Calcio, Ceferin attacca ancora la Superlega: «È come la mela di Biancaneve»

Redazione
08/02/2024

«C'è chi pensa che l'unica legge sia quella del mercato, che tutto sia in vendita, ma non è la nostra prospettiva», ha detto il presidente Uefa che l'8 febbraio ha anche chiuso a una possibile ricandidatura nel 2027: «Sono stanco e lontano dalla mia famiglia da molto tempo».

Calcio, Ceferin attacca ancora la Superlega: «È come la mela di Biancaneve»

«La Superlega è come la mela di Biancaneve». Ovvero un frutto avvelenato. Lo ha detto il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, in apertura del congresso del massimo organo calcistico europeo: «Non tutti possono comprare il calcio. Non esiste futuro senza unità. Un gruppo di individui vuole dividerci parlando di libero mercato per continuare a far crescere il proprio ego, il proprio potere e il proprio denaro».

Calcio, il presidente dell'Uefa Aleksander Ceferin attacca ancora la Superlega: «È come la mela di Biancaneve».
Aleksander Ceferin (Getty Images).

Ceferin: «C’è chi pensa che tutto sia in vendita, ma non è la nostra prospettiva»

«C’è chi pensa che l’unica legge sia quella del mercato, che tutto sia in vendita, ma non è la nostra prospettiva. I club sono liberi di partecipare alle competizioni che vogliono, ma non si possono comprare i sogni, il merito sportivo, 70 anni di storia», ha detto Ceferin, tornando ad attaccare il progetto Superlega e i suoi ispiratori, che «fanno le vittime, quando invece sono predatori». Il calcio, ha affermato Ceferin, «è una delle poche cose in cui l’Europa è leader». E per questo, ha sottolineato il dirigente sloveno, «dobbiamo essere orgogliosi che il successo si basi sul modello unico, sulla solidarietà, su promozioni e retrocessioni».

Il Congresso Uefa ha aperto a un quarto mandato di Ceferin, il no del presidente in carica

Il Congresso Uefa ha anche approvato con i due terzi dei voti, come prevede lo statuto dell’organismo, un emendamento che avrebbe consentito a Ceferin, eletto per la prima volta nel 2016, di candidarsi alla rielezione nel 2027 per un quarto mandato. Ma sull’ipotesi è arrivato il no del presidente sloveno: «Sono stanco, lontano dalla mia famiglia da molto tempo. Ho deciso di non ricandidarmi nel 2027. Non l’avevo detto perché non volevo influenzare il congresso. L’ho deciso circa sei mesi fa».