Calcioscommesse, Doni ci ricasca

Calcioscommesse, Doni ci ricasca

19 Dicembre 2011 07.30
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Bergamo, la nazionale, una vita in nerazzurro. E poi lo scandalo
del calcioscommesse, quello che lui definì ad amici «la
macchina del fango». Ma ora Doni è precipitato di nuovo nel
vortice dell’inchiesta coordinata dalla procura di Cremona,
con l’arresto.Tre anni e mezzo di squalifica era stata,
finora, la pena inflitta dalla giustizia sportiva. Per il
centrocampista 38enne, l’equivalente di un addio al calcio.
Era stata questa infatti la sanzione che il 9 agosto la
Commissione disciplinare della Federcalcio aveva inflitto al
giocatore romano (pena confermata dalla Corte di giustizia
Federale), bandiera dell’Atalanta (a sua volta condannata a
sei punti di penalità), per il coinvolgimento nella vicenda
calcioscommesse.
A carico di Doni era stata accertata la responsabilità nella
realizzazione dell’illecito sportivo aggravato su
Atalanta-Piacenza del 19 marzo. Ma Doni non si era arreso e a
settembre aveva presentato istanza presso il Tribunale Nazionale
di Arbitrato per lo Sport (Tnas), che non ha ancora deciso in
merito.
ESULTANZA A TESTA ALTA. Quella sentenza era
stato un duro colpo per lui, centrocampista di qualità, che
quando buttava la palla nella porta avversaria metteva una mano
sotto il mento per tenere la testa alta: era il suo segno
distintivo. Un’esultanza nata nella stagione 2000-01, quando
venne accusato assieme ad altri giocatori di aver pilotato il
risultato di una partita di Coppa Italia dell’Atalanta contro
la Pistoiese, per poi essere scagionato.
Posso andare a testa alta, diceva insomma Doni ogni volta che
metteva a segno una rete: «Non è solo un gesto di esultanza ma
uno stile di vita».
MIGLIOR ATTACCANTE NERAZZURRO. All’epoca di
quella storia il lungo ed elegante trequartista dal gol facile
giocava con gli orobici, come aveva fatto in gran parte della sua
carriera. «Sono arrivato alla conclusione che per me questa è
una maglia davvero speciale, quasi magica», confessò dopo il
ritorno all’Atalanta nel 2006, «forse la potrei
scherzosamente avvicinare al costume che trasformava Clark Kent
in Superman».
Doni è il miglior marcatore di sempre nella storia
dell’Atalanta – 103 gol tra A e B -, che alla fine della
scorsa stagione aveva contribuito a riportare nel massimo
campionato.Ha vestito anche la maglia della Nazionale (sette
partite e un gol), disputando il Mondiale di Corea del Sud e
Giappone nel 2002. Nella sua carriera ha militato, tra
l’altro, con Sampdoria, Brescia, Bologna e un anno nel
Maiorca, in Spagna.
Nel 2010 ha promosso la nascita dell’Associazione nazionale
calciatori (Anc), un sindacato alternativo all’Associazione
italiana calciatori (Aic).

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