Il burnout è stato riconosciuto come sindrome

L'Oms ha smentito la notizia che lo stress da lavoro sia stato considerato una malattia, spiegando che non si tratta di una condizione medica.

28 Maggio 2019 17.55
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Ammalarsi da stress da lavoro o da disoccupazione? Oggi, anche sotto il profilo formale, si può. Lo ha deciso l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha sdoganato il burnout considerandolo ufficialmente una sindrome. Inizialmente l’agenzia speciale dell’Onu per la salute aveva lasciato intendere che si trattasse invece di una malattia dopo averlo inserito erroneamente per la prima vota nell’elenco delle malattie. Poi ha aggiustato il tiro e ha specificato che il burnout resta un fenomeno occupazionale (stress da lavoro) per il quale si può cercare una cura ma non è una condizione medica.

LINEE GUIDA PER RICONOSCERE IL DISTURBO

Oms ha anche fornito direttive ai medici per diagnosticare tale condizione. Si può essere affetti da burnout (letteralmente ‘esaurimento’, ‘crollo’)di fronte a sintomi come mancanza di energia o spossamento, aumento dell’isolamento dal lavoro o sensazioni di negatività e cinicismo legati al lavoro, diminuzione dell’efficacia professionale. L’Oms ha anche specificato che prima di diagnosticare qualcuno di burnout occorre anche escludere altri disturbi che presentano sintomi simili come il disturbo dell’adattamento, l’ansia o la depressione. Inoltre il burnout è una condizione che si riferisce solo ad un contesto lavorativo e non può essere estesa anche ad altre area della vita.

STUDIATA PER LA PRIMA VOLTA NEL 1974

Il primo ad occuparsi di burnout è stato lo psicologo Herbert Freudenberger con un articolo scientifico pubblicato nel 1974, tuttavia parlava di una sindrome che si riferiva principalmente a professioni cosiddette di aiuto come quelle di infermieri e dottori ed estesa poi più in generale a persone chi si occupano di assistenza o che entrano continuamente in contatto con altre che vivono stati di disagio o sofferenza.

EMERGENZA BURBOUT NELLE FORZE DI POLIZIA

L’Oms non ha tuttavia stabilito quali sono le cure per trattare I pazienti affetti da burnout. Si tratta comunque di un passo in avanti soprattutto per quelle società, come quella americana, dove la cultura corporate spinge I propri impiegati verso i limiti per massimizzare la produttività. In Italia proprio in questi giorni si parla dell’aumento dei suicidi nelle forze di polizia, 21 solo nei primi cinque mesi del 2019. Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, intervenuto ad a un convegno sul tema a Firenze ha detto che tra le cause dell’aumento dei suicidi c’è il burnout. Sugli agenti pesano turni pesanti e l’impegno crescente di fronte alle nuove esigenze della sicurezza collettiva. «Si opera con organici sempre più ridotti», ha sottolineato sempre Tissone.

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