Il calcio in Corea del Nord risorge grazie alla Cina tra partnership e sponsor

Federico Giuliani
11/02/2024

Legami militari? Sostegno in chiave anti-Usa? No, stavolta Pechino e Pyongyang hanno stretto accordi sullo sport. Con l'azienda cinese Inlang diventata fornitrice ufficiale delle nazionali calcistiche maschili e femminili di Kim Jon-un. Che così vuole ridare fiato al movimento. E rinsaldare i rapporti con alcuni storici partner utilizzando il soft power pallonaro.

Il calcio in Corea del Nord risorge grazie alla Cina tra partnership e sponsor

Negli ultimi giorni di gennaio la Cina ha accolto sul suo territorio una misteriosa delegazione proveniente dalla Corea del Nord. L’insolito gruppo non era formato da alti diplomatici inviati oltre confine da Pyongyang per rafforzare i legami militari con Pechino, né per chiedere sostegno al vicino di casa in vista di una ipotetica guerra contro gli Stati Uniti. La comitiva era guidata da Shin Yongzhe, segretario generale della Federcalcio nordcoreana, e la sua missione era molto più semplice di quanto non si potesse immaginare: potenziare i legami calcistici tra i due Paesi inaugurando una nuova stagione dello sport. E così, il 24 gennaio 2024, nello stesso momento in cui il leader nordcoreano Kim Jong-un effettuava gli ennesimi test missilistici dell’anno, i funzionari della sua Federcalcio si trovavano a Loudi, un’anonima città della provincia cinese dello Hunan, per firmare una partnership con i rappresentanti di Hunan Yinlang Sports. Cioè il brand che sarebbe diventato il nuovo sponsor ufficiale delle nazionali di calcio maschili e femminili della Corea del Nord.

Il calcio in Corea del Nord risorge grazie alla Cina tra partnership e sponsor
Palloni e materiale sportivo griffato Ina.

Il brand di abbigliamento sportivo che usa anche l’IA

Yinlang Sports, conosciuta anche come Inlang, è un’azienda cinese di abbigliamento sportivo fondata nel 2010 e quotata nella Borsa di Hunan. Sul suo sito spiega di essere «determinata a creare un marchio sportivo professionistico di cui i cinesi siano orgogliosi». Per il resto non sappiamo quasi niente di questa società, che afferma di poter contare su una filiera completa in grado di abbracciare quasi ogni sport – dal calcio al basket, dalla corsa alla pallavolo – e di aver creato il primo centro di ricerca e sviluppo di attrezzature sportive d’oltre Muraglia basato sull’intelligenza artificiale. Inlang spiega inoltre di essere il fornitore ufficiale di attrezzature per gli arbitri nelle partite di calcio femminile della Federcalcio cinese, e che la sua cultura aziendale si sforza a realizzare «il sogno di rendere la Cina una potenza sportiva e calcistica», tanto per rielaborare alcuni dei concetti patriottici espressi nel corso degli anni dal presidente cinese Xi Jinping.

La Corea non ha alcun logo dal 2019 per questioni di sanzioni

Ebbene, d’ora in avanti il logo di Inlang, una stella rossa con una fiamma bianca al suo interno, affiancata dalla scritta Ina, comparirà sul petto dei giocatori nordcoreani, in quella che si candida a essere molto più di una semplice partnership sportiva. Ricordiamo che la nazionale nordcoreana aveva precedentemente indossato uniformi sponsorizzate da Adidas, Legea e Hummel, ma che le loro maglie non mostrano alcun logo dal 2019 a causa delle preoccupazioni delle aziende straniere di poter violare le sanzioni economiche che pendono su Pyongyang sponsorizzando il team del Nord. Le società estere non possono infatti teoricamente fornire abbigliamento sportivo alla Corea del Nord in conformità con la risoluzione 2270 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottata nel marzo 2016, che vieta il trasferimento oltre il 38esimo parallelo di beni di lusso, comprese le «attrezzature sportive ricreative». Una risoluzione che però non specifica la portata di ciò che può essere considerato attrezzatura sportiva ricreativa. E la Cina, a differenza di altri Paesi, non sembra preoccupata di camminare in una zona grigia.

Il calcio in Corea del Nord risorge grazie alla Cina tra partnership e sponsor
Un membro della nazionale nordcoreana indossa una spilla coi volti di Kim Il-Sung e Kim Jong-Il (Getty).

Cooperazione calcistica tra Pechino e Pyongyang

«Siamo estremamente orgogliosi di aver raggiunto questa storica collaborazione strategica con la Federcalcio coreana. Questo non è solo un nuovo capitolo nella cooperazione calcistica tra i due Paesi, ma anche l’ingresso di Yinlang nel panorama internazionale», ha dichiarato Wang Haibing, presidente Yinlang Sports, alla cerimonia di cooperazione tra il brand made in China e la Corea del Nord. «Abbiamo scelto di collaborare con Yinlang Sports perché abbiamo visto la loro eccezionale forza nel settore calcistico. Attendiamo con impazienza questa cooperazione in cui entrambe le parti potranno lavorare insieme per contribuire allo sviluppo del calcio in entrambi i Paesi», ha ribattuto il nordcoreano Shin.

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Tifosi della Corea del Nord (Getty).

La cinese Weixi Technology fornirà prodotti chimici per lo sport

Le frasi di rito sono state accompagnate da uno stringato comunicato diffuso sui social media cinesi, secondo cui le due parti hanno ribadito la volontà di ampliare la cooperazione calcistica su più livelli. La nota terminava con un hashtag emblematico: cooperazione strategica. La stessa, tra Cina e Corea del Nord, che ha portato alla stipulazione di altri due accordi sportivi rilevanti. Sempre a gennaio, infatti, è arrivata la fumata bianca tra la Federcalcio nordcoreana e Weixi Technology, azienda cinese che si impegnerà a fornire alle nazionali maschili e femminili del Nord i prodotti chimici per lo sport, come ghiaccio e spray, seguita dalla fumata bianca per un protocollo sugli scambi sportivi per il 2024 tra il ministero della Cultura fisica e dello sport della Repubblica popolare democratica di Corea e l’amministrazione generale dello sport della Repubblica popolare della Cina.

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Un pallone prodotto dall’azienda cinese Inlang.

Quattro anni dopo, riecco la nazionale sui campi da calcio

Archiviata la pandemia, la nazionale di calcio nordcoreana è tornata a calcare i campi da calcio seppur in gare amichevoli. La squadra è volata in Cina, ad Haikou, sempre nello Hunan, per un ritiro in vista delle prossime sfide ufficiali. Qui i nordcoreani hanno organizzato due partite contro lo Zhejiang, club che milita nella Super League, la massima serie calcistica cinese, vincendo la prima 3-2 e pareggiando la seconda 2-2. È in programma anche un terzo match, questa volta contro lo Shanghai Port del brasiliano Oscar, mentre il 26 marzo la Corea del Nord deve vedersela contro il Giappone al Kim Il Sung Stadium di Pyongyang per la seconda partita delle qualificazioni al Mondiale 2026.

Soft power pallonaro tra un test missilistico e l’altro

Lo sport nordcoreano si sta dunque risvegliando dopo un periodo di letargo forzato, mentre in sottofondo la penisola coreana è diventata l’epicentro di nuove tensioni che minacciano di alterare la stabilità regionale. Tra un test missilistico e l’altro Kim intende insomma ridare fiato al movimento calcistico del Paese. Per offrire uno svago in più al suo popolo ma anche per rinsaldare i rapporti con alcuni storici partner utilizzando il soft power pallonaro.