Dl Caivano, Gasparri alle opposizioni: «Abbaiate e non leggete il decreto»

Redazione
27/10/2023

Il senatore di Forza Italia ha attaccato Vincenzo De Luca, Roberto Saviano e i partiti di centrosinistra: «Volete risolvere il problema dando ai ragazzi la droga».

Dl Caivano, Gasparri alle opposizioni: «Abbaiate e non leggete il decreto»

Sul decreto Caivano, durante le dichiarazioni di voto in Senato e l’appello nominale per convertire in legge il testo, maggioranza e opposizioni si sono scontrate ancora. Stavolta è stato l’intervento di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente di Palazzo Madama, a generare le proteste. L’ex ministro delle Comunicazioni del governo Berlusconi, infatti, ha attaccato i senatori di minoranza durante il suo intervento: «Siete talmente impegnati ad abbaiare che non avete il tempo di leggere il decreto». Richiamato all’ordine dal presidente della seduta, il senatore leghista Gian Marco Centinaio, ha rincarato la dose: «Vorreste risolvere la questione dando a quei ragazzi la droga».

Gasparri contro tutti: «L’ostruzionismo un giochetto pretestuoso»

Gasparri ha proseguito definendo l’ostruzionismo delle opposizioni «un giochetto pretestuoso». E ha continuato con un attacco al Partito democratico e agli amministratori locali, sottolineando che «Vincenzo De Luca è il presidente della Regione Campania» e condannando «l’inerzia del Pd e di De Luca che nulla hanno fatto per Caivano». E ancora: «Grazie don Patriciello, grazie don Coluccia. Invece, don Vincenzo sta a Salerno, intento a designare parenti in giunte e parlamenti». Critiche anche per Roberto Saviano: «Se questo decreto non piace a Saviano ce ne faremo una ragione. Ha detto che va via dall’Italia? Pazienza, resteremo comunque in un numero sufficiente per mandare avanti questo Paese».

La grillina Maiorino: «Ci definisce cani perché sa di passarla liscia»

A rispondere è stata la senatrice del Movimento 5 stelle, Alessandra Maiorino: «Dice di essere esperto d’Aula, ma è esperto di insulti, sapendo di poterla passare liscia. Ci definisce cani, dicendo che abbaiamo. Lo fa perché sa di essere protetto dall’immunità parlamentare. E allora noi diciamo al presidente Gasparri, rinunci all’immunità e vediamo se sarà ancora esperto di insulti».