Luciano Cremona

Calcio, stelle nascoste

19 Dicembre 2011 18.20
Like me!

Dal campionato in cui persino l’Inter, dopo una delle peggiori partenze della storia, grazie a una serie di tre vittorie di fila si trova al quinto posto, a meno 10 dalla vetta, è lecito aspettarsi di tutto. Anche che i protagonisti non siano le stelle che, a dir la verità, sono sempre di meno, ma i semplici gregari.
Quelli dai quali non ci si aspetterebbe altro che un onesto rendimento, con qualche picco di eccellenza, ma soprattutto tanta sostanza. E invece sono proprio loro, quelli che meno ti aspetti, a essersi presi il palco della serie A.
Tre nomi su tutti: Simone Pepe, Antonio Nocerino e German Denis. Juventus, Milan e Atalanta, in rigoroso ordine di classifica. In mezzo a loro, Francesco Guidolin, tecnico dell’Udinese che definire ‘dei miracoli’ è forse riduttivo.
GUIDOLIN, LO PSICOLOGO TIMIDO. Abituati dalle sparate di José Mourinho, al suo modo di calcare la scena e di prendersi tutte le attenzioni, Guidolin sembra un allenatore fin troppo timido.
Riservato, sempre educato, quasi malinconico. Eppure, dietro a quel fisico da ciclista scalatore si nasconde un fine psicologo e un ottimo tecnico. Che sta portando l’Udinese a livelli di eccellenza assoluti nonostante le cessioni che ogni anno impoveriscono la rosa, ma arricchiscono le casse del patron Giampaolo Pozzo.
A fronte della partenza di Alexis Sánchez, finito al Barcellona per una cifra record vicina ai 40 milioni di euro, a quella di Cristián Zapata (al Villarreal, 8 milioni) i bianconeri sono al secondo posto, a meno due punti dalla Juventus. E sono qualificati ai 16esimi di Europa League.

Nocerino, dinamismo e tanti gol

Antonio Nocerino è arrivato al Milan all’ultimo giorno di calciomercato, prelevato dal Palermo.
Così, il centrocampista napoletano classe 1985 è volato sotto la Madonnina per solo 500 mila euro. Ha firmato un contratto da cinque anni a 1,5 milioni. Solo quattro giocatori, tra i rossoneri, guadagnano meno di lui: Mario Yepes (1 milione), Filippo Inzaghi (800 mila euro), Stephan El Shaarawy e Flavio Roma (500 mila euro). Ma il rendimento di Nocerino è stato dei più alti fin da subito.
Il botto l’ha fatto con la tripletta contro il Parma. Sei gol in 13 partite: meglio dei brasiliani Alexandre Pato (una rete) e Robinho (due).
PUNTO FERMO DEL CENTROCAMPO. L’ex Palermo doveva essere un tassello per completare il reparto di centrocampo. Un’idea dell’ultimo minuto. Nocerino si è invece trasformato in una pedina fondamentale, che garantisce corsa, dinamismo e, a sorpresa, tanti gol.
Nella scorsa stagione disputò tutte le 38 partite del campionato (media voto 6,03, ora è a 6,19), arrivando a quota quattro centri. A sei gol ci arrivò solo nel 2006-07, in serie B, con il Piacenza.
Lo consideravano il nuovo Gattuso: ha viaggiato per tutto il Sud Italia, ha provato a sbocciare nella Juventus, dopo aver giocato in tutte le nazionali giovanili. Ora Nocerino è un punto fermo del Milan. E il commissario tecnico dell’Italia Cesare Prandelli non può non pensare a lui in vista degli Europei di Polonia e Ucraina.

Il riscatto di Pepe, il gregario diventato uomo della provvidenza

Butta la palla e corri. È quello che si chiede a chi ha tanto cuore, polmoni capaci e grinta da vendere.
Simone Pepe è arrivato alla Juventus nel 2010 in prestito (2,5 milioni), poi riscattato in questa stagione con 7,5 milioni versati nelle casse dell’Udinese.
La passata stagione è stata piena di alti e bassi. Cinque gol, media voto insufficiente (5,93) e tanti che lo consideravano «non da Juve».
Ora il riscatto: una media tra le più alte della serie A (6,53), già cinque reti, le stesse dell’anno scorso, ma soprattutto una continuità di rendimento esaltante, mixata da un alto livello di qualità.
SOFFIATO IL POSTO A KRASIC. Pepe ha praticamente bruciato la concorrenza di Milos Krasic, grande acquisto bianconero della passata stagione e ora vicino alla partenza. Una rincorsa partita da lontano, dalle giovanili della Roma, passando per Palermo, Cagliari e Udinese (dove è esploso, guadagnandosi il Mondiale 2010).
Da gregario a uomo della provvidenza, è il caso di dirlo. La Juve non sa più stare senza Pepe. E lui, dal basso di un ingaggio non proprio da star (1,2 milioni) sogna l’Europeo.

Denis, il carro armato che segna sempre

All’Udinese, German Denis «El tanque» non avrebbe fatto altro che scaldare la panchina. Come faceva spesso a Napoli, dove arrivò nel 2008 carico di aspettative e promesse. Due stagioni più in panchina che in campo: 13 gol in totale.
Nel suo passato, nei primi Anni 2000, un’avventura in C1, a Cesena, con sole tre reti. Nel 2010 a Udine non ha convinto Guidolin, che ha concesso la sua partenza verso Bergamo.
L’Atalanta si è accorta di avere un vero e proprio tesoro tra le mani. Perché Denis, classe 1981, ha cancellato a suon di gol la penalizzazione per il caso scommesse. E ora guida la classifica marcatori con 11 gol.
STIPENDIO PIÙ ALTO DELLA ROSA. Il suo stipendio è il più alto di tutta la rosa atalantina: 1 milione. La media voto rispetto alla passata stagione è ovviamente schizzata alla stelle: da 5,7 a 6,5. Il suo numero di maglia è il 19, in omaggio a Sant’Espedito, quello delle cause disperate.
Salvare l’Atalanta sembrava davvero un’impresa impossibile. Come impossibile sembrava che a risolvere la questione fosse proprio Denis, che sparava a salve. Ma che ora non sbaglia un colpo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *