Caccia al terrorista

Redazione
29/09/2010

Sono stati arrestati nella notte del 28 settembre gli attivisti islamici, per la maggior parte di origine pakistana, ritenuti responsabili...

Caccia al terrorista

Sono stati arrestati nella notte del 28 settembre gli attivisti islamici, per la maggior parte di origine pakistana, ritenuti responsabili dei piani per un attacco terroristico in Gran Bretagna, Germania e Francia (per la cronaca completa, leggi).
Gli uomini stavano pianificando di colpire i tre Paesi con attentati simili a quelli che misero sotto scacco Mumbai, capitale finanziaria indiana, nel novembre del 2008, colpendo la stazione ferroviaria, due alberghi di lusso, ristoranti alla moda e un ospedale, facendo 166 vittime.
La notizia del complotto, di cui ha dato conto per primo il Washington Post il 28 settembre, è stata confermata dall’intelligence americana che da diverse settimane stava lavorando con i servizi segreti europei sulla minaccia terroristica islamica; già il 22 settembre Janet Napolitano, direttrice della sicurezza americana, aveva parlato al Congresso del rischio di possibili attacchi di Al Qa’ida.

Obiettivo centrato in Pakistan

Quando il piano è stato scoperto, l’intelligence statunitense ha avvertito gli alleati europei e scatenato una controffensiva nella regione pakistana del Waziristan, dove si suppone risiedano i registi del progetto; un raid aereo compiuto da droni, gli aerei senza pilota, ha centrato il nascondiglio di un gruppo di integralisti islamici  e ucciso il capo locale di al Qaeda, Sheikh al-Fatah al-Masri.
Le autorità americane non hanno voluto commentare pubblicamente le operazioni militari in corso in Pakistan ma James Clapper, direttore dell’intelligence, ha dichiarato in una nota: «Sappiamo che Al Qa’ida vuole attaccare l’Europa e gli Stati Uniti» e ha confermato di condurre interventi congiunti con gli alleati europei allo scopo di smantellare le cellule dell’organizzazione. Negli ultimi 30 giorni sono stati in effetti 21 gli attacchi dei droni americani in Pakistan, un numero largamente sopra la media.
La crescente tensione asiatica ha conseguenze anche in Europa; martedì 28 settembre le autorità francesi hanno evacuato la torre Eiffel a Parigi per un allarme bomba poi rientrato. È la seconda volta che succede in due settimane: martedì 13 un altro falso allarme aveva fatto chiudere la stazione ferroviaria di Saint Lazare.