Cosa hanno deciso Francia e Germania sul budget dell’Eurozona

16 Novembre 2018 17.58
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C'è l'intesa franco-tedesca sul futuro budget dell'Eurozona. E per l'Italia non è una buona notizia. La conferma è arrivata nella serata del 16 novembre da diversi giornali, come Spiegel e Repubblica, che hanno visionato il documento di due pagine su cui si sono accordati il ministro francese delle Finanze Bruno Le Maire e il collega tedesco Olaf Scholz. È chiaro che il budget dovrebbe riguardare in maniera speciale l'Eurozona, ha scritto il magazine tedesco, «la ragione sta nella necessità di un maggior grado di tenuta e di competitività nell'area euro, per garantire la stabilità della stessa nel suo insieme». Il ritrovato asse franco-tedesco ha rinnovato la precedente intesa che Angela Merkel ed Emmanuel Macron avevano trovato il 19 giugno. Secondo le indiscrezioni, la proposta sarà presentata lunedì 19 novembre all'Eurogruppo.

PARTE DEL BUDGET ANCHE PER I PAESI IN DIFFICOLTÀ

Obiettivo dell'eurobudget è «sostenere rilevanti investimenti e riforme dei Paesi membri dell'Eurozona». Si possono immaginare investimenti e aiuti futuri per Paesi in crisi, si legge. Il budget dovrebbe essere parte del bilancio Ue, in modo da garantire le regole sul controllo del bilancio e l'approvazione del parlamento. Non si cita l'ammontare dei fondi, ma questo, secondo Spiegel, dovrebbe essere inferiore alle proposte iniziali di Macron. Saranno i Paesi dell'Eurozona a finanziare il budget, sulla base di prescrizioni strategiche annuali. Repubblica ha scritto che il fondo dovrebbe cofinanziare la spesa pubblica per puntare a «stimolare la crescita attraverso investimenti, ricerca e sviluppo, innovazione e capitale umano».

  • Il testo dell'accordo tra Francia e Germania.

NIENTE FONDI PER CHI NON RISPETTA LE REGOLE UE

Lo Spiegel ha scritto anche che i fondi su cui si sono accordati Parigi e Berlino arriveranno soltanto a chi rispetta le regole dell'Ue, fra cui si intendono ovviamente anche quelle di bilancio. Paesi come l'Italia, che non si attengono alle regole sui debiti, si legge esplicitamente sul portale dello Spiegel, non avrebbero alcuna chance. Il braccio esecutivo, ha scritto ancora Repubblica, diventerebbe l'Eurogruppo, cioè l'organo informale che raduna i ministri delle finanze dei 19 Stati membri che adottano la moneta unica.

UN'IDEA PARTITA DA MACRON

Oltre un anno fa, parlando alla Sorbona, il presidente francese Macron aveva rilanciato l'idea di spingere l'euro, e di conseguenza tutti i Paesi che hanno aderito alla moneta unica, verso una nuova tappa. All'inizio Berlino si era detta contraria, ma l'incontro al castello del Brandeburgo del giugno scorso ha messo in moto il progetto francese. Questo nuovo meccanismo dovrebbe entrare in vigore nel 2021. Nella bozza era anche prevista una profonda revisione dell'Esm, il Meccanismo di stabilizzazione europeo che dovrebbe diventare una sorta di Fondo monetario europeo capace di aprire linee di credito per breve tempo per correre in aiuto dei vari Paesi, o eventualmente per sostenere banche a rischio.

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