Calabria, un tesoro nel mare dei bronzi di Riace

Redazione
22/08/2012

di Massimo Lapenda Il mar Ionio al largo della Calabria riserva ancora sorprese archeologiche e, a 40 anni dal ritrovamento...

Calabria, un tesoro nel mare dei bronzi di Riace

di

Massimo Lapenda

Il mar Ionio al largo della Calabria riserva ancora sorprese archeologiche e, a 40 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, torna a regalare alla storia contemporanea un vero e proprio tesoro dell’antichità.
A Capo Bruzzano, tra Africo e Bianco, il mare ha fatto riaffiorare l’effige di un leone in bronzo mentre, nella sua profondità, conserva una statua bloccata dagli scogli, inizialmente scambiata per un’armatura, ed un’antica nave.
EFFIGE, STATUA E ANTICA NAVE. A ritrovare l’effige del leone in bronzo è stato un appassionato di immersioni, Leo Morabito, mentre a distanza di circa 300 metri, altri due sub, Bruno Bruzzaniti e Bartolo Priolo, hanno individuato la statua e l’antica nave.
Inizialmente i due sub hanno pensato che si trattasse di un’armatura in bronzo e rame ma le verifiche compiute il 21 agosto hanno fatto propendere verso l’ipotesi di una statua.
DATO ALLA SOPRINTENDENZA. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza si sono recati ad Africo dove hanno raccolto le testimonianze e per prendere in consegna il leone di bronzo che è stato portato alla Soprintendenza ai beni archeologici.

Il carico di una nave affondata

I tre sub hanno raccontato che nell’area del ritrovamento del leone di bronzo il fondale è tappezzato da pezzi di vasi di ceramica multicolore e a poca distanza si intravede una statua bloccata dagli scogli.
La prima ipotesi è che i reperti ritrovati appartenessero al carico di una nave affondata proprio davanti alle coste calabresi.
Il luogo e il periodo di quest’ultimo rinvenimento, avvenuto proprio pochi giorni dopo l’anniversario dei 40 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace, il 16 agosto 1972, fa sperare che ci si trovi di fronte a una nuova ed eccezionale scoperta.
AREA INTERDETTA A NAVIGAZIONE. Dal 22 agosto i carabinieri del Gruppo sommozzatori di Messina si sono immersi per capire cosa si nasconde realmente sul fondale.
L’area del ritrovamento, intanto, è stata interdetta alla navigazione ed è vigilata da una motovedetta della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.
È entusiasta Bruno Bruzzaniti mentre racconta i momenti in cui si è tuffato in acqua e ha visto «una statua», racconta, «che si trova incagliata tra gli scogli. Poco lontano sono riuscito poi a scorgere una pezzo di nave. Le maree però coprono tutto».
È visibilmente soddisfatto anche Leo Morabito, il sub che è riuscito a riportare alla luce il leone di bronzo.
«HO NOTATO QUALCOSA DI CURIOSO IN MARE». «A me piace il mare», ha raccontato, «e amo andare a pesca. Mentre ero in acqua ho notato qualcosa di strano e quindi, incuriosito, mi sono avvicinato e sono riuscito a tirare fuori questa meravigliosa opera d’arte».
L’effige del leone è alta circa 50 centimetri e pesa una quindicina di chilogrammi. «Abbiamo consegnato il leone ai carabinieri. Noi pensiamo di aver fatto una cosa positiva per la nostra Calabria».

(Ansa)