Calderoli condannato per aver dato dell'orango all'ex ministra Kyenge

Calderoli condannato per aver dato dell’orango all’ex ministra Kyenge

14 Gennaio 2019 13.16
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È stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi dal tribunale di Bergamo, che ha riconosciuto l'aggravante razziale, il senatore della Lega Roberto Calderoli, a processo a Bergamo – dove vive – per aver dato dell'orango all'ex ministro del governo Letta Cecile Kyenge, nel luglio 2013 alla festa della Lega Nord di Treviglio. L'ex ministro non si è costituita parte civile e non sono quindi previsti risarcimenti di natura economica. Non è il primo leghista a finire nei guai per le dichiarazioni razziste nei confronti della ex ministra. L'europarlamentare Mario Borghezio è stato condannato per diffamazione aggravata dalla finalità di odio razziale ed etnico a risarcire Cecile Kyenge con 50mila euro per aver dichiarato, in un'intervista alla Zanzara (Radio24) del 29 aprile del 2013, che la ministra voleva «portare le sue tradizioni tribali in Italia» e che «gli africani appartengono a un’etnia molto diversa dalla nostra». L’europarlamentare aveva inoltre aggiunto: «Giuridicamente non siamo congolesi, abbiamo un diritto ultramillenario basato sullo ius sanguinis».

«NON GIUSTIFICABILE IL DISPREZZO PER LE ORIGINI AFRICANE»

«Il messaggio di Borghezio – aveva motivato il giudice – non è solo di natura politica ma si traduce in disprezzo verso la persona offesa a causa della sua origine africana. Non sono possibili interpretazioni alternative al senso dispregiativo delle parole di Borghezio nei confronti della Kyenge. La donna, proprio per il colore della pelle, non deve avere i medesimi diritti dei cittadini italiani, ha una cultura inferiore a quella italiana (e, più in generale, a quella mitteleuropea) ed è per questi motivi – e non per altri – che può fare solo la casalinga, non può fare il Ministro e ha tolto a un medico italiano il posto alla Asl».

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