Calcolate evasioni

Luigi dell'Olio
23/01/2011

Chi vince e chi perde nella partita della cedolare secca.

Calcolate evasioni

Un possibile effetto calmiere sui prezzi delle locazioni, una probabile ripresa delle compravendita e una sicura riduzione delle entrate fiscali. L’adozione della cedolare secca avrà probabili vincitori e sicuri sconfitti, a sentire le parole degli analisti.
L’ipotesi alla quale sta lavorando il governo prevede una revisione della fiscalità sui redditi da locazione, con il passaggio dall’aliquota marginale (quindi in base al reddito complessivo del proprietario) a una cedolare secca, che in un primo momento era stata ipotizzata al 20%, per essere poi elevata al 23%.
RISPARMI DELL’8%. Una revisione che spiega il principale ostacolo all’introduzione dello strumento, vale a dire il calo di entrate da parte dello Stato. «Mediamente oggi l’aliquota marginale applicata è al 31%, per cui il risparmio per chi mette in locazione sarà intorno all’8%», ha spiegato Luca Dondi, dell’Ufficio Studi Nomisma.
LO SCOGLIO DEGLI EVASORI. Prendendo come esempio un reddito da 50 mila euro annui e una casa affittata a 15 mila euro, il risparmio è di circa 490 euro. «Se è certo che caleranno i versamenti al Fisco, non è detto che questi vengano compensati da una emersione del nero», ha aggiunto l’analista. «Anzi, proprio il differenziale contenuto tra fiscalità attuale e quella nuova potrebbe spingere pochi evasori a ravvedersi». In questo senso non resta che sperare in un’azione più incisiva sul fronte dei controlli, come prospettato dallo stesso Esecutivo nelle ultime settimane.

Le ricadute sui prezzi

Quanto ai prezzi di mercato, Fabiana Megliola, responsabile Ufficio studi di Tecnocasa, prospetta un effetto calmiere sulle locazioni: «L’attesa crescita dell’offerta avrà un impatto positivo dal punto di vista degli affittuari», ha spiegato, «ma non sono ipotizzabili ulteriori cali, visto che i prezzi sono fermi da due semestri. Più probabile che portino stabilità».
PIÙ TRANSAZIONI NELLE VENDITE. Lo stesso vale sul fronte delle compravendite, con effetti evidenti soprattutto sul numero di transazioni: «Nelle ultime settimane registriamo nelle nostre filiali un numero crescente di richieste di informazioni da parte di proprietari di case sfitte», ha spiegato Megliola. «Stimiamo, quindi, che la cedolare possa portare a una ripresa delle transazioni come strumento di diversificazione degli investimenti, senza tuttavia incidere in maniera sensibile sui prezzi».

Quali alternative?

Secondo Nomisma, si potrebbero conseguire risultati migliori intervenendo sul canone concordato: «L’adozione generalizzata della cedolare secca sui redditi da locazione andrebbe ad alterare i rapporti tra canone libero e concordato, rendendo quest’ultima opzione meno attrattiva per i proprietari», ha commentato Dondi. «Mentre, la previsione di una cedolare secca sul solo canone concordato avrebbe una valenza sociale, considerato che darebbe sollievo alle famiglie più colpite dalla crisi economica, senza incidere eccessivamente sul fronte delle entrate fiscali».