Le 5 peggiori bufale (smentite) sui migranti

26 Gennaio 2019 08.00
Like me!

Non è una novità che le elezioni si giochino e si vincano sul tema della sicurezza, sempre più spesso cavalcato con arguzia e spregiudicatezza dalle forze politiche, che non disdegnano di veicolare fake news fatte germinare nel brodo di coltura dei social. E non è un caso se nei Paesi in cui i partiti politici legano la questione ai flussi migratori si abbiano percezioni distorte del fenomeno. Ad agosto 2018 l'Istituto Carlo Cattaneo aveva dimostrato in un report che gli italiani sono tra gli elettori europei che dimostrano il distacco maggiore tra la percentuale di immigrati stimati sul territorio nazionale, ritenuta attorno al 25%, e la realtà (sono il 7%). Insomma, la politica contribuisce a tenere perennemente attiva questa gigantesca fucina di bufale e il risultato è un'opinione pubblica sempre meno capace di distinguere il vero dal falso. Di seguito riportiamo alcune tra le balle più recenti e ricorrenti entrate nella propaganda elettorale.

LEGGI ANCHE: La bufala sulla Caritas che accoglie i migranti e non gli italiani

1. «I MORTI IN MARE AUMENTANO CON LA PRESENZA DELLE ONG»

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto Iil 19 gennaio sulla sua pagina Facebook: «Una riflessione. Tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire. Ma il “cattivo” sono io. Mah…». Che non esistano simili relazioni, però, era già stato dimostrato da tempo, quando l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, nell'aprile 2017, apostrofò le Organizzazioni non governative con il termine “taxi del mare”. Nicola Carlone, capo del III reparto piani e operazioni del comando della Guardia costiera, durante un’audizione parlamentare del maggio 2017 dichiarò: «La presenza delle Ong non comporta quello che viene detto un fattore di attrazione, spesso non dà impulso alle partenze. Per esempio in questi giorni abbiamo un tempo abbastanza tranquillo, ci sono diverse unità mercantili, Ong, militari e non sta succedendo niente. Il fenomeno migratorio è governato esclusivamente a terra, secondo modalità decise dalle organizzazioni criminali». Considerazioni confermate da una recente analisi di Matteo Villa, esperto di fenomeni migratori dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), che ha incrociato le percentuali del totale mensile di migranti soccorsi dalle Ong e le partenze dalla Libia.

2. «I MIGRANTI SONO CONSEGUENZA DEL NEO-COLONIALISMO FRANCESE»

Ospite della trasmissione Che tempo che fa, Alessandro Di Battista ha accusato la Francia di incentivare il flusso migratorio verso l'Italia, sventagliando la banconota di un franco Cfa. Gli ha fatto eco Di Maio: «Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziarsi il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i Paesi africani». Non è la prima volta che il Movimento 5 stelle prova a battere una strada analoga: il 27 novembre 2018 il senatore pentastellato Gianluigi Paragone aveva espresso concetti analoghi dal suo blog su il Fatto Quotidiano. Che una politica estera aggressiva e “anti-francese” possa conquistare l'elettorato “sovranista” è ciò di cui sembra convinto Salvini (via social e in tivù ha ribadito: «In Francia hanno un pessimo governo e un pessimo presidente della Repubblica. Macron parla di accoglienza ma respinge gli immigrati alla frontiera»).

Numeri alla mano non è dimostrabile alcuna penalizzazione a livello economico dei Paesi che si affidano al franco Cfa

Di Maio e Di Battista potrebbero avere rispolverato le considerazioni dell'ex direttore del quotidiano La Padania per non lasciare il campo libero all'alleato di governo in occasione delle Europee. Ma hanno fondamento? Les Decodeurs, sito francese di fact-checking legato a Le Monde, ha passato al vaglio le esternazioni dei nostri politici smentendo l'esistenza della fantomatica tassa coloniale imposta a 14 Stati africani. Non solo. Come ricordato via Twitter da David Carretta, corrispondente dalle istituzioni europee di Radio Radicale, numeri alla mano non è dimostrabile alcuna penalizzazione a livello economico dei Paesi che si affidano a quella valuta. In più, sono gli stessi dati forniti dal Viminale a smentire questa teoria: tra le nazionalità dichiarate dai migranti al momento dello sbarco non ne figurano collegate agli Stati sotto il “protettorato” francese (Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Costa D’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo). Delle due, l'una: o quella di Di Maio e Di Battista è una bufala o i migranti si accordano tra loro anche se su imbarcazioni differenti e mentono in massa sulla propria provenienza per timore di ritorsioni da Parigi.

3. «I PROFUGHI PORTANO MALATTIE»

Un'altra fake news cavalcata ad arte da Salvini (il 12 settembre scriveva: «Purtroppo la tubercolosi è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di disastri e di invasione senza regole e senza controlli») riguarda la possibile riviviscenza di malattie che il Vecchio continente ha debellato da tempo. È stata la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a smontare una simile tesi, nel suo primo rapporto sulla salute dei migranti in Europa. Dai dati raccolti traspare non solo che chi sbarca gode generalmente di buona salute, ma anche che il rischio di contrarre malattie cresce all'aumentare del periodo di permanenza nel Paese di sbarco. Elemento che accende ancora una volta un faro sul tipo e sulla qualità di accoglienza messa in campo dai Paesi interessati (tra cui il nostro), che non fornirebbero accesso ai servizi sanitari e stiperebbero i migranti in attesa di controlli in ambienti dalle condizioni igieniche precarie.

4. «RIFUGIATI NEGLI ALBERGHI, TERREMOTATI NELLA NEVE»

Sui social sono circolate alcune foto che ritraggono le caratteristiche tende blu che la Protezione civile utilizza per dare un primo rifugio ai terremotati completamente sommerse nella neve. Seguiva la didascalia: «Amatrice 2019, ci fossero gli africani il papa li definirebbe campi di concentramento e l'Onu li ci condannerebbe per tortura». Era sufficiente effettuare una ricerca tramite Google Immagini per scoprire che risalgono al 2017 e riguardano il terremoto a Norcia.

5. «INTASCANO 35 EURO AL GIORNO E PROTESTANO PER L'ASSENZA DI WI-FI»

Un'altra bufala innestata a tal punto nell'immaginario collettivo da essere comunemente accettata e data per vera nonostante le controprove riguarda il fatto gli immigrati vengano ospitati negli hotel a 5 stelle, intaschino dallo Stato 35 euro al giorno e spesso protestino per l'assenza del Wi-Fi. Nel tentativo di arginare la circolazione di queste menzogne, l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha approntato tempo fa una sorta di decalogo in cui vengono smontate una a una senza possibilità di replica. La giornalista Francesca Romana Genoviva, autrice dell'articolo, ha spiegato a Lettera43.it: «Ancora oggi sento dire che i migranti riceverebbero 35 euro al giorno dallo Stato: tale cifra si riferisce alla spesa complessiva per il loro mantenimento nel sistema di accoglienza, quasi interamente investita per stipendi del personale e spese per beni di prima necessità».

6. «LE NAVI DELLE ONG SVERSANO RIFIUTI INFETTIVI»

Ci sono poi balle ancora più pericolose perché, oltre a essere sfruttate a fini propagandistici, diventano oggetto di indagine da parte dei giudici e ciò conferisce loro ulteriore credibilità. È il caso del presunto smaltimento illecito di rifiuti pericolosi imputato alla Ong Medici senza frontiere, che sarebbe stato posto in essere dalle navi Aquarius e Vos Prudence. Secondo gli inquirenti questi rifiuti, per lo più capi indossati dai migranti, sarebbero stati smaltiti nei porti italiani senza tener conto dei rischi biologici, nonostante, come ha sottolineato la procura di Catania, i «numerosi e documentati casi (5.088 su 21.326 migranti sbarcati) di malattie tra cui scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide». Dato che l'indagine è in corso non è possibile conoscerne i contorni ma, per come è stata comunicata, sembra che i magistrati abbiano ritenuto plausibile la trasmissione delle malattie elencate tramite i capi di abbigliamento. Una tesi balzana, sconfessata dalla medicina moderna, che rischia di seminare il panico tra la popolazione e frenare l'integrazione. Ulteriore bufala aveva riguardato il destino dell'Aquarius che, come ha chiarito la procura «non è mai stata sequestrata in quanto non era in Italia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *