Cagliari, Tirrenia sulle maglie: è il putiferio

Gabriele Lippi
24/08/2012

Il logo della compagnia fa infuriare la Regione.

Cagliari, Tirrenia sulle maglie: è il putiferio

La scritta Tirrenia sulla maglia, proprio sotto il logo della regione Sardegna. Massimo Cellino, presidente del Cagliari, non si è fatto scrupoli nella scelta del secondo sponsor per la sua squadra di calcio.
Così la Regione si è trovata a condividere la vetrina della serie A con il suo acerrimo nemico, la compagnia di traghetti a cui ha dichiarato guerra, rea di aver alzato a dismisura le tariffe per viaggiare da e per l’Isola.
CONTRO IL CARTELLO. Secondo la classe politica regionale, l’operazione con cui è avvenuta la privatizzazione della Tirrenia è un autentico cartello. Sotto la sigla Cin, compagnia che ha rilevato la flotta, si celano infatti quelle che una volta erano le sue concorrenti, Moby in primis, e l’acquisto aveva passato il vaglio dell’Antitrust solo a patto che le tariffe venissero abbassate.
I prezzi, invece, si sono impennati, la Regione si è ribellata e ha fondato una sua flotta, per garantire traversate più economiche soprattutto ai residenti in Sardegna.
Così la novità sulle maglie del Cagliari, autentico simbolo di un’isola intera, ha scatenato le reazioni indignate di molti. Non solo i tifosi, che mal digeriscono la presenza sulle divise dei loro beniamini il nome di una compagnia con base a Napoli, rivale storica sotto il profilo calcistico (sull’equipaggiamento da trasferta, interamente bianco, la scritta è azzurra, uno sfregio in più), ma anche dei politici.
CRISPONI: «UN OBROBRIO». «È un obrobrio vedere il marchio turistico della Sardegna al fianco di chi, come vecchia e nuova Tirrenia, ha deliberatamente messo in ginocchio il sistema dell’Isola», ha detto l’assessore al turismo Luigi Crisponi, che in passato aveva accusato la compagnia di essere responsabile del calo di visitatori in Sardegna.
«Non si compra la dignità di un popolo con la sponsorizzazione», gli ha fatto eco il collega ai Trasporti Christian Solinas, che ha attaccato il marchio «emblema delle vessazioni e delle prevaricazioni che lo Stato e la sua ormai ex compagnia hanno perpetrato per anni sulle nostre spalle, non ultima la privatizzazione avvenuta in totale contrasto con i diritti della Regione».
COSSA: «SIAMO SCONCERTATI». Ha espresso la sua contrarietà all’operazione commerciale anche Michele Cossa, vicepresidente del Consiglio regionale: «La notizia della sponsorizzazione del Cagliari da parte della Tirrenia della Cin lascia sconcertati e purtroppo non siamo su Scherzi a parte. Oggi la Cin rappresenta la negazione di una concorrenza virtuosa, garanzia di qualità di migliore qualità dei servizi e di prezzi ragionevoli: gli armatori sono riusciti da aumentare i loro guadagni riducendo enormemente il numero dei passeggeri trasportati, che a causa dei costi insostenibili hanno scelto per le loro vacanze mete diverse dalla Sardegna», ha accusato chiedendo un intervento formale della Regione.
E Cellino? Lui si è preso i soldi che potrebbero dargli una mano per la costruzione del nuovo stadio (al momento a Quartu Sant’Elena, domani chissà), e per pagare gli ingaggi della rosa. Il resto sono beghe che non gli riguardano. Sardegna e Tirrenia si scornino pure tra di loro, ma sulla maglia del Cagliari devono imparare a convivere.