Buio in sala

Redazione
16/12/2010

di Luca Peretti Di sicuro c’è solo che sta per chiudere. I primi di gennaio, lo storico Metropolitan di Roma...

Buio in sala

di Luca Peretti

Di sicuro c’è solo che sta per chiudere. I primi di gennaio, lo storico Metropolitan di Roma scomparirà per far spazio a qualcos’altro. È solo l’ultimo di una serie di sale della capitale che abbandonano le proiezioni per diventare bingo, negozi o altre attività. Il processo riguarda non solo Roma ma tutto il Paese e colpisce soprattutto i cinema nelle zone più appetibili, come per esempio il Gambrinus di piazza della Repubblica, a Firenze, che diventerà un Hard Rock Cafè.
Un problema generale, quindi, che nel caso specifico del Metropolitan riguarda un cinema importante della capitale, solo da qualche anno multisala, con una particolarità rispetto ad altri: la proiezione di film in lingua originale, con sottotitoli in italiano, una gioia per gli stranieri residenti a Roma e per i cinefili ma anche una necessità per i non udenti, che infatti si sono mobilitati in difesa della sala.

La normativa sulla destinazione d’uso

La notizia della chiusura circola da mesi, da quando si è appreso che la proprietà, la Fininvest Immobiliare, ha venduto le mura. Non è ancora chiaro che sia stato l’acquirente: forse la Benetton. Una fonte vicina all’azienda dice che è stato venduto a un altro immobiliare che, tuttavia, difficilmente potrà utilizzarlo per qualcosa che non è cinema dato che le normative del piano regolatore non lasciano molto spazio.
IL PROBLEMA DELLA CONVERSIONE. Di cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto all’assessore alle Politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma, Umberto Croppi: «Gli esercizi commerciali sono attività private, sia pure con particolare valore sociale, e quindi rispondono al mercato. Come amministrazione pubblica non abbiamo strumenti coercitivi, ma c’è un deterrente che è la normativa che va sotto il nome di Nuovo Cinema Paradiso e impedisce, in parte, il cambio di destinazione d’uso».
UNA PERDITA DA 200 MILA EURO. In pratica, si può convertire solo una parte dei locali (intorno al 50%) mentre il resto deve rimanere per attività culturali. «Proprio per questo limite, a Roma ci sono 35 sale cinematografiche chiuse, che sono un danno per la collettività ma anche per i proprietari che non possono convertirle in altro. Ma se abolissimo la normativa, anche altri cinema in difficoltà potrebbero essere stimolati a chiudere. Per il caso specifico del Metropolitan, ho cercato di contattare i nuovi proprietari e dovrei incontrarli i primi di gennaio, ma cosa potranno mai dirmi? L’attuale gestione aveva una perdita di 200.000 euro, non credo che la nuova proprietà voglia farsene carico».

A Roma, 30 cinema chiusi dal 2000

Della vicenda Metropolitan si sono occupati anche i sindacati: «Il problema, dal punto di vista occupazionale è relativo: ci lavorano dalle quattro alle cinque persone, dipendenti da Circuito Cinema [che gestisce la sala, ndr] che potrebbe reintegrarli altrove», dice a Lettera43.it Mario Carucci, segretario provinciale della Cub informazioni di Roma.
CHIUSE SALE ECCELLENTI. Il punto, continua Carucci, è che «diversi altri cinema gestiti dal Circuito sono nel centro storico, come il Fiamma, in zone commercialmente appetibili, e abbiamo paura che possano fare la stessa fine. Ci siamo resi conto, poi, che il Metropolitan fa parte della vita culturale della città ed è una grave perdita: in poco tempo e con le scarse risorse che possediamo, abbiamo raccolto 8000 firme contro la chiusura. Il tessuto sociale sta cambiando ma per noi è assurdo che accada, che si continuino a perdere sale. Dal 2000, a Roma, ne sono state chiuse una trentina».
DALL’HOLIDAY AL PARIS. Un vero stillicidio: i nomi più noti sono Holiday, Gioiello, Capranica, Rivoli, Etoile, Augustus, Rialto, Rouge et Noir, America, Paris, Cola di Rienzo, tutti cinema che non ci sono più. Secondo Croppi «se le sale chiudono è perché non c’è più sostenibilità economica, cioè la gente non va più al cinema, perché ormai i film si vedono anche a casa, con l’home theatre o i dvd. L’amministrazione può promuovere e finanziare manifestazioni promosse dalle associazioni di categoria che riescono a portare a Roma film a prezzi contenuti anche grazie ai finanziamenti del Comune. Questo possiamo fare».