe ricorda come si tratti in realtà di falsi guariti e sottolinea la necessità di «mettere fine alle ambiguità». La sovrastima del numero dei casi guariti, ha rilevato Cartabellotta, «condiziona la percezione sull’andamento dell’epidemia e influenza le decisioni sanitarie e politiche. In particolare, la pianificazione della fase 2 deve essere informata da dati reali, evitando distorsione che induce decisioni finalizzate a tutelare interessi economici, piuttosto che la salute delle persone».